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Washington State, joint venture Shoup-Folonari … Regno Unito: vino della catena Tesco viaggia in chiatta … Sauvignon, congresso mondiale n. 1 ad agosto 2008 … Spagna, no chips per i grandi vini … Svizzera, favorevole ai chips
di Andrea Gabbrielli

- Washington State, joint venture Shoup - Folonari
Allen Shoup, grande personaggio del vino americano, ha voluto Ambrogio e Giovanni Folonari come partners del progetto “Long Shadows” (Ombre Lunghe) per la produzione di vino nel Washington State. L’obiettivo è di creare dei fuoriclasse che mettano in luce le potenzialità delle uve della Columbia Valley, la più importante Ava (American Viticultural Area) dello Stato. Shoup ha già coinvolto nel progetto produttori del calibro di Armin Diel di Schlossgut-Diel per il “Poet’s Leap Riesling”, l’australiano John Duval per il “Sequel Syrah”, il consulente internazionale Michel Rolland per il “Pedestal Merlot” e numerose altre star del mondo del vino. Ora è la volta dei Folonari con il “Saggi”, un rosso stile Super Tuscan, ottenuto da un blend di uve sangiovese (45%), cabernet (35%) e syrah (20%). Nonostante in Italia molti hanno decretato la fine dei Super Tuscan, in realtà all’estero e in particolare negli Usa, questa tipologia di vino continua ad avere numerosi estimatori. Per la vendemmia 2005 del Saggi, commercializzata in 796 casse a partire dallo scorso ottobre, sono stati selezionati dei vigneti della Horse Heaven Hills, Walla Walla Valley, Yakima Valley e Red Mountain, cioè tutte le migliori esposizioni dell’Ava Columbia Valley. Recentemente il magazine americano Food & Wine ha nominato Long Shadows “winery of the year”, cantina dell’anno.

- Regno Unito, il vino della catena Tesco viaggia in chiatta
La catena Tesco, uno dei marchi leader della gdo britannica, dallo scorso 18 ottobre ha deciso di spedire i carichi di vino sfuso importati dal Nuovo Mondo via acqua per mezzo di una chiatta eliminando il trasporto su gomma. Le spedizioni - 3 viaggi a settimana da 600.000 litri vino ciascuno - infatti vengono effettuati sfruttando il Manchester Ship Canal, il canale navigabile, lungo 64 km, che unisce Liverpool a Manchester, inaugurato dalla Regina Vittoria nel 1849. Il vino, proveniente da Australia, California, Cile e Argentina, una volta giunto a destinazione viene trasportato ad un impianto di imbottigliamento distante appena 800 metri dalla banchina di arrivo per poi essere confezionato, etichettato e spedito in tutti i supermarket Tesco della Gran Bretagna. Finora, rende noto un comunicato della catena inglese, i vini provenienti dal Nuovo Mondo destinati alla Tesco arrivavano via nave in diversi porti del Sud dell’Inghilterra, per poi essere diretti allo stabilimento di Manchester utilizzando camion. L’obiettivo del gruppo inglese è triplice: far convergere su Liverpool tutto il vino proveniente dal Nuovo Mondo, eliminare il costoso trasporto su camion ma soprattutto spingere il più possibile sull’imbottigliamento in proprio del vino. Ogni container trasportato su chiatta - spiega ancora il comunicato di Tesco - contiene l’equivalente di 32.000 bottiglie da 75 cl. Se questo vino fosse stivato già imbottigliato, occuperebbe 2,4 container. Riempiendoli di vino sfuso, ogni anno il risparmio effettivo è di 1.800 container in meno da trasportare. Ogni carico di vino sfuso, poi, farà risparmiare 15.840 chili di vetro, ovvero più di 20,5 milioni di kg di vetro l’anno che non dovranno essere più importati dal Nuovo Mondo insieme al vino. Insomma, per restare solo alla tratta Liverpool-Manchester, 41,5 milioni di bottiglie sparirebbero magicamente ogni anno, 50 camion a settimana sarebbero tolti dalla strada, per un risparmio in termini di chilometri pari a 1,1 milioni. E non ultimo, un abbattimento delle emissioni di anidride carbonica stimato fino all’80%.

- Sauvignon, primo congresso mondiale ad agosto 2008
Il vitigno Sauvignon sarà al centro di un incontro mondiale che si terrà a Graz, in Austria, il prossimo 27 Agosto. L’appuntamento sponsorizzato dal Governo della Stiria e dal Comitato Vinicolo Interprofessionale della regione austriaca, ha l’obiettivo di avviare un confronto tra i ricercatori, i giornalisti e gli esperti del trade su uno dei vitigni bianchi più famosi e diffusi nel mondo. In tre giorni di seminari, incontri tecnici e scientifici, degustazioni e talk show, il Sauvignon sarà esaminato da tutti i punti di vista. Il programma tra l’altro prevede un convegno con la partecipazione di uno dei maggiori esperti australiani, Richard Smart, che interverrà sugli “Effetti del riscaldamento globale sul Sauvignon”, del neozelandese Mike Trought, responsanbile del Marlborough Wine Research Centre che parlerà a proposito dell’“Influenza dei suoli e del clima sulle caratteristiche organolettiche del Sauvignon”, mentre il francese Denis Dubourdieu parlerà delle ultime ricerche sulle componenti aromatiche del vitigno.

- Spagna, niente chips per i grandi vini
Il giornale telematico “Focus Wine” riporta che, nella Penisola Iberica, i chips, comunemente definiti trucioli, non si potranno impiegare nella produzione dei grandi vini. Lo ha deciso il Consiglio dei Ministri della Spagna che ha modificato il decreto reale sulle denominazioni. I chips, pur permessi dall’Unione Europea per tutti i vini, sono stati “degradati” a semplice pratica enologica, rispetto invece alla barrique, definita come un complesso “processo di invecchiamento”. In modo particolare menzioni come Crianza, Reserva e Gran Reserva non potranno essere utilizzate per vini elaborati con l’ausilio dei frammenti di legno di quercia. Chips banditi anche per i Vqprd che vorranno usare l’indicazione “Noble” (Nobile) e “Añejo” (Invecchiato). Anche il termine stesso “barrique” sarà vietato nel caso si usino tipi di legno diversi dalla quercia. Un’ultima disposizione riguarda i disciplinari dei Vqprd e dei Vinos de la tierra “con ambito territoriale maggiore di quello di una Comunità autonoma (in pratica tre, Rioja, Jumilla e Cava): per loro il decreto concede la possibilità di vietare totalmente l’utilizzo dei trucioli.

- Svizzera, parere favorevole all’uso dei chips
Nella Confederazione Elvetica, la Commissione dell’economia e dei tributi del Consiglio nazionale ha autorizzato i produttori svizzeri ad utilizzare trucioli di rovere per affinare il vino nelle vasche d’acciaio, senza specificarlo sull’etichetta. La Commissione ha respinto, con 21 voti contro 2, l’iniziativa del deputato Josef Zisyadis (PdL/Vd) che, nell’intento di preservare le tradizioni vitivinicole svizzere, esigeva una dichiarazione obbligatoria per i vini stranieri affinati con i chips. Per la maggioranza della Commissione, il divieto discriminerebbe i viticoltori svizzeri, che non potrebbero beneficiare degli stessi metodi di produzione dei loro concorrenti esteri. In sostanza, afferma la Commissione, spetta ai consumatori e non allo Stato decidere se preferire i vini prodotti con i trucioli oppure senza.

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