Chi dice che il vino stia perdendo il proprio fascino sta per essere smentito perché le grandi annate, le cantine “mito”, la storia che profuma di leggenda, continuano ad appassionare tante persone, nel mondo che sono disposte a pagare una fortuna per mettere le mani sopra a qualcosa di unico. Nei festeggiamenti di “La Paulée a New York”, il più prestigioso evento di vino al mondo (come abbiamo raccontato su WineNews, incontrandone i produttori in Italia, ndr) che ha celebrato come sempre la Borgogna enoica con produttori e collezionisti, si è tenuta, nei giorni scorsi, anche l’asta by Acker, tra le più antiche e prestigiose case d’asta di vini d’America, fondata nel 1820, che ha scritto un nuovo record: una bottiglia di Domaine de la Romanée-Conti del 1945 ha raggiunto l’incredibile cifra di 812.500 dollari (oltre 708.100 euro, ndr), primato mondiale e prezzo più alto mai pagato per una bottiglia di vino all’asta. La bottiglia, originariamente proveniente dalla cantina personale di Robert Drouhin, ha cancellato il precedente record di 558.000 dollari, stabilito nel 2018, curiosamente sempre per la stessa bottiglia. Si tratta di una delle sole 600 bottiglie prodotte, risalente all’ultima annata prima del reimpianto del vigneto del mito di Borgogna, a causa della fillossera.
Un “pezzo” pregiato, ma non l’unico, che ha scatenato il desiderio dei collezionisti. L’asta Acker - La Paulée è riuscita, infatti, a fare incetta di record: ben 460 di livello mondiale, spiega una nota di Acker, superando i 25 milioni di dollari di vendite totali. L’asta ha presentato selezioni eccezionali provenienti direttamente da 15 tenute tra le più prestigiose della Borgogna, molte delle quali presenti per le celebrazioni di La Paulée. La domanda per le selezioni dei Domaines Alex Moreau, Fourrier, Dugat-Py, Hubert Lignier, Bizot, de Montille, Méo-Camuzet, Bachelet-Monnot, Henri Gouges, Jean-Marc Millot, Yvon Clerget, Château de la Tour, Duroché, Robert Groffier e Dujac è stata forte tanto che le offerte hanno raggiunto una media del 37% al di sopra delle stime massime con l’85% dei lotti idonei a stabilire nuovi record mondiali.
“Ho avuto il privilegio di assaggiare il Romanée-Conti del 1945 tre volte nella mia vita - ha detto John Kapon, Chairman Acker - ma è successo oltre venti anni fa, e probabilmente non ricapiterà più. Rimane tuttora il vino più grande che abbia mai assaggiato. Il 1945 fu l’ultima annata vendemmiata prima del reimpianto del vigneto nel 1947 a causa della fillossera. A seguito della lunga lotta contro la fillossera, la produzione si era ridotta al 10% di quella normale, rendendo quasi impossibile reperire le poche bottiglie prodotte. Credo che ne siano state prodotte solo due botti e 600 bottiglie! Quindi non solo il vino è estremamente raro, soprattutto a distanza di 80 anni, ma bisogna considerare anche che si tratta dell’ultima annata prodotta con le preziose viti pre-fillossera, che secondo molti intenditori conferiscono una profondità e una complessità ineguagliabili dalle viti più giovani. Ma questo fine settimana è stato incentrato sull’anima e sullo spirito della Borgogna, nonché sulle incredibili collezioni e sulle altre 7.675 bottiglie che sono arrivate sul mercato per l’asta di La Paulée. L’energia di La Paulée ha attirato in città così tanti produttori e collezionisti di alto livello, creando le condizioni perfette per un risultato davvero storico”.
Il Romanée-Conti 1945 da record, ha avuto un incremento di oltre il 130% rispetto alla stima pre-vendita. La storica cantina francese ha dominato la “top 10”: la posizione n. 2 è stata condivisa da una Methuselah di La Tâche del 1971 e 12 bottiglie di Romanée-Conti del 1999, entrambe in confezione originale, ciascuna venduta a 325.000 dollari. Una Methuselah di La Tâche del 1999 è al n. 4 (187.500 dollari), mentre un assortimento di sei magnum di Domaine de la Romanée Conti del 2005 è alla n. 5 a 162.500 dollari. La posizione n. 6 è un triplo ex aequo tra una Methuselah annata 1996, una bottiglia del 1943 e una magnum di Romanée-Conti del 1971, tutte vendute a 137.500 dollari. L’unico altro Domaine presente tra i primi dieci top lot, e il Borgogna bianco più costoso dell’asta, è stato il Domaine d’Auvenay, con 6 bottiglie di Chevalier-Montrachet del 2013 vendute a 125.000 dollari. A completare le prime dieci posizioni, le 12 bottiglie di Domaine de la Romanée Conti del 1990 e del 1999, ciascuna venduta a 118.750 dollari.
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