É il primo, vero banco di prova della stagione turistica, crocevia di tradizioni antiche e nuove abitudini di viaggio: a Pasqua il rito religioso si intreccia con il piacere della tavola e con il desiderio di partire, anche solo per pochi giorni, tra gite fuori porta, viaggi brevi e scoperte culturali. Le città d’arte si preparano ad accogliere i visitatori, mentre borghi e campagne tornano protagonisti di un turismo lento fatto di paesaggi, mercati locali, tavole imbandite e, chiaramente, i tanti vini dell’Italia che si possono scoprire nei viaggi. Sulla tavola dominano i grandi classici della cucina regionale: agnello, torte salate, colombe artigianali e dolci della tradizione, senza dimenticare naturalmente le uova di cioccolato, vero simbolo della ricorrenza pasquale, non più destinate solo ai piccoli ma amate anche dai grandi. E per gli appassionati di vino le cantine aprono le loro porte, trasformando il weekend festivo in un’occasione per degustazioni ed itinerari enogastronomici. Ecco i suggerimenti di WineNews per una Pasqua all’insegna di brevi viaggi, pranzi al ristorante e piccoli peccati di gola di cui godere nell’intimità di casa, con le novità 2026, tra uova di cioccolato limited edition e colombe artigianali. Chiaramente, in abbinamento, con i tanti vini dell’Italia che si possono scoprire in viaggio, in una sorta di percorso enologico nel Belpaese, tra le denominazioni più famose e quelle ancora da conoscere, da Nord a Sud, da Est ad Ovest: dal Chianti Classico all’Alto Adige, dalla Barbera d’Asti e Monferrato al Cerasuolo di Vittoria, passando per l’immancabile Prosecco Doc e Docg, protagonista assoluto di aperitivi e brindisi.
Weekend fuori porta & tavole d’autore
Quello di Pasqua è il weekend perfetto per una vista in cantina, con Vigneti Aperti, l’iniziativa del Movimento Turismo del Vino che accompagna gli enoappassionati fino a settembre. Dai tragitti in bici e a cavallo, anche insieme agli amici a quattro zampe, alle cacce al tesoro alla ricerca dei fossili, dai pic-nic con i prodotti tipici di ogni territorio alle lezioni di pittura per famiglie e giovani, i produttori aprono le porte delle loro vigne per offrire momenti unici di scoperta e benessere, sotto il segno del bere responsabile e dell’armonia con l’ambiente. Monte del Frà, azienda simbolo del Custoza e vigneti in diversi areali del veronese, propone un incontro inaspettato tra due mondi del gusto: quello del vino e quello del cioccolato artigianale, con un itinerario pensato per esplorare le combinazioni tra quattro etichette della cantina e diverse tipologie di cioccolato selezionato. Il progetto nasce da un attento lavoro di ricerca e sperimentazione condotto insieme al laboratorio Lucrea Chocolate e all’artista Liudmila Pascurova. Per chi rimane a Milano o per chi ne approfitta per visitare la città, il Four Seasons Hotel Milano celebra la Pasqua con un’esperienza che unisce tradizione e creatività. Stefano Trovisi, executive pastry chef, propone la sua pastiera, reinterpretazione di uno dei dolci-simbolo della tradizione del Sud Italia. Si può mangiare allo Stilla Bar o da Zelo, il ristorante guidato dallo Chef Fabrizio Borraccino. A Venissa, location unica nell’Isola di Mazzorbo immersa nel verde della laguna di Venezia e circondata da quasi un ettaro di vigneto, si degusta la cucina del ristorante stellato guidato dalla chef Chiara Pavan (7 o 10 portate, con servizio di transfer privato a richiesta), oppure scegliere l’atmosfera più conviviale dell’Osteria Contemporanea, con il menu pasquale. Villa Sparina è un albergo di charme tra le morbide colline del Gavi, costellato da vigneti e avvolto da un’atmosfera tranquilla e rilassata: per Pasqua, dopo un aperitivo con vista sull’orto, lo chef Graziano Caccioppoli propone per pranzo un menu basato sui sapori della tradizione italiana. Da Iris, ristorante 1 Stella Michelin nel cuore del quattrocentesco Palazzo Soave a Verona, si celebra la Pasqua con l’esperienza dello chef Giacomo Sacchetto: immersi fra affreschi, moderni chandelier e un pavimento in seminato veneziano, gli ospiti potranno degustare piatti scanditi da vegetali locali, come l’Asparago di Verona, e da erbe spontanee primaverili - bruscandoli e carletti. Nelle Langhe, a Serralunga d’Alba (Cuneo), Michelangelo Mammoliti firma per La Rei Natura, ristorante 3 Stelle Michelin all’interno de Il Boscareto Resort & Spa, un percorso che intreccia orto e tecnica, con protagonisti alcuni signature celebri. Tra questi, i passaggi primaverili Santena, con gli asparagi dell’omonimo paese (prodotto agroalimentare tradizionale piemontese), pesto montano, infusione cacio e pepe, ed Erbaceo, un antipasto a base di carciofo, con estratto delle sue foglie chiarificate e giardiniera del ’91, anno in cui lo chef assaggiò per la prima volta la ricetta piemontese. All’Antica Corte Pallavicina di Polesine Parmense (Parma) ci si immerge nel fascino senza tempo di un luogo in cui storia, eleganza e sapori si intrecciano in armonia, per un soggiorno di grande charme o anche solo per una gita fuori porta per concedersi un pranzo all’insegna della tradizione, che sia gourmet al ristorante stellato o più casalingo all’Hosteria, entrambi nella cornice del castello trecentesco, con il culatello come guest star. L’Hotel Al Grand Universe Lucca, un edificio storico dal design contemporaneo, propone per Pasqua un pacchetto speciale, che include due notti, il pranzo di Pasqua ed il brunch di Pasquetta: la base ideale per esplorare una città famosa per i suoi monumenti storici e per le intatte mura cinquecentesche. Nel cuore della Toscana, Castiglion del Bosco, A Rosewood Hotel trasforma il weekend pasquale in un percorso immersivo di tre giorni, pensato per vivere la Val d’Orcia nel momento ideale dell’anno: il programma combina attività outdoor, momenti di relax e appuntamenti enogastronomici. Dalla lezione di yoga a bordo piscina alla passeggiata guidata tra i sentieri panoramici della proprietà, fino alla tradizionale caccia alle uova nel borgo storico. Tra le novità di quest’anno ci sono un laboratorio destinato ai bambini per creare il coniglietto pasquale ed un corso di decorazione delle uova di cioccolato con un pastry chef.
Per gli amanti della natura che desiderano trascorrere del tempo in un’oasi di relax, il Renaissance Tuscany Il Ciocco Resort & Spa, a Castelvecchio Pascoli (Lucca), propone due notti con la possibilità di gustare uno speciale pranzo di Pasqua, godendosi l’aria aperta e la vista mozzafiato del panorama dalla terrazza del ristorante dell’hotel. Per i bambini c’è una divertente caccia al tesoro. A Roma per i più piccoli il Villa Agrippina Gran Melià propone, in contemporanea al raffinato brunch tra le mura di Amaro Lobby Bar & Lounge, il cocktail bar della dimora urbana, con i piatti della tradizione - agnello, casatiello, torta Pasqualina, colomba e uova - lo speciale “Pasqua Party - Zootropolis”: il giardino diventa il set de “Il caso delle uova sparite”, una vera e propria detective experience, una caccia al tesoro fuori dagli schemi. Non mancano i laboratori dedicati alla creazione dei cestini pasquali e alla decorazione di uova e pulcini. A Baschi, in Umbria, Casa Vissani propone per Pasqua e Pasquetta un menu raffinatissimo - tra le proposte l’Agnello croccante cotto nell’anfora all’aceto balsamico con cappesante caramellate alla farina di bamboo e il Soufflé di mela fragola, salsa di mandorle salate al profumo di fava di tonka: e per chi non ha voglia di rimettersi al volante c’è la possibilità di fermarsi a dormire nelle eleganti suite.
Affacciato sul mare Adriatico e immerso nell’eleganza rilassata del litorale marchigiano, il ristorante Attico sul Mare a Grottamare accoglie gli ospiti con un menu a base di specialità di pesce, come la seppia alla brace con misticanza agli agrumi e quintoquarto di mare e il rombo al vapore con scarola, pinoli e arancio. A Roma l’Hosteria Grappolo d’Oro, storico locale situato nei pressi di Campo dei Fiori, celebra le festività con piatti speciali: a partire dal Misto Pasquale, una selezione che racchiude i sapori tipici della ricorrenza: coratella con carciofi, corallina artigianale servita su pizza di Pasqua, pizza al formaggio e ovetto tonnato. Poi grandi classici per i primi piatti (cacio e pepe, carbonara e amatriciana), mentre tra i secondi spicca l’agnello alla romana. Dalle tavole stellate ai giardini botanici, dalle cantine ai grandi hotel storici fino alle botteghe artigiane, la Sicilia si conferma una destinazione privilegiata per vivere la Pasqua - e non solo - come immersione autentica nella cultura del territorio. Tra le differenti realtà associate alla rete La Sicilia di Ulisse, l’Hotel Villa Schuler a Taormina coinvolge tutta la famiglia con attività che trasformano la Pasqua in un momento di scoperta, dalla caccia al tesoro botanica nel giardino storico - parte del circuito Grandi Giardini Italiani - ai percorsi guidati tra specie mediterranee ed esotiche. Nel cuore di Palermo, Palazzo Brunaccini unisce ospitalità e tradizione affiancando il pranzo o la cena pasquale al tour dei “Sepolcri”, uno dei riti più significativi della Settimana Santa. La Masseria della Volpe a Noto propone invece un’esperienza di soggiorno immersa nella campagna siciliana, mentre a Salina l’Hotel Signum unisce alta cucina e relax, con un pacchetto di tre notti che include menu degustazione firmato dalla chef Martina Caruso, pranzo di Pasquetta e accesso alla Spa. Tra i vigneti di Menfi, in provincia di Agrigento, la Foresteria Planeta trasforma il pranzo pasquale in un’esperienza immersiva, dove il menu dedicato agli ingredienti-simbolo, come il carciofo spinoso locale presidio Slow Food e la cassata, si intreccia con il wine pairing “Memorie di Vigna”, basato su vecchie annate. In Puglia, a Polignano a Mare, il Ristorante Meraviglioso propone a Pasqua due percorsi degustazione che raccontano il Mediterraneo attraverso una cucina elegante, identitaria e fortemente legata alla materia prima. Tra le proposte originali ci sono biscottino con tonno e gel di carote, corba rossa del Gargano, ricci e mandorla, waffle alle alghe con burrata, alici e limone.
Tra colombe artigianali e uova firmate da mâitre chocolatier
Le uova di cioccolato più belle e scenografiche si confermano quelle di Marchesi 1824 (gruppo Prada): vere e proprie opere d’arte, da ammirare più che da mangiare. Dalle uova classiche a quelle ripiene, racchiuse in eleganti confezioni regalo, fino alla suggestiva colomba decorata con pasta di mandorle e ghiaccia reale. La Pasqua della cioccolatiera belga Charlotte Dusart (che per l’occasione apre un secondo pop-up store a Milano) è come sempre giocosa e colorata, come nell’esclusivo uovo extra-large in edizione limitata da cui spunta un “petit cucù” scolpito per fare capolino sotto il tetto effetto legno. Nel laboratorio milanese di Solbiati Cioccolato la produzione delle uova di Pasqua è completamente artigianale: tra le novità del 2026 l’Uovo Bolle, con una decorazione che nasce dal contrasto cromatico sia tra le diverse tipologie di cioccolato sia dalle delicate tonalità pastello delle bolle, di varie dimensioni, integrate direttamente nella superficie del guscio. A impreziosire l’uovo, un fiore realizzato interamente in cioccolato. Made in Sicilia l’Uovo Pigna all’arancia firmato Antica Dolceria Bonajuto di Modica, realizzato con soli tre ingredienti e lavorato secondo l’antico metodo a freddo, simbolo di prosperità nella cultura siciliana. La stessa attenzione si ritrova nella Pasticceria Cappello di Palermo, che riporta al centro il cacao con una colomba che si avvicina più a un prodotto di alta cioccolateria che a un lievitato tradizionale. A Catania i Fratelli Sicilia firmano un uovo che racconta l’incontro tra profondità aromatica e la delicatezza fruttata dei frutti rossi. Il guscio, realizzato con cacao selezionato al 72%, sprigiona note intense e persistenti, all’interno si trova la farcitura di cremino con frutti rossi scoppiettanti e croccanti al palato, e all’esterno la pralinatura ai frutti di bosco criosessiccati (6% sul prodotto finito) di lamponi, mirtilli e fragole.
Ma mai come quest’anno a Pasqua l’attenzione è puntata sui prezzi: col cioccolato caro come il caviale, una famiglia su 4 rinuncerà all’uovo. Mentre il peso è calato del 32%, il prezzo al chilo è triplicato ed è passato dai 26 euro al kg del 2010 agli oltre 80 euro al kg del 2026, con punte sopra i 120 euro al kg, praticamente come il caviale di salmone. È quanto emerge dalla ricerca dell’Osservatorio Big (Business Intelligence Group). Leggera, artigianale, meglio se classica: agli italiani la colomba piace così, secondo una ricerca Cerved per Aibi (Associazione Italiana Bakery Ingredients). A pesare è l’artigianalità, fattore decisivo nelle preferenze: oggi non si trova soltanto sulle tavole della festa, ma anche negli spazi della panificazione moderna, ad esempio nei bakery bistrot, capaci di valorizzare questo prodotto grazie a degustazioni e assaggi di monoporzioni. Si conferma inoltre l’importanza del commercio online per gli artigiani. La preferenza è per la versione classica ma, negli ultimi anni, la creatività degli artigiani ha cercato nuove strade; nascono così le farciture a base di cioccolato, altro grande protagonista della Pasqua, di nocciola, di albicocca, di melograno e di pistacchio. L’innovazione c’è, ma è ancora di nicchia, come la colomba in versione gelato e quella in versione salata, con formaggi locali, carciofi, pomodori, salumi. Dopo il successo del panettone, lo chef Giancarlo Perbellini torna a firmare la colomba, in collaborazione con la Pasticceria Perbellini di Bovolone, storica attività di famiglia oggi guidata dalla nuova generazione: la ricetta è quella classica, con l’arancio candito tagliato a losanghe, e non a cubetti. Nel segno dell’inclusione la Pasqua by Di Stefano, che propone le sue colombe gluten free al carrubo e al pistacchio, due ingredienti-simbolo della Sicilia il carrubo, ingrediente storico dell’isola, racconta i sapori della terra e della tradizione contadina con il suo dolce naturale e intenso, mentre il pistacchio, eccellenza di Raffadali (Agrigento), regala note fresche e aromatiche. A Viterbo la Pasqua ha il profumo e il sapore della “Colombrilla” firmata dalla Pasticceria Alba, una creazione originale a base di rum, cioccolato fondente e marroni canditi, che negli anni è diventata uno dei simboli della primavera per gli amanti dei grandi lievitati artigianali. A Roma Cresci propone la sua colomba artigianale, disponibile esclusivamente nella versione classica all’arancia e servita anche al tavolo, a fette. Realizzata con un processo a due impasti e lievito madre, prevede ingredienti selezionati come miele agli agrumi, uova fresche, burro Isigny e canditi biologici.
Dalla cucina stellata del ristorante Agli Amicidi Udine arriva la colomba artigianale pensata dallo chef Emanuele Scarello insieme al suo giovane pastry chef Riccardo Celeghin e prodotta in tiratura limitata. Realizzata con burro di altissima qualità e lievitata per 48 ore, sprigiona un profumo inconfondibile grazie agli agrumi pregiati della Fundació Tódolí di Valencia, specializzata in varietà rare, come il Cedro Pompia, il Limone di Amalfi, il Pompelmo, il Bergamotto e il Pomelo.
A tavola all’insegna del made in Italy
Da Eataly non ci sono solo colombe e uova, ma anche tutte le migliori proposte per una Pasqua a tavola - o perchè no, per il picnic di Pasquetta - all’insegna del made in Italy: salumi e formaggi da filiera controllata, pasta fresca, dolci regionali e una vasta gamma di vini capaci di accompagnare ogni momento delle feste.
Per una Pasqua a tavola all’insegna della raffinatezza Caviar Giaveri propone il Caviale Beluga Siberian, prodotto unico che nessun’altra realtà al mondo produce e che racchiude in sé le caratteristiche di due storioni d’eccellenza, il Beluga e il Siberiano. Le uova si distinguono per il loro gusto delicato, burroso e morbido e per il caratteristico colore grigio-brunastro. Ogni grano è il frutto di almeno 15 anni di paziente attesa: le note marine si sposano perfettamente con le uova sode e le patate novelle, ma anche con un risotto primaverile alle erbe di campo o con ortaggi di stagione.
Per chi preferisce le specialità regionali le pasticcerie Mignon firmano la Pastiera napoletana, il dolce che più di ogni altro racconta la Pasqua a Napoli. É un rituale che accompagna l’arrivo della primavera, e che si prepara con giorni di anticipo perché - come recita il proverbio partenopeo - “a pastiera è bona quanno riposa”. Tutto inizia dai chicchi di grano, messi a bagno e poi cotti lentamente con latte, zucchero, scorza di limone e vaniglia. A questi si aggiunge un ripieno ricco e fragrante, preparato con ricotta freschissima dei Monti Lattari, uova di galline allevate a terra, canditi realizzati artigianalmente e la preziosa essenza di neroli, distillata dai fiori di arancio amaro, che regala alla pastiera il suo profumo inconfondibile. Il tutto viene racchiuso in una frolla friabile e profumata, decorata con le tradizionali strisce intrecciate. Secondo una delle leggende più affascinanti della tradizione napoletana, queste strisce richiamano i doni che gli abitanti di Napoli offrirono alla sirena Partenope per ringraziarla della sua protezione: da quell’offerta sarebbe nato il dolce simbolo della Pasqua partenopea.
Ma attenzione agli sprechi: secondo un’indagine di Too Good To Go, l’86% degli italiani acquista dolci tipici pasquali, ma il 30% indica proprio questi prodotti tra i più soggetti a spreco. Tra le principali cause figurano l’eccesso di cibo acquistato o preparato e gli acquisti impulsivi. Non mancano però segnali incoraggianti: il 45% degli intervistati prevede una riduzione dello spreco rispetto allo scorso anno. Anche il WWF pone l’accento sull’ambiente: secondo l’associazione il 10% dei cibi e delle preparazioni tipiche del periodo pasquale finisce nella spazzatura. Un dato che racconta quanto le tavole festive, spesso più abbondanti del necessario, possano tradursi in un impatto ambientale significativo. Inoltre, tipicamente durante i periodi festivi, la produzione di rifiuti domestici può aumentare di oltre il 25%, anche a causa degli imballaggi usa e getta. Non va dimenticato che uova di Pasqua e colombe contribuiscono a generare grandi quantità di rifiuti in carta, cartone e plastica che, se non possono essere ridotti, è fondamentale che vengano almeno conferiti correttamente.
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