02-Planeta_manchette_175x100
Allegrini 2018
EMISFERO SUD

Sudafrica, la filiera del vino contro il bando alla vendita di alcolici imposto dal Governo

Vinpro si rivolge alla Corte Suprema: decisione ricada sulle Province, il divieto non è più sostenibile per un settore in ginocchio
BANDO, CORTE SUPREMA, COVID-19, GOVERNO, PANDEMIA, SUDAFRICA, vino, Mondo
I vigneti in Sudafrica

L’emergenza Covid-19 ha colpito tutti, vero, ma qualcuno più degli altri. Se sul fronte della ristorazione il conto più salato, con ogni probabilità, lo pagherà l’Italia, la filiera del vino che ha subito le restrizioni più grandi è quella del Sudafrica. Che, come vi abbiamo raccontato qualche giorno fa (qui: https://winenews.it/it/pandemia-e-vino-stop-totale-alla-vendita-di-alcolici-in-sudafrica-a-tempo-indeterminato_433665/), sta facendo i conti con il terzo bando sugli alcolici, deciso dal Premier Cyril Ramaphosa, a tempo indeterminato, in analogia con quanto già accaduto a due riprese nella prima metà del 2020, per proteggere le strutture ospedaliere e sanitarie, oberate dai pazienti Covid-19, e che si troverebbe in difficoltà a dover gestire anche le emergenze legate all’abuso di alcol. Una misura che, però, si sta rivelando soffocante per un settore come quello enoico, che in Sudafrica genera più di 3 miliardi di euro di fatturati e dà lavoro a 269.000 dipendenti, diventando negli anni una parte fondamentale del tessuto economico e sociale del Paese.
Ecco perché, ad un mese dal terzo bando, introdotto il 28 dicembre 2020 dal Governo, Vinpro, l’associazione che riunisce 2.575 player della filiera vino del Sudafrica, tra produttori, venditori e stakeholders dell’industria, ha deciso di rivolgersi alla Corte Suprema di Città del Capo. In ballo, come si legge nel comunicato di Vinpro, non c’è tanto il merito della norma decisa dal Governo, quanto il metodo. Che, senza cercare mai un vero punto d’incontro, ha già portato a 19 settimane di stop, da marzo 2020 ad oggi, che sono costate al settore una perdita di fatturato di 440 milioni di euro e 27.000 posti di lavoro a rischio.
Se non bastasse, con la vendemmia 2021 ad emergenza si aggiunge emergenza: nelle cantine sudafricane, infatti, ci sono ancora 640 milioni di litri di vino in stock, di cui 300 invenduti. Vinpro, in questo contesto, come detto, non nega che il divieto sia giustificato, ma ritiene che, alla lunga, si sia rivelato uno strumento eccessivo, non necessario, ingiustificato e, in effetti, controproducente.
Cosa serve? Secondo la filiera enoica sudafricana “un approccio più flessibile e agile, basato su dati empirici credibili, in cui alle amministrazioni provinciali dovrebbe essere garantito il potere di occuparsi e legiferare sulla vendita al dettaglio di liquori per il resto della pandemia, perché le autorità provinciali sono normalmente responsabili sia della regolamentazione della vendita di liquori che della sanità e degli ospedali, quindi meglio attrezzati per gestire emergenza sanitaria e necessità economiche”. Questo perché, un po’ come in Italia, la pandemia colpisce in maniera diversa nelle diverse province, con una pressione diversa, quindi, sugli ospedali.
“Nonostante ciò, il Governo non ha mai introdotto differenziazioni nella gestione dei divieti. Invece, è stato imposto un divieto a livello nazionale, senza tenere conto delle circostanze nelle singole province. Chiediamo urgenti provvedimenti provvisori che darebbero al Premier della provincia di Western Cape il potere di adottare una delega per consentire la vendita di alcolici, sia sul canale on trade che sia quello off trade, nella provincia. Obiettivo che, poi, riguarderà anche le altre province.
Una decisione verrà presa dopo l’udienza del 5 febbraio,
e le speranze di Vinpro sono legate al fatto che il numero di nuovi positivi, casi attivi e ricoveri ospedalieri stia diminuendo rapidamente in tutto il Paese, ma in particolare proprio a Western Cape: nelle circostanze attuali, il divieto alla vendita di alcolici non pare giustificato. Di conseguenza, se la situazione non dovesse cambiare in peggio, e se il divieto fosse ancora in vigore al 5 febbraio, all’Alta Corte verrà chiesto di invalidare il bando imposto del Ministro Dlamini-Zuma con effetto immediato.

Copyright © 2000/2021


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2021

Altri articoli