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VA FORTE IL VINO NEGLI USA: NEI PRIMI NOVE MESI DEL 2004 AUMENTANO LE IMPORTAZIONI DI TUTTI I PAESI … TRANNE L'ITALIA E LA FRANCIA

Italia
Si allontanano i tempi illustrati in questa vignetta di Emilio Giannelli

L’ultima analisi (23 novembre 2004) dall’“Italian Wine & Food Institute” non lascia dubbi: la tendenza al declino delle esportazioni vinicole italiane e francesi, rispettivamente del 10% e dell’11%, negli Usa, nei primi 9 mesi 2004, è da paura. E tale declino è ancora più significativo se si considera che, nello stesso periodo, tutti gli altri Paesi del mercato statunitense hanno fatto registrare degli incrementi, tra tutti quello del 20% dell’Australia, che continua la sua straordinaria affermazione sul mercato Usa.

Ma quale è l’elemento che continua ad influire ed a condizionare la flessione delle vendite italiane e francesi? Il più importante è certamente il costo di tali vini che, essendo elevato, viene poi ulteriormente danneggiato dallo sfavorevole rapporto dollaro-euro. I prezzi all’origine dei vini italiani, in particolare, sono aumentati, non solo nei confronti dei vini dei Paesi extra-europei (Australia e Cile), ma anche e soprattutto nei confronti dei Paesi dell’area dell’euro.

Il costo all’origine dei vini italiani è mediamente aumentato di ben 50 centesimi di dollaro; quello dei vini spagnoli è aumentato di solo 0,08 centesimi di dollaro; quello dei vini tedeschi è rimasto invariato e quello dei vini francesi (che, comunque, avevano costi molto elevati) è addirittura diminuito di 1,30 dollari. Fuori dall’area dell’Euro, l’aumento all’origine del costo dei vini cileni è stato di 0,08 centesimi di dollaro per litro e quello dei vini australiani è, addirittura, diminuito di 16 centesimi di dollaro (da $4 a $3,84 per litro).

Le importazioni USA di vini, secondo la nota dall’Italian Wine & Food Institute, hanno fatto registrare complessivamente, nel periodo gennaio-settembre 2004, un aumento del 2,6% in quantita’ (4.144.840 ettolitri contro 4.039.940 ettolitri) e una diminuzione dello 0,4% in valore, dovuta alla contrazione dei prezzi di quasi tutti i paesi esportatori (1,92 miliardi di dollari contro 1,93 miliardi di dollari). Le importazioni dall’Italia hanno segnato una diminuzione del 9,9% in quantità ed un aumento del 1,1% in valore e quelle dalla Francia, una diminuzione del 10,9% in quantità e del 23,4% in valore mentre, in controtendenza, le importazioni dall’Australia hanno fatto registrare un aumento del 19,8% in quantità e del 14,5% in valore e quelle dal Cile un aumento del 4,7% in quantità e del 7,8% in valore; in aumento anche le importazioni di vini dalla Spagna, dalla Germania, dall’Argentina e dalla Nuova Zelanda, anche se i quantitativi importati sono relativamente più bassi.

Le importazioni Usa di vini italiani, nel periodo gennaio-settembre 2004, sono state di 1.284.980 ettolitri e 601,83 milioni di dollari, contro 1.425.840 ettolitri e 595,58 milioni di dollari nel corrispondente periodo 2003; quelle dall’Australia sono ammontate a 1.347.700 ettolitri e 517,79 milioni di dollari, contro 1.124.950 ettolitri e 452,29 milioni di dollari; quelle dalla Francia sono state di 524.900 ettolitri e 418,68 milioni di dollari, contro 589.430 ettolitri e 546,85 milioni di dollari; e quelle dal Cile sono state di 381.920 ettolitri e 106,30 milioni di dollari, contro 364.890 ettolitri e 98,62 milioni di dollari.

Le importazioni Usa di vini dai quattro Paesi (Australia, Italia, Francia, Cile) rappresentano l’85,4% in quantità e l’85,6% in valore del mercato americano dei vini importati. Le quote di mercato dei singoli Paesi sono risultate del 31% in quantità e del 31,3% in valore per l’Italia; del 32,5% in quantità e del 27% in valore per l’Australia; del 12,7% in quantità e del 21,8% in valore per la Francia; e del 9,2% in quantità e del 5,5% in valore per il Cile.

Il prezzo medio per litro dei vini importati, nei primi nove mesi 2004, è stato di $4,68 per i vini italiani (contro $4,18 nello stesso periodo 2003); $3,84 per i vini australiani (contro $4); $7,98 per i vini francesi (contro $9,28); e $2,78 per i vili cileni (contro $2,71).

La nota dell’Italian Wine & Food Institute rileva anche, tra i Paesi fornitori più piccoli, che le importazioni dalla Spagna sono incrementate del 17,8% in quantità e del 19,6% in valore; le importazioni dalla Germania sono cresciute dell’11,7% in quantità e dell’11,7% in valore; le importazioni dall’Argentina sono aumentate dell’1,2% in quantità e del 10,6% in valore; le importazioni dalla Nuova Zelanda si sono alzate del 22,9% in quantità e del 33,5% in valore.

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