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IL LUTTO

La Valpolicella e l’Amarone salutano un loro pioniere, Carlo Speri

Si è spento a 85 anni una delle figure che più hanno segnato la storia del territorio, alla guida della cantina di famiglia, la Speri Viticoltori
AMARONE DELLA VALPOLICELLA, CARLO SPERI, SPERI VITICOLTORI, VALPOLICELLA, Italia
La Valpolicella e l’Amarone salutano Carlo Speri

La Valpolicella del vino saluta uno dei suoi pionieri: si è spento a 85 anni, nei giorni scorsi, Carlo Speri, quinta generazione della famiglia Speri, e personalità che, dal 1964, ha condotto la storica cantina Speri Viticoltori di Pedemonte, accompagnandola in una crescita costante, fino agli attuali 65 ettari di vigneti nella Valpolicella Classica, con una scelta biologica diventata nel tempo parte integrante dell’identità aziendale. I funerali, oggi, nella chiesa parrocchiale di Santa Maria di Negrar, dove la comunità si è stretta attorno alla moglie Ivana, ai figli Laura, Chiara e Luca, ed a tutti i familiari, in un abbraccio collettivo che ha restituito la misura dell’affetto e della stima maturati in una vita intera.
“Per Carlo Speri la vigna non è mai stata solo un mestiere, ma il modo di abitare la sua terra, la Valpolicella, e di renderle onore. Cantina e territorio, tradizione e futuro si intrecciavano in una visione coerente che ha accompagnato tutta la sua vita e che lo ha reso uno dei protagonisti assoluti della storia recente dell’Amarone, portato da vino locale a eccellenza internazionale”, sottolinea una nota della famiglia. Che racconta come “la sua cifra distintiva è sempre stata la capacità di guardare lontano senza mai staccarsi dalle radici. Visionario, ma mai distante; innovatore, ma profondamente rispettoso della tradizione. Ha saputo dialogare con i grandi gruppi del vino e allo stesso tempo difendere il mondo delle piccole aziende agricole, rivendicando con orgoglio l’appartenenza alla cultura contadina e ad un’idea di Valpolicella fondata sulla condivisione e sul bene comune”. Numerosi gli incarichi istituzionali ricoperti nel corso della sua carriera: presidente Coldiretti a San Pietro in Cariano, presidente del Consorzio dei Vini della Valpolicella dal 1984 al 1993, componente della Deputazione della Borsa Merci di Verona. Nel suo mandato al Consorzio, il decreto del Presidente della Repubblica del 27 dicembre 1990 sancì un passaggio storico, riconoscendo all’Amarone piena autonomia rispetto al Recioto secco.
Nel 2009 fu tra i fondatori delle Famiglie Storiche, nata per tutelare e valorizzare l’identità storica del territorio. Un uomo che ha lasciato un segno profondo nel territorio, come testimoniano anche i ricordi di alcuni colleghi che ne hanno condiviso il cammino. Sandro Boscaini, presidente Masi Agricola, parla di un legame umano e professionale durato quasi settant’anni: “la mia vicinanza a Carlo Speri è stata, oltre che anagrafica, profondamente umana. Fin dal dopoguerra eravamo tra quei ragazzi che avevano studiato e che immaginavano una Valpolicella diversa, non più chiusa e marginale, ma capace di far valere nel mondo i suoi carismi millenari, nel vino come nel marmo. In questo senso Carlo è stato un pioniere e un innovatore, un patriarca per età e per saggezza. Mai polemico, mai arroccato su posizioni personali, sempre disponibile al dialogo e al confronto, con un’integrità morale che oggi è sempre più rara. Un figlio autentico della Valpolicella”. Dario Tommasi, presidente Tommasi Family Estates, esprime “un pensiero di affettuosa vicinanza ai familiari e agli amici di Carlo Speri”, e aggiunge: “la sua scomparsa lascia un vuoto profondo nella comunità vitivinicola ed enologica della Valpolicella. La sua eredità, fondata su una passione autentica per il vino e per il territorio, continuerà a ispirare le future generazioni”. Anche Emilio Pedron, per molti anni ad del Gruppo Italiano Vini (Giv) e poi di Bertani, ricorda il ruolo decisivo di Speri: “la Valpolicella ha un debito profondo verso Carlo Speri per quanto ha fatto con dedizione, passione e intelligenza. Ha sempre agito con un fare arguto e bonario, mai ostentato, pensando al bene di tutti. È stato uno degli artefici del grande successo della Valpolicella e dell’Amarone fin dai primi tempi”.
Accanto al professionista resta l’uomo di famiglia. “Carlo è stato per noi una guida, un uomo di grande generosità e visione, profondamente legato alla Valpolicella e ai valori che hanno sempre contraddistinto il nostro lavoro - concludono la moglie Ivana ed i figli - ha creduto con convinzione nel valore delle relazioni autentiche, costruite nel tempo con rispetto, fiducia e passione. Oltre a essere un punto di riferimento nella vita professionale, è stato un grande papà e zio, sempre presente con affetto e saggezza. La Speri Viticoltori è e resterà una famiglia, e il suo esempio continuerà a vivere in ciascuno di noi”.

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