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PREVISIONI

2031, in Ue calano produzione (149 milioni di ettolitri) e consumi (22 litri pro capite) di vino

Il futuro dell’agricoltura nell’Europa a 27 nello “Eu Agricultural Outlook - For markets, income and environment 2021-2031” della Commissione Ue
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L’agricoltura Ue nel 2031

Nel 2031, il consumo di vino in Unione Europea dovrebbe attestarsi ad una media di 22 litri pro capite annui (pur con tutte le immaginabili differenze tra Paese e Paese), in calo di 0,4 litri (-1,8%) sul 2020, segnando una importante frenata rispetto al crollo registrato nel periodo 2010-2020, quando i consumi hanno segnato un calo annuo del -2,4%, contro il -0,2% annuo previsto per il periodo 2021-2031. Ecco il dato più importante che emerge dallo “Ee Agricultural Outlook - For markets, income and environment 2021-2031”, il report previsionale firmato dalla Direzione Generale per l’Agricoltura e Sviluppo Rurale dell’Unione Europea, basato sulle stime di crescita dell’economia e dei consumi dell’Europa a 27 da qui al 2031, tenendo in considerazione inflazione, costi dell’energia, trend di consumo e serie storiche di vendite ed export dei diversi settori dell’agroalimentare del Vecchio Continente.

Tornando ai numeri relativi al settore vino, il consumo domestico in Unione Europea dovrebbe raggiungere i 123 milioni di ettolitri, con il declino dei consumi veri e propri solo parzialmente coperto dagli usi alternativi delle produzioni vinicole, ad esempio distillando le eccedenze per usi non alimentari. Il settore vino, però, è chiamato anche ad adattarsi ai cambiamenti di stile di vita che stanno attraversando la società europea, accelerati dalla pandemia di Covid-19, che hanno fatto emergere in maniera ancora più evidente le differenze tra generazioni. Inoltre, la crisi sanitaria ha acuito la tendenza di una domanda di vino biologico e naturale in crescita costante, così come di un’impennata dei consumi casalinghi rispetto a quelli fuori casa. E questo si riflette inevitabilmente nella crescita degli acquisti di vino online, che continuano a stimolare la domanda. E ancora, le chiusure temporanee di bar e ristoranti hanno formato nuove generazioni di consumatori più consapevoli e moderati, che alimenteranno la domanda di vini a minore gradazione alcolica e spumanti, da bere nelle occasioni più disparate.

Per quanto riguarda il capitolo esportazioni, dopo il sostanziale equilibrio del periodo 2016-2019, ed il crollo del 2020, il 2021 ha segnato un aumento record, e le previsioni della Commissione Ue parlano di una crescita fino a 32,2 milioni di ettolitri da qui al 2031, pari ad una crescita media annua del +0,5%. A trainare le spedizioni, le tante produzioni a IG e DO d’Europa, ma anche gli sparkling. Inoltre, c’è ancora una domanda importante per i vini a basso prezzo, un mercato che i produttori europei hanno ancora possibilità di sviluppare. Infine, le superfici vitate del Vecchio Continente sono destinate a rimanere stabili da qui al 2031, con una quota crescente destinata alle produzioni di qualità, ossia IG e DO, ma anche vini biologici, con rese mediamente inferiori. Il cui calo, comunque solo potenziale, potrebbe essere compensato in futuro dall’impianto di varietà diverse, che si adattino meglio ai cambiamenti climatici in corso: la conseguenza di tutte queste dinamiche potrebbe tradursi in un calo produttivo dello 0,2% annuo, e attestarsi nel 2031 a quota 149 milioni di ettolitri.

Focus - Il comparto agricolo europeo nel 2031

Al di là del futuro del vino, gli aspetti più importanti raccontati dallo “Eu Agricultural Outlook - For markets, income & environment 2021-2031” (qui il documento integrale) riguardano la complessità del mondo agricolo nel 2031. Che, per prima cosa, potrà contare su una superficie agricola inferiore a quella di oggi, principlamente a causa della riduzione delle superfici destinate ai seminativi, mentre, in assenza di misure di sostegno dalla nuova Pac o altre iniziative legate al Green Deal europeo (ancora in via di definizione), l’area dedicata alla produzione biologica dovrebbe raggiungere il 15% del totale delle superfici agricole, pari da un tasso di conversione annua simile a quello registrato nel periodo 2014-2019, spinto da una crescita continua e costante dei consumi, a meno sostegni ulteriori all’agricoltura biologica determinino una ulteriore accelerazione.

Altro tema importante è quello che riguarda il reddito agricolo ed il lavoro, con il valore delle produzioni agricole dell’Unione Europea che dovrebbe dello 0,7% annuo, con il valore delle produzioni agricole - in controtendenza - in calo dello 0,5% annuo, e quello delle produzioni animali in frenata rispetto al periodo precedente. Anche la crescita dei consumi intermedi dovrebbe frenare, mentre per i costi di energia e fertilizzanti è previsto un aumento del 22%. L’incremento del valore aggiunto netto, di conseguenza, rallenterà fino all’1%, dal 3% del periodo 2011-2021. Anche il numero degli impiegati in agricoltura dovrebbe diminuire, ma non in maniera sensibile, mentre aumenterà il numero di aziende in mano a giovani agricoltori, ed il reddito agricolo non subirà scostamenti.

Le incertezze di mercato, comunque, sono molte, e su due grossi interrogativi si innestano due diversi scenari proposti dal report della Commissione Ue. Nel primo, si prevede in Unione Europea una riduzione del consumo totale di grassi del 30%, come raccomandato dall’Oms, con la conseguenza che una minore domanda interna spinga in basso i prezzi, migliorando la bilancia delle materie prime. Il secondo scenario invece esplora le conseguenze di una Cina autosufficiente in termini di produzione di carne e prodotti lattiero-caseari per il consumo alimentare. Uno scenario che avrebbe un impatto enorme, perché ad oggi al Cina è uno dei principali importatori del mondo di carne e prodotti lattiero-caseari, e l’Unione Europea uno dei principali esportatori, per cui un cambiamento del genere avrebbe un impatto enorme sul mercato agricolo globale, e su quello UE in particolare.

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