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ALLARME COVID-19

Sudafrica, nel bel mezzo delle vendemmia il Governo ferma il mondo del vino

Il vino, come tutti gli alcolici, escluso dai beni di prima necessità: ma si apre uno spiraglio per la ripresa del lavoro in vigna e cantina
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Il Sudafrica chiude le aziende del vino?

Solo ieri, nel nostro resoconto sulla vendemmia nell’Emisfero Sud, dove l’emergenza Coronavirus è decisamente meno drammatica, almeno per ora, che in Europa e Nord America, raccontavamo di come in Sudafrica i numeri, e le decisioni del Governo, non lasciassero presagire misure draconiane, come quelle prese in Italia, Spagna e Francia. Sono bastate poche ore perché tra i decreti attuativi del Disaster Management Act, l’insieme delle regole volte ad affrontare l’emergenza Coronavirus, firmato dal Governo di Pretoria il 15 marzo, spuntasse il più inatteso ed estremo, almeno per il mondo del vino (ed almeno per il momento) visto sin qui: stop alla produzione ed alla vendita di vino ed alcolici fino al 16 aprile. Come deciso dalla Ministra dell’agricoltura del Paese, Nkosazana Dlamini Zuma, il vino non rientra nei beni di prima necessità, ed il lavoro, in vigna come in cantina, deve fermarsi. Una decisione che ovviamente mette in seria difficoltà l’intera filiera, con l’annata 2020 che rischia di non vedere la luce, a meno di un passo indietro, auspicabile, da parte del Governo, quantomeno per permettere la conclusione delle operazioni di raccolta, costrette altrimenti a fermarsi in tutto il vigneto sudafricano. Del resto, come si legge nella testata “AgriOrbit”, il testo definisce “essenziale prevenire lo spreco di beni agricoli primari”. Come l’uva. Ecco perché c’è un certo ottimismo, da parte delle associazioni di categoria, per una pronta risoluzione di quella che sembra più una dimenticanza che una decisione shock.

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