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IL 26 E IL 27 APRILE

Dazi e mercati da (ri)conquistare, il vino italiano riparte da Londra, con la “Wines Experience”

200 cantine e collettiva di BolognaFiere & Slow Wine: tra incontri business per ripensare l’export e masterclass con prodotti del Borough Market

In un contesto globale caratterizzato dalla necessità di diversificare i mercati di sbocco, BolognaFiere accelera lo sviluppo internazionale di Slow Wine Fair e Sana Food, portando il proprio modello a Londra con il debutto di “Wines Experience” (26-27 aprile, ExCel London), la prima tappa del format business to business sviluppato da United Experience, in collaborazione con Fiere Italiane Sea e BolognaFiere, cui seguiranno poi gli appuntamenti in Vietnam (Ho Chi Min, 25-26 giugno) e Messico (Città del Messico, 5-6 novembre). Uno strumento operativo focalizzato fortemente sul business (con stand tradizionali sostituiti da lounge, ndr) e che, anche grazie al supporto dell’Agenzia Ice, guidata dal presidente Matteo Zoppas, favorirà incontri mirati tra produttori e buyer qualificati, accelerando la creazione di opportunità commerciali in una fase in cui occorre, più di altre volte, complici anche i dazi statunitensi, ma non solo, ripensare le destinazioni dell’export, dopo un 2025 per il vino italiano chiuso in negativo (seppur in rapporto con un 2024 da record) con 7,7 miliardi di euro (-3,7%), e un 2026 già partito in salita e che, a gennaio, si è attestato a 470,4 milioni di euro, ovvero il -18,7% in valore sullo stesso mese di un anno prima.
Con un format nuovo che, dunque, debutta nella “City”, capitale economica e politica di quel Regno Unito che, pur nel trend generale negativo, si è confermato terzo mercato mondiale per il vino italiano, con 816,8 milioni di euro nel 2025, e che conferma la sua posizione anche in questo avvio difficile di 2026, assorbendo quasi il 9% delle esportazioni tricolore. Con la “Wines Experience” che si pone l’obiettivo di presentare il comparto Italia in maniera coerente e strutturata: un progetto di sistema che riunisce produttori, consorzi, istituzioni, media partner e operatori del trade sotto un’unica regia. Nella capitale britannica saranno oltre 200, infatti, le cantine italiane protagoniste (insieme anche agli espositori del comparto food made in Italy): 18 quelle selezionate da Slow Wine Fair (anche con due produttori di spirits) provenienti dalle regioni italiane (Abruzzo, Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, Trentino Alto-Adige e Veneto). E per valorizzare ulteriormente l’esperienza offerta agli operatori del mercato Uk, Slow Wine Fair e Sana Food hanno organizzato due masterclass, in collaborazione con Slow Food e condotte da Jonathan Gebser, vice curatore della guida Slow Wine.
La prima (26 aprile) dal titolo “Il vino buono, pulito e giusto: capire i criteri della scelta” sarà dedicata alla sostenibilità applicata al vino con l’obiettivo di offrire strumenti concreti per valutare le produzioni in modo consapevole, mentre la seconda (27 aprile) parlerà de “Il linguaggio del vino per condividere la memoria del cibo” ed affronterà, invece, il rapporto tra vino, cibo e convivialità, con un focus sul ruolo del vino come elemento di relazione e consumo nei diversi contesti culturali, con il peculiare abbinamento, ai vini, di una selezione di formaggi e prodotti gastronomici italiani forniti da Gastronomica Market, un selezionatore con “bottega” nel Borough Market di Londra, lo storico ed iconico mercato londinese del cibo, e in linea con i principi di qualità, filiera e tradizione promossi da Sana Food.
Come detto, inoltre, la “London Wines Experience” segnerà il debutto internazionale nel settore vino di BolognaFiere, ormai sempre più “hub enoico” con le stesse “Wines Experience”, ma anche, a Bologna, con la “Champagne Experience” in calendario il 4 e il 5 ottobre, con Excellence Sidi (che riunisce oltre 20 tra le migliori società di distribuzione di vino in Italia, ndr), ed il “Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti” by Fivi, dal 21 al 23 novembre. E certamente, con la “Slow Wine Fair”, in sinergia con Sana Food (pronta a ripetersi, dal 21 al 23 febbraio 2027), che, a febbraio 2026 ,ha attratto oltre 16.000 visitatori del mondo Horeca e buyer strategici da oltre 30 Paesi: un percorso di promozione coerente con i valori del vino buono, pulito e giusto, e del cibo sano, sostenibile e attento alla valorizzazione della filiera e dei territori destinato a proseguire tra qualche giorno anche a Londra. “350 buyer strategici da 32 Paesi, grazie al supporto anche di Agenzia Ice: questo dato certifica la vocazione internazionale di Slow Wine Fair e Sana Food, ormai assurte a eventi chiave per lo sviluppo del vino e delle specialità agroalimentari italiane all’estero - ha affermato Rossando Bozzi, direttore business unit BolognaFiere - e la partecipazione a “Wines Experience London” non è che la naturale evoluzione di questo percorso, teso a valorizzare un segmento sempre più rilevante del nostro settore vitivinicolo e a dare impulso all’export sui mercati più dinamici e ricettivi, tanto più nell’attuale congiuntura economico-politica, particolarmente complessa e ampiamente minata dall’incertezza”.
Federico Varazi, vicepresidente Slow Food Italia, ha spiegato che “la partecipazione alla “Wines Experience” n. 1 vuole essere un segnale di fiducia e un incoraggiamento per tutta la filiera, affinché continui a investire nella qualità, nella trasparenza e in una sostenibilità autentica. Sempre più operatori e consumatori - ha aggiunto - scelgono un vino non soltanto per le sue qualità organolettiche, ma per i valori che esprime, in linea con quanto Slow Food promuove da quarant’anni. In un momento complesso per il settore, i principi del “Manifesto del vino buono, pulito e giusto” dimostrano di poter diventare leve concrete di sviluppo economico e di nuove opportunità commerciali”.
Guardando al debutto, dunque, di quella che si annuncia come “una piattaforma business to business di nuova generazione progettata per ridefinire le modalità di incontro tra buyer internazionali e produttori italiani”, il taglio del nastro sarà di scena il 26 aprile all’ExCeL London, e non sarà “solo il lancio istituzionale dell’evento, ma anche l’introduzione di un modello innovativo nel settore wine & food”. “Real Italian Wine & Food Experience nasce non come una semplice vetrina commerciale, ma come una piattaforma evoluta - ha aggiunto, infatti, Gianpiero Calzolari, presidente BolognaFiere - pensata per generare connessioni ad alto valore, facilitare l’accesso a nuovi mercati e creare opportunità concrete di crescita per i produttori italiani. Londra rappresenta la prima tappa di una strategia internazionale più ampia attraverso cui BolognaFiere rafforza il proprio ruolo di partner nell’internazionalizzazione delle imprese agroalimentari, sviluppando format innovativi che integrano matchmaking qualificato, strumenti data-driven e contenuti ad alto valore aggiunto. In un contesto globale sempre più complesso, riteniamo fondamentale costruire ecosistemi di lungo periodo che mettano in relazione domanda e offerta, sostenendo il made in Italy nel perseguire nuove traiettorie di crescita e nel rafforzare la propria competitività sui mercati internazionali”.
“Il vino riveste un ruolo strategico nel definire il posizionamento del comparto agroalimentare made in Italy. La capacità di racconto legata a ogni territorio - ha sottolineato il presidente Ice, Matteo Zoppas - rappresenta uno strumento fondamentale per la promozione di una filiera che parte dalla coltivazione della vite in uno specifico contesto geografico fino alla raccolta e alla distribuzione al consumatore, esprimendo la capacità unica di presidiare ogni fase del processo produttivo. L’Agenzia Ice intende supportare un settore che ha individuato nella promozione una priorità strategica, come emerso anche dal tavolo di lavoro organizzato dal Governo per anticipare le possibili criticità legate allo scenario attuale. Ice sostiene le principali iniziative internazionali per favorire il successo del vino nei mercati di riferimento. Londra rappresenta una tappa fondamentale, in cui Ice mette in connessione operatori e imprese italiane in un mercato che resta un benchmark per il settore, che vale 7,8 miliardi di euro di export globale”.

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