02-Planeta_manchette_175x100
Consorzio Collio 2026 (175x100)
VINO & MERCATO

ProWein 2026, Germania ed Europa, che valgono 4 miliardi di euro di export: il focus dell’Italia

Il Belpaese il più rappresentato dopo i “padroni di casa” tedeschi, a presidio di un mercato storico, e di nuove opportunità nelle piazze europee
Europa, EXPORT, FIERE INTERNAZIONALI, Germania, ITALIA, MERCATI, PROWEIN, Mondo
ProWein, Germania ed Europa che valgono 4 miliardi di euro di export, focus dell’Italia

Non solo la Germania, secondo mercato del vino italiano in valore nel 2025 (1,4 miliardi di euro nel 2025, e tra i pochi con un segno positivo, seppur solo del +0,5% sul 2024), ma anche la vicina Svizzera, che ha portato nelle casse delle cantine del Belpaese oltre 400 milioni di euro, e ancora la Francia con 309, i Paesi Bassi con 260, il Belgio con 217, e la Svezia con 187, l’Austria con 150, la Polonia con 131, la Norvegia con 87, la Finlandia con 45, il non lontano Regno Unito, con 816 milioni di euro, e guardando ai Paesi più piccoli dell’Est Europa come Estonia, Lettonia e Bielorussia, ma anche ad altri partner in questi anni alle prese con la guerra, ma potenzialmente importanti come la Russia, con 207 milioni di euro, e l’Ucraina, con 74: è un’area export che vale più di 4 miliardi di euro per il vino italiano (oltre la metà dei 7,7 messi insieme nel 2025, secondo i dati Istat analizzati da WineNews), quella che ruota intorno alla Germania, e che sarà il target principale degli oltre 560 espositori italiani (secondi solo ai tedeschi “padroni di casa”) pronti a fare rotta su Düsseldorf, dove, dal 15 al 17 marzo, sarà di scena ProWein 2026, ridimensionata nei numeri, sul recente passato, ma che resta un momento di business e di confronto di grande importanza per le imprese e per i territori italiani.
E che, come accade ormai da anni, sarà anticipata da altri momenti con il vino del Belpaese al centro, come il tasting del “Tre Bicchieri World Tour” (domani, 14 marzo, alla Rheinterrasse Düsseldorf, ore 13/19, con quasi 80 cantine del Belpaese, ed il “Falstaff Big Bottle Party” 2026 del magazine “Falstaff”, al Maritim Hotel, dalle ore 16:30). E se tantissime sono le cantine di primo piano in fiera - da Adami ad Allegrini, da Altesino ad Argea, da Caprai ad Astoria, da Poliziano a Planeta, da Barone Pizzini a Bottega, da Botter a Braida, da Cadis 1898 a Cantina Valpolicella Negrar, da Ceci a Cantine Ermes, da Settesoli a Torrevento, da Vitevis a Carpineto, da Cecchi a Caviro, da Cavit a Cusumano, da Donnafugata ad Elena Walch, da Fantini Group a Fèlsina, da Feudi di San Gregorio a Fontanafredda, da Fontodi a Gruppo Italiano Vini (Giv), da Italian Wine Brands a San Michele Appiano, da Terlano a Tramin, da Lungarotti a Frescobaldi, da Mazzei a Marilisa Allegrini, da Masciarelli a Masottina, da Medici Ermete a Monchiero Carbone, da Nals Margreid a Nonino, da Pasqua Vigneti e Cantine a Petrolo, da Rocca delle Macìe a Ruffino, da Ruggeri a Schenk Italia, da Serena Wines 1881 a Bellavista, da Speri a Tenuta di Artimino, da Tinazzi a Val d’Oca, da Varvaglione a Velenosi, da Venica a Vignaioli del Morellino di Scansano, da Villa Sandi a Mezzacorona, da Viticoltori Ponte a Santero, da Zenato a Zorzettig - molti sono i consorzi che per la loro promozione territoriale saranno a ProWein, come quelli del Brunello di Montalcino, del Nobile di Montepulciano, del Primitivo di Manduria, del Prosecco Doc, del Garda Doc, della Valpolicella, del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg, del Lugana Doc, della Doc delle Venezie, dei Vini d’Abruzzo, dei Vini Piceni, del Soave, della Valtenesi, di Asolo Montello, del Chianti Docg e del Chianti Classico, accanto ad Ersa e Promoturismo Fvg dal Friuli Venezia Giulia, all’Istituto Marchigiano Tutela Vini, a Piemonte Land, o, ancora, collettive e aggregazioni di impresa come quelle di Ita-Italian Trade Agency, Area 39, Edoardo Freddi e Iswa - Italian Signature Wines Academy (che mette insieme cantine come Allegrini, Caprai, Bellavista, Feudi di San Gregorio, Fontanafredda, Frescobaldi, Masciarelli, Planeta e Villa Sandi).
D’altronde, la stessa sola Germania per alcuni territori è un mercato fondamentale, se non il primo partner straniero, da presidiare. Come per il Vino Nobile di Montepulciano, per il quale, con il 36% del totale, è il primo mercato straniero e rappresenta, con l’Europa, il 45% delle esportazioni del territorio. “Partecipare ad eventi internazionali come la ProWein rappresenta per il Vino Nobile di Montepulciano un’occasione fondamentale per rafforzare la presenza della nostra denominazione sui mercati esteri e per promuovere la qualità e la storia dei nostri vini - spiega Andrea Rossi, presidente Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano - e la crescente attenzione verso il Vino Nobile di Montepulciano, in particolare in Germania e negli altri Paesi mitteleuropei, è la prova che continuare a investire nella promozione globale sia la strada giusta per garantire futuro e competitività alle nostre eccellenze”. O come per il Lugana, per esempio, per il quale l’area “Dach”, ovvero Germania, Austria e Svizzera, è una delle piazze principali, con un performance particolarmente premiante nella Gdo tedesca, spiega il Consorzio del Lugana, condotto da Edoardo Peduto, visto che il vino della denominazione raggiunge una media di prezzo di 7,6 euro a bottiglia, contro la media di 2,8 euro a bottiglia per i vini bianchi in genere. Ma anche per il Consorzio Vino Chianti, sottolinea il presidente Giovanni Busi, “ProWein rappresenta una delle principali occasioni di promozione internazionale per la denominazione, e per noi è un appuntamento fondamentale per consolidare la presenza sui mercati esteri e rafforzare il dialogo con gli operatori del settore”. E per un territorio molto esposto in Usa come quello del Brunello di Montalcino, oggi più che mai, la sempre importante Germania è un mercato da presidiare, sottolinea il Consorzio del Brunello di Montalcino, guidato da Giacomo Bartolommei: “il mercato tedesco si conferma una piazza storica e strategica per la nostra denominazione. In un contesto complesso per il settore, tra consumi in flessione e scenari internazionali instabili, diventa sempre più importante ampliare il raggio di promozione delle nostre azioni sui mercati esteri”. Una visione condivisa anche dal Consorzio Vini Alto Adige, diretto da Eduard Bernhart, per un territorio che, anche, ma non solo, per vicinanza geografica, vede in quello tedesco un mercato di riferimento. “In un contesto internazionale sempre più sfidante, è fondamentale presentarsi con un’identità chiara, riconoscibile e profondamente radicata nel territorio. ProWein rappresenta per noi una piattaforma strategica per consolidare relazioni e sviluppare nuovi contatti, ma anche un’occasione per raccontare in modo autorevole la nostra visione”.
Tra i territori che hanno nella Germania un partner privilegiato anche l’Abruzzo, come spiega Alessandro Nicodemi, presidente del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo: “ritengo fondamentale intensificare il più possibile il dialogo con il trade internazionale partecipando ad eventi e manifestazione mirate, per questo come Consorzio abbiamo un calendario estremamente fitto e arriveremo a Prowein per confrontarci con buyer e operatori, in particolare tedeschi, considerando che la Germania continua ad essere il nostro secondo mercato, dopo gli Stati Uniti. L’internazionalizzazione è una delle leve strategiche per il futuro del vino abruzzese e il lavoro del Consorzio è proprio quello di accompagnare le aziende sui mercati esteri, rafforzando il posizionamento delle nostre denominazioni e raccontando l’identità di un territorio che ha molto da offrire al panorama enologico mondiale”.
Ma ad investire con decisione è anche il Consorzio dei Vini della Valpolicella, guidato da Christian Marchesini, che ha nella Germania e nei mercati del Nord Europa in genere una delle principali aree di mercato, e che, oltre alla fiera, ha in calendario anche un piccolo fuori salone, “Gustare con stile Amarone & Parmigiano Reggiano”, nell’Hotel Schnellenburg, nella Sala RiverLounge, con vista sul Reno (15 marzo, ore 18/20), con 8 cantine della denominazione, in un walk around tasting pensato per i wine lovers.
Sono solo esempi di territori che, insieme alle cantine, saranno al centro di una fiera, come detto, ridimensionata nei numeri e riorganizzata negli spazi (“solo” 7 i padiglioni aperti, con l’Italia tutta al n. 3), ma che resta importante, oltre che per il suo mercato, anche per prendere un’ulteriore misura dello stato di salute di un settore che, uscito con qualche speranza di rilancio dal recente Wine Paris, a Parigi, guarda ora con nuova preoccupazione agli effetti della guerra in Iran, che si aggiungono a tutti gli elementi di difficoltà già esistenti, da quelle economiche in tanti Paesi del mondo al salutismo, ai dazi Usa e non solo. Con un’organizzazione per spazi tematici che racconta anche quali sono le tendenze del momento: da “Sparkling Visions”, con tutto il mondo della spumantistica, dal Prosecco al Sekt, dal Cremant allo Champagne (che riproporrà anche la sua classica Champagne Lounge), a “ProWein Zero”, con focus su quello che è considerato uno dei segmenti più dinamici del settore, quello dei vini e degli spirits dealcolati, passando per “Organic Visions”, con tutto il mondo “bio”, e “Packaging & Design”, con tutto quello che è il mondo del confezionamento dedicato al settore, anche questo in profondo cambiamento.
E, come sempre, in fiera, tanti i momenti di degustazione e approfondimento. Fittissimo, per esempio, il programma firmato da Ita-Italian Trade Agency, che, per tutti i tre giorni, proporrà un ciclo di 11 masterclass, guidate dai sommelier Peter Douglas e Sebastian Bordthäuser, in partnership con “Meininger”, il tasting dei vini della “Top 100 Italy” della stessa “Meininger” condotti dai sommelier Markus Dilger, Paul Knittel ed Alexey Pilin, oltre ai tour tematici tra “territori e denominazioni” condotti dai sommelier Filippo Bartolotta e Georgia Panagopoulou. Nel day by day, tra le degustazioni, domenica 15 marzo, incuriosisce “On sun, two faces”, che mette a confronto i rosati della Provenza e quelli della Valtenesi (ore 11). Alle ore 12, invece, interessante la degustazione dedicata ai vini rossi da bere freddi, con vini che vanno dal Bardolino al Lagrein, dal Lambrusco al Pinot Nero, al Gamay, condotta da Alexander Kohnen dell’International Wine Institut, mentre alle ore 15:30 focus sui vini Piwi con Ecovin, Demeter e Bioland. Tra i momenti di approfondimento, sempre domenica 15 marzo, da segnalare l’incontro con Martina Obregón, Chief Marketing Office del colosso Henkell Freixenet, con un focus sulla crescita degli spumanti nel mondo (ore 10:50), mentre Irem Eren DipWset, approfondirà il tema dei vini No-Lo, di cui è ritenuta tra le massime esperte a livello mondiale (ore 11), e si parlerà di vino e consumi tra la Gen X e la Gen Z con Kaleigh Theriault di NielsenIQ, e Hartwin Maas, founder & ceo dell’Institute for Generational Research (ore 13). Sempre alle ore 13, sarà di scena anche la discussione sul futuro delle bevande e dei vini alcol-free con, tra gli altri, Karin Eymael di “Weinwirtschaft”, Silvia Wiesner di Rotkäppchen-Mumm, e Melanie Broyé-Engelkes del German Wine Institute. Alle ore 14, invece, ancora spumanti protagonisti, con un focus sul crescente servizio delle bollicine “al bicchiere”, analizzato dal Master of Wine Patrick Schmitt, e da Lambert Manden di Coravin. Lunedì 16 marzo, tra le degustazioni più interessanti, alle ore 16, sarà di scena “ A Sparkling Experience”, con Eberhard Benz di Henkell Freixenet, con un tasting comparato tra Prosecco, Cava, Cremant, spumanti californiani e non solo. Tra le conferenze, da segnalare il focus su mercati emergenti o da riscoprire come Asia, Brasile e Polonia, con Ian Anderson Ford, che, in Cina, ha collaborato con Concha y Toro, Penfolds, Villa Maria e Lafite, Christian Burgos, Ceo Inner Group in Brasile, ed il Master of Wine polacco Wojciech Bońkowsk (ore 10:30), mentre al ProWein Press Centre sarà sotto i riflettori il tema del bere consapevole con la conferenza dell’associazione europea “Wine in Moderation”, presieduta dall’italiano Sandro Sartor (ore 11:30). Ancora, nella Champagne Lounge, Gerhild Burkard, Champagne-Ambassador per il Comité Interprofessionnel du vin de Champagne - Civc, farà luce sulla “viticoltura sostenibile” nella Champagne (ore 13:30). Alle ore 14, approfondimento sui nuovi canali di commercio del vino, tra gli altri, con Giorgio Benaglia, Category Leader Alcoholic Products Eu di Amazon, con focus sull’e-commerce. Martedì 17 marzo tra le degustazioni spicca quella firmata dall’“Union des Grands Crus de Bordeaux”, dalle ore 9:30 alle ore 13, con in assaggio i vini annata 2022 di oltre 70 châteaux. In tema di conferenze, interessante il focus su “come vendere più vino nei mercati maturi”, con attenzione in particolare a Germania ed Usa, con Laurence Whyatt, Managing Director Beverages Equity Research - Emea di Barclays Bank, Erin Kirschenmann di Wine Business Monthly e Felix Bodmann della Webweinschule Bodmann Ug (ore 10:30). Mentre alle ore 14 Alexandra Wrann DipWset illustrerà il crescente movimento della spumantistica nell’Est Europa, tra Repubblica Ceca, Moldova, Slovenia, Ungheria e Romania.
Una piccola road map tra degustazioni e approfondimenti da seguire, con il vino italiano sempre al centro anche a Düsseldorf, in questo primo quarto di 2026, che, anche per la nuova crisi in Medio Oriente e per la tensione in Iran, lascia presagire un anno ancora più complesso del previsto, o di quanto sperato, anche per il settore del vino. Che, però, anche forte di un export 2025 che è certamente diminuito sul 2024 da record (-3,7% in valore e -1,8% in volume), ma non è crollato, pur in un contesto difficilissimo, cerca di guardare avanti con fiducia, con l’Italia grande protagonista, e con le cantine del Belpaese che cercano nuovi mercati e conferme su quelli più consolidati. Mentre, aspettando l’imminente ProWein, si guarda già anche a Vinitaly, di scena a Veronafiere a Verona, dal 12 al 15 aprile, che resta il palcoscenico privilegiato del vino italiano.

Copyright © 2000/2026


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2026