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VINO & FILM - “MONDOVINO” IN ANTEPRIMA NAZIONALE A FIRENZE, UN DOCUMENTARIO TRA GLOBALIZZAZIONE, TRADIZIONE E RESISTENZA. NELLE SALE DALL’8 APRILE

Italia
Vigneti in Toscana

L’hanno presentato quasi alla zitta, davanti a un pubblico di pochi, pochissimi, produttori e studenti: in assoluta anteprima nazionale, è andato in scena “Mondovino” - il debutto ufficiale è l’8 aprile in pieno “Vinitaly”, la più importante fiera internazionale di settore (Verona, 7/11 aprile) - l’atteso film documentario siglato dal regista americano Jonathan Nossiter, presentato ieri a Firenze in due diverse riprese.
Tra multinazionali e terroir, tra globalizzazione e tradizione, vini microossigenati e parkerizzazione, tra Vecchio e Nuovo mondo, tra Supertuscan, bordolesi e Borgogna, passando per Mondavi, Michel Rolland, Boisset, Ludovico e Piero Antinori, i Frescobaldi, l’autore ha voluto raccontare il vino ai giorni nostri, passando in rassegna alcuni dei principali protagonisti e volti del settore. Un documentario, ma soprattutto un personale punto di vista, sulle dinamiche presenti nel mondo del vino, in bilico tra modernità e tradizione, raccontate attraverso un lavoro di tre anni e oltre due ore di immagini. Davvero tante, soprattutto per gli operatori del settore che queste cose le sanno già e stanno sull’uno o sull’altro fronte.
Ma per il regista il documentario vuol essere soprattutto un monito, per dimostrare come “la cultura del vino rischia di essere annientata dal potere del commercio. Il vino - ha continuato - è stato espressione del potere” e oggi, questo “potere”, vuole “governare” anche la cultura legata al vino perché uno dei principali messaggi “che arriva a tutti è quello di fare soldi stiamo vivendo in un mondo che vuole tagliare i legami con il passato per imporre le proprie bugie”.
Nossiter ha spiegato di aver voluto descrivere la “guerra” in atto nel settore vitivinicolo, tra produzione di vini internazionali “globalizzati” e vini di “resistenza”, legati profondamente alla cultura ed al terroir. “Occorre evitare che la globalizzazione “uccida” il vino di qualità, a rischio perché oggi le grandi case produttrici pensano soprattutto a fare soldi”. Ma Nossiter non accetta di essere visto come il difensore estremo della “tradizione”, perché anche questa “ha bisogno di confrontarsi con il presente e le innovazioni”.
Certo che oggi ha confessato di aver quasi “pianto” durante il pranzo “quando ho bevuto un Chianti del 1971 era pieno di difetti, ma veramente “umano” e io non ho mai amato un vino che non avesse un difetto. Oggi la produzione è avara di umanità. Per evitare che la globalizzazione “uccida” anche il vino di qualità - ha concluso il regista - non c’é che una soluzione “dar vita ad una vera e propria “resistenza” come quella che durante la guerra si combatté contro i tedeschi in Francia e in Italia”.
Leonardo Roselli

La scheda del fim Mondovino
Attraverso tre continenti “Mondovino” intreccia le saghe familiari dei broker milionari della Napa Valley, con la rivalità di due aristocratiche dinastie fiorentine e gli sforzi di tre generazioni di una famiglia per mantenere la propria tenuta di pochi acri in Borgogna. Il clamore di queste lotte viene, però, superato dagli allegri traffici di un pirata dispettoso di Bordeaux, mentre diffonde il vangelo della modernità dall’Italia, all’Argentina, fino a New York. Il vino è stato un simbolo della civiltà occidentale per migliaia di anni ma, mai come ora, la lotta per la sua identità è stata così disperata. Mai sono stati messi in gioco così tanti soldi - e tanto orgoglio. Gli schieramenti non sono, però, quelli che si potrebbero immaginare: i proprietari locali contro le multinazionali, i semplici contadini contro i potenti capitani d'industria. Nel mondo del vino non si tratta mai dei soliti sospetti …

Mondovino, tutti i protagonisti in ordine di apparizione
- Yvonne Hegoburu
produttore di vino, Jurançon, Francia
- Battista & Lina Columbu
produttori di vino, Sardegna, Italia
- Michel Rolland
consulente enologo, Pomerol, Bordeaux, Francia
- Aimé Guibert
produttore di vino, “Mas de Daumas-Gassac” Aniane, Francia
- Famiglia Mondavi
azionisti della Robert Mondavi Winery, Napa,
California, Usa Robert, padre fondatore
- Margrit, sua seconda moglie Michael, figlio maggiore e amministratore,
Tim, figlio minore, amministratore e direttore tecnico
- Famiglia De Montille
produttori di vino, Volnay, Borgogna, Francia Hubert, padre
Étienne, figlio - Alex, figlia, ex-vinificatrice in una sussidiaria Boisset
- Bill Harlan
agente immobiliare, proprietario Harlan Estate, Napa, California, Usa
- Patrick Léon
amministratore e direttore tecnico Château Mouton-Rothschild, Bordeaux, Francia
- Xavier De Eizaguirre
amministratore e direttore marketing Château Mouton-Rothschild, Bordeaux, Francia
- Neal Rosenthal
importatore di vini, New York, Usa
- Michael Broadbent
responsabile settore vini, Christie’s, Londra, Inghilterra
- Jean-Lu Thunevin
fondatore di Château Valandraud, St-Emilion, Francia
- Jean-Charles Boisset
direttore, Gruppo Boisset, Nuits-St-George, Francia
- Bernard Magrez
amministratore, William Pitters, Bordeaux, Francia
- Famiglia Frescobaldi
proprietari Frescobaldi Spa, Firenze,
Italia Marchesa Bona - Marchese Vittorio, suo marito e
amministratore Marchese Dino, fratello di Vittorio,
autore della storia di famiglia “I Frescobaldi Una famiglia fiorentina”
- Famiglia Antinori
proprietari Antinori srl, Firenze, Italia Piero, amministratore - Albiera e
Allegra, figlie di Piero, responsabili marketing, Ludovico, fratello e fondatore
della denominazione “Ornellaia”
- Salvatore Ferragamo
manager de “Il Borro”, Toscana, Italia
- James Suckling
critico “Wine Spectator Magazine”, Il Borro, Toscana, Italia
- Massimo & Patrizia Vinci
proprietari enoteca, Volterra, Toscana, Italia
- Isanette Bianchetti & Inaldo Tedesco
produttori di vino, Pernambuco, Brasile
- Famiglia Etchart
proprietari terrieri, Denominazione San Pedro de Yacochuya,
Cafayate, Argentina Arnaldo x 3 = padre, figlio e nipote e Marco, figlio minore
- Antonio Cabezas produttore di vino, Cafayate, Argentina

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