È la fiducia per 9 italiani su 10 il sentimento principale che guida nella scelta dell’acquisto dei prodotti a Marca del Distributore. Una sorta di “patto sociale” tra aziende e consumatori che, tradotto in termini economici, significa anche un risparmio, dal 2020 ad oggi, di 22 miliardi di euro per le famiglie italiane, ovvero 150 euro a nucleo all’anno (e non solo in Italia, dal momento che la Mdd rappresenta anche il 42% di tutte le vendite a valore dei beni di consumo confezionati in Unione Europea). Per un settore che nello Stivale nel 2025 vale 31,5 miliardi di euro (secondo le proiezioni di Teha Group su dati Circana, 2026), con una crescita del +6,8% sul 2024, e trainato in larga parte dai prodotti alimentari: una categoria che, secondo il Position Paper elaborato da Teha (The European House-Ambrosetti) con la partecipazione di Ipsos per Adm (Associazione Distribuzione Moderna), sostiene la generazione di 211 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 10% del Pil italiano. Un comparto che, in questi giorni, si racconta a “Marca by BolognaFiere & Adm” 2026, edizione n. 22 della fiera internazionale dedicata alla Marca del Distributore, e unica che ne presidia tutta la filiera, punto di riferimento per l’intero ecosistema della Private Label a livello internazionale.
“Una fiera che cresce anno dopo anno su tutti gli indicatori e ha raggiunto una dimensione che la colloca tra le manifestazioni di riferimento a livello europeo - ha detto il presidente BolognaFiere, Gianpiero Calzolari - il suo format unico, che vede i retailer protagonisti come espositori, attrae un interesse crescente a livello internazionale e ne fa un appuntamento irrinunciabile per l’intero settore”. A confermarlo, il fatto che a Bologna sono arrivati, selezionati dall’International Buyers Program in collaborazione con Agenzia Ice, oltre 5.000 buyer da Europa, Medio Oriente, Nord Africa, Nord America, Latam e Asia: “un contributo, di Ice alla manifestazione, che si rinnova e si rafforza anno dopo anno, rendendo “Marca by BolognaFiere & Adm” una piattaforma sempre più efficace per l’internazionalizzazione dell’agroalimentare italiano”, ha rimarcato Matteo Zoppas, presidente Ice, sottolineando come la fiera rappresenti “un punto di incontro strategico tra imprese e buyer qualificati, capace di tradurre l’interesse per il made in Italy in opportunità concrete di business”. “Marca by BolognaFiere & Adm”, “non è solo una fiera - ha ribadito anche l’exhibition manager Antonello Maietta - è il momento decisionale della Dmo italiana e l’unico ecosistema capace di connettere l’intera filiera della Mdd. Inaugura l’anno della marca commerciale, ed è qui che si anticipano i trend, si definiscono le strategie e si costruiscono le relazioni che guideranno il mercato nei dodici mesi a venire”. L’edizione 2026 si svolge, peraltro, all’indomani di un momento simbolico per la cultura alimentare italiana. Perché per la prima volta nella storia, la Cucina Italiana ha ottenuto dall’Unesco il prestigioso riconoscimento di Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, e “il sistema fieristico è uno strumento straordinario per esporre le eccellenze italiane e rappresenta un motore per la crescita economica e l’occupazione. La distribuzione è l’elemento che permette di ripartire il valore lungo l’intera filiera, garantendo una migliore remunerazione ai produttori primari e rafforzando la competitività del sistema agroalimentare nazionale”, ha affermato Francesco Lollobrigida, Ministro dell’Agricoltura, nel convegno di apertura “Costruire fiducia: il ruolo della Distribuzione Moderna e della Marca del Distributore”.
Del resto, i prodotti a Marca del Distributore in Italia sono in crescita anche in termini di volumi (+4% sul 2024), soprattutto al Sud e nelle Isole dove l’incremento è oltre il doppio rispetto alla media nazionale in termini di valore e circa il triplo per quanto riguarda il volume. Inoltre, il valore generato dalle aziende produttrici (le cosiddette Mdd partner) è cresciuto a un tasso annuo doppio negli ultimi 10 anni rispetto a quello dell’industria alimentare ed è stato distribuito in maniera equa in tutte le zone del Paese: il 32% delle aziende produttrici è concentrato nel Nord-Est, il 27% a Nord-Ovest e il 24% nel Sud e Isole, mentre se ne trovano lievemente meno nel centro Italia.
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