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BOLLICINE

Cresce il Crémant de Bourgogne: vendite a +9% nel 2025, con l’export che supera il mercato francese

La versione “spumante” della Borgogna vale orma il 15% dei vini Aoc della regione celebre per i suoi grandi rossi e bianchi fermi
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Cresce il Crémant de Bourgogne: vendite a +9% nel 2025, l’export supera la Francia

Pensare ai vini di Borgogna, fa venire in mente in primis i grandi rossi fermi, soprattutto da Pinot Nero, dei più celebri domaines, Romaneé-Conti su tutti, ma non solo, o ai grandi bianchi di Chablis, Meursault, Puligny-Montrachet Corton-Charlemagne e Montrachet, tra gli altri. Ma in un mondo del vino che vede le bollicine come segmento in maggior salute in un quadro complessivo, invece, di consumi in calo, guadagnano sempre più peso gli spumanti sotto la Aoc Crémant de Bourgogne, denominazione che nel 2025 ha celebrato i 50 anni, e che oggi, secondo i dati 2025 del Comité Interprofessionnel du Vin de Bourgogne, rappresenta la terza denominazione della Borgogna (su 84) per volume, il 15% del totale, con una produzione 2025 pari a 231.000 ettolitri (intorno ai 30 milioni di bottiglie, ndr), che nascono da una superfice di 4.000 ettari di vigneto rivendicati dalla denominazione, in costante crescita. Così come sono in crescita i volumi venduti (+9% sul 2024, dato che fa da contraltare, invece, all’andamento del più blasonato Champagne). E con un export cresciuto del +14%, con i consumi fuori dalla Francia che hanno superato, per la prima volta, seppur di poco (51%) i consumi interni.
Un vino, il Crémant de Bourgogne, che fa dell’accessibilità economica uno dei suoi punti di forza (intorno agli 8 euro a bottiglia il prezzo medio nella gdo francese), oltre ad una grande freschezza, acidità, leggerezza e versatilità di abbinamenti. E che è sempre più ben posizionato anche nel mondo,
con Stati Uniti e Canada in testa (e in crescita, secondo il Civb, nonostate il contesto difficile), con il Regno Unito in forte ripresa (+27% in volume e +27% in valore), i Paesi Scandinavi sempre più strategici, e l’Italia (così come avviene per lo Champagne, ndr), tra i primi cinque mercati di esportazione della denominazione.
Che proprio in questi giorni ha lanciato una nuova “brand identity”, nel segno di “Pétiller en grand”, per un pezzo della Borgona del vino in versione frizzante, che vuole crescere ancora.

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