L’Italia rialza la testa, e lo fa puntando sul suo fiore all’occhiello: l’agroalimentare. Nel terzo trimestre 2025, mentre il Pil segna una crescita tendenziale del +0,6% e i consumi tornano a respirare, è il comparto alimentare a trainare la ripresa con numeri da record: produzione in aumento (+4,5%), export in volata (+11,9% il fatturato sul mercato estero) e performance superiori al manifatturiero. Spagna e Polonia guidano la corsa delle esportazioni, mentre Germania e Francia confermano la loro centralità. Nonostante qualche ombra sul vino (le vendite segnano -7,2%) e il calo verso gli Stati Uniti, il made in Italy agroalimentare si impone come leva strategica per l’economia, sostenuto da investimenti, fiducia dei consumatori e un sentiment positivo che supera il 50% sui social. È la fotografia scattata da Creagritrend, il bollettino trimestrale del Crea, sul quadro macroeconomico del terzo trimestre 2025.
Il Pil cresce del +0,6% su base annua e dello 0,1% sul trimestre precedente, sostenuto dall’agricoltura (+0,8%) e dai servizi (+0,2%), mentre l’industria segna un lieve arretramento (-0,3%). Il valore aggiunto dell’industria aumenta del +1,3% su base tendenziale, quello dell’agricoltura del +0,7% e dei servizi dello 0,2%. Sul fronte della domanda interna, avanzano i consumi finali nazionali (+0,1%) e gli investimenti fissi lordi (+0,6%), insieme alla spesa delle famiglie per beni durevoli (+2,6%), positiva dal 2023, salvo il primo trimestre 2025.
Il vero protagonista resta l’agroalimentare, che tra luglio e settembre mette a segno una crescita robusta: produzione in aumento del +4,5%, fatturato estero in volata (+11,9%) e interno in crescita (+3,9%). Le esportazioni complessive del comparto crescono del +5,4% sul trimestre precedente, con performance record verso Spagna (+14%) e Polonia (+23,8%), mentre Germania e Francia confermano la loro centralità.
Non mancano le criticità: gli Stati Uniti segnano un calo (-13,6%) e il vino arretra (-7,2%), pur mantenendo volumi stabili sul 2024. In controtendenza, cereali (+3,1%) e prodotti lattiero-caseari e dolciari (+15%) trainano il valore dell’export. Da segnalare anche la performance dell’industria delle bevande, che cresce in produzione (+4,9%), ma registra flessioni nel fatturato su entrambi i mercati (-3,8% estero, -3,3% interno), pur restando sopra la media del manifatturiero.
Sul fronte import, la dinamica è altrettanto vivace: +13,5% in valore sul 2024, con incrementi oltre il 20% da Francia, Paesi Bassi e Belgio. La Germania si conferma primo fornitore (+10%), mentre la Spagna cresce del 4,7%. Il comparto più rilevante è quello delle carni fresche e congelate (+17,8% in valore e +14% in volume), seguito da oli e grassi e dai lattiero-caseari; boom per la frutta secca (+57,7%).
A completare il quadro, il sentiment online: il 53,8% dei commenti su X tra settembre e dicembre è positivo, contro il 19,4% negativo e il 18,3% neutrale.
L’agroalimentare si impone, così, come settore strategico, capace di sostenere la crescita e rafforzare il made in Italy sui mercati globali, confermando la sua centralità nell’economia nazionale.
Copyright © 2000/2026
Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit
Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2026
















































































































































































