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LA MAPPA DEL CIBO

“50 Best Restaurants”, Colagreco chef senza “confini”, in classifica ristoranti di 26 Paesi diversi

La cucina non conosce barriere, ma in vetta comandano Spagna, Francia e Danimarca. Bene gli Usa, crescono Russia e Asia, male il Belpaese
50 BEST RESTAURANTS, ALTA RISTORAZIONE, COLAGRECO, DANIMARCA, FRANCIA, ITALIA, PAESI, SPAGNA, Non Solo Vino
I migliori ristoranti del mondo del 2019

Il giorno dopo la “The World’s 50 Best Restaurants 2019” è quello dei bilanci, con una classifica che ci restituisce un nuovo protagonista della cucina mondiale, lo chef argentino, di origini abruzzesi, Mauro Colagreco, dal 2006 alla guida del Mirazur, a Mentone, due passi dal confine con il Belpaese, dove è ben noto al grande pubblico grazie alla sua partecipazione, nella veste di giudice, a “Top Chef Italia”, dal 2016. Tre stelle Michelin da quest’anno, una formazione vissuta all’ombra dei più grandi di Francia, da Bernard Loiseau ad Alain Passard e, soprattutto, Alain Ducasse, Mauro Colagreco ha accolto il riconoscimento parlando non di cucina, ma di barriere e di frontiere che, per chi fa questo mestiere, non esistono, perché ai fornelli si annullano le distanze, si incontrano le culture, si abbattono i muri. Un mondo, quello dell’alta gastronomia, che si arricchisce anno dopo anno di nuovi ristoranti, con cucine da ogni angolo del mondo, in un fermento ben rappresentato dalla chart della “50 Best Restaurants”, che include ristoranti di 26 Paesi diversi, con 12 ristoranti esordienti e 3 che ritornano sulla lista.
Difficile individuare un vero e proprio centro di gravità, nel panorama gastronomico mondiale, ma di certo la Spagna continua a giocare un ruolo preminente, con i suoi sette ristoranti tra i “50 Best Restaurants”, di cui tre nella top 10
: l’Asador Etxebarri (3), il Mugaritz (7) e il Disfrutar (9). Fuori dalla top 10 per poco, l’Azurmendi (Larrabetzu) ha saltato 29 posti fino ad arrivare al n.14. L’Italia è rappresentata da due ristoranti, il Piazza Duomo ad Alba di chef Enrico Crippa, in società con la griffe del Barolo Ceretto, al n. 29, mentre solo due posti più in basso si trova Le Calandre di Rubano dei fratelli Alajmo, mentre L’Osteria Francescana, che nel 2018 vinse il titolo di The World’s Best Restaurant, è quest’anno ascesa alla categoria Best of the Best con gli altri sei ristoranti che, negli anni, hanno raggiunto la vetta. Meglio, decisamente, ha fatto la Francia, rappresentata da cinque ristoranti nella top 50, tra cui l’Arpège (8), il Septime (15), l’Alain Ducasse au Plaza Athénée (16), l’Alléno Paris au Pavillon Ledoyen (25) e, ovviamente, il Mirazur.
Sorprende, ma fino ad un certo punto, la Danimarca, che vanta due dei primi cinque riconoscimenti per la nuova incarnazione del Noma (2) e per il Geranium (5), entrambi siti a Copenaghen. Gli Stati Uniti contano sei ristoranti nella lista, tra cui il Cosme (23), guidato dal The World’s Best Female Chef 2019, Daniela Soto-Innes, e due nuove entrate: l’Atelier Crenn (35) e il Benu (47), entrambi a San Francisco (California). Si conferma il Perù, tra i primi dieci posti nella lista con due ristoranti di Lima, il Central (6), ed il Maido (10). Anche il Messico vanta due posti al vertice della lista, il Pujol (12), nominato The Best Restaurant in North America, e il Quintonil (24), entrambi a Città del Messico. Anche il Regno Unito, il Giappone, la Cina, la Thailandia e la Russia sono rappresentati da due ristoranti nella lista.
“Quest’anno siamo entusiasti di vedere il Mirazur aggiudicarsi il primo posto - commenta William Drew, direttore della “50 Best Restaurants” - dopo essere salito dal posto n. 35 nella classifica dal suo debutto nella lista dei “The World’s 50 Best Restaurants” nel 2009. Assistere al suo progresso è stato fantastico. Questo è stato un anno di crescita meravigliosa per l’intera lista, con così tante nuove entrate da tutti gli angoli del mondo. Siamo altrettanto lieti di dare il benvenuto ai sette ristoranti che in precedenza hanno occupato la posizione No.1 nella nuova categoria Best of the Best”.

Best of the Best
I ristoranti d’élite classificatisi al primo posto hanno dimostrato di gran lunga il proprio valore e adesso saranno riconosciuti per sempre come mete culinarie nella Best of the Best hall of fame. Gli chef e ristoratori che hanno portato i loro ristoranti in cima alla lista hanno espresso la volontà di investire nel futuro del settore e “ripagare” il mondo della ristorazione attraverso nuovi progetti e iniziative.

El Bulli (2002, 2006-2009)
The French Laundry (2003-2004)
The Fat Duck (2005)
Noma - sede originaria (2010-2012, 2014)
El Celler de Can Roca (2013, 2015)
Osteria Francescana (2016, 2018)
Eleven Madison Park (2017)

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