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LO SCENARIO

Vino ed Ue: previsti in crescita consumi interni ed export. Le stime della Commissione Europea

Quadro positivo quello dipinto per la campagna 2021/2022 nello “Short-Term Outlook Report for Eu Agricultural Markets”
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Un calice di vino al tramonto (ph: Daniel Vogel via Unsplash)

Nonostante le mille difficoltà che il mondo sta affrontando, in una ripartenza post-pandemia frenata da inflazione, scarsità di materie prime e logistica e dalla guerra tra Russia e Ucraina, con i suoi effetti globali su prezzi e forniture di energia, grano, fertilizzanti e così via, le previsioni per il vino europeo, nel complesso, sembrano decisamente positive sul fronte dell’export e dei consumi interni, e buone dal punto di vista della produzione. Questo, almeno, è il quadro, assai ottimistico, che emerge per il settore vitivinicolo dall’aggiornamento di primavera dello “Short-Term Outlook Report for Eu Agricultural Markets” della Commissione Agricoltura Ue, che nasce dall’analisi dei dati Eurostat.
Secondo le stime, alla fine della campagna 2021/2022, già da record, l’export di vino Ue (dominato da Italia, Francia e Spagna) dovrebbe toccare un nuovo massimo storico, a 34 milioni di ettolitri (+6% su base annua e +10% sulla media quinquennale), grazie alla forte domanda degli Stati Uniti, con i mercati principali di esportazione in valore che saranno gli stessi Usa, il Regno Unito, la Cina ed il Canada.
A confortare, però, è anche il dato sui consumi interni alla stessa Unione Europea: secondo le proiezioni, con la riapertura di bar e ristoranti (dove si consuma il 30% del vino bevuto in Ue) e l’allentamento delle restrizioni, ci sarà una crescita del 5%, con il consumo procapite che dovrebbero riassestarsi a 22,7 litri, in linea con la media quinquennale. Infine, sono buone, seppur decisamente molto precoci e suscettibili di stravolgimenti, le previsioni anche per la produzione, che dovrebbe assestarsi intorno ai 155 milioni di ettolitri, appena al di sotto della media dei 5 anni, con l’Italia prevista in aumento del +19% sul 2021/2022, e la cui crescita dovrebbe compensare i cali ipotizzati ad oggi per Francia e Spagna (-13%).

Un quadro complessivo, dunque, decisamente a tinte chiare, rispetto alle ombre scure che si addensano sullo scenario mondiale. Ma che, comunque, in attesa di conferme o smentite, regala un po’ di ottimismo al settore in vista di una seconda metà dell’anno che tra vacanze estive, vendemmia e brindisi delle festività sarà, come sempre, decisiva per le sorti della produzione e del commercio di vino.

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