“Essere qui significa ringraziare tutti gli imprenditori che nel mondo portano il made in Italy e ci permettono di avere una fama indiscussa per quanto riguarda il brand Italia: il vino è un volano per le nostre esportazioni”. La carrellata di politici a Vinitaly prosegue anche oggi, con l’arrivo a Verona Fiere di Luigi Di Maio, vice premier e Ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro, che è stato accolto dal presidente e dal dg di Verona Fiere Maurizio Danese e Giovanni Mantovani, oltre al sindaco di Verona Federico Sboarina. “Useremo il successo del mondo del vino all’estero - ha continuato il vicepremier rivolto alla stampa - per guidare tutto l’export tricolore. Il prossimo step è quello di combattere il falso made in Italy: ma ci stiamo già lavorando, con la blockchain, su cui abbiamo investito già 40 milioni di euro nel Mise per sperimentarla. E poi, ci vuole diffusione della cultura enogastronomica, che si fa attraverso gli accordi commerciali, come quello per la Via della Seta chiuso con la Cina, o la visita negli Emirati Arabi la settimana prossima e quella negli Usa della scorsa settimana”.
Discorso ufficiale a parte, il Ministro Di Maio, come i suoi colleghi in visita ieri, ha girato i padiglioni, tra un brindisi da Confagricoltura e uno dall’Alleanza delle Cooperative con la presidente Ruenza Santandrea. “Abbiamo appena stanziato 140 milioni di euro per l’esportazione del made in Italy - ha concluso Luigi Di Maio - che per il Governo è fondamentale. E spero che siano spesi il prima possibile, per tutto il comparto e per tutta la filiera”.
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