Dei fondi che l’Unione Europea mette a disposizione degli Stati membri per lo sviluppo rurale, l’Italia ne ha beneficiato in toto. “Sarebbe stato un insulto avere dei soldi a disposizione e tenerli nel cassetto - ha commentato il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida - e, infatti. abbiamo speso il 99,43% dei fondi Ue per lo sviluppo rurale, pari a oltre 14 miliardi di euro messi a disposizione nel periodo 2014-2022. Uno dei miei primi impegni da quando mi sono insediato è stato quello di efficientare la capacità di spesa delle risorse messe a disposizione per il settore primario. E oggi possiamo dire di aver mantenuto la promessa”.
Un risultato che è stato raggiunto anche in virtù di una specifica iniziativa legislativa adottata con la Legge di Bilancio 2025 attraverso la quale, dice Lollobrigida, “è stato consentito alle regioni di incrementare la quota di cofinanziamento comunitario dei programmi del periodo 2014-2022 cofinanziati dal Feasr, il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale”.
Soddisfazione anche riguardo alla spesa della componente sviluppo rurale del Piano strategico della Pac 2023-2027: “sta progredendo speditamente. Al 31 dicembre 2025 sono stati spesi oltre 4 miliardi di euro (1,8 miliardi di quota Feasr), corrispondenti al 133% dell’obiettivo disimpegno. Un buon lavoro che è frutto del coordinamento compiuto dal Ministero e da Agea, entrambi “impegnati per rendere le politiche agricole efficaci ed effettive”.
Riguardo, invece, alle nuove somme stanziate nel bilancio comunitario per l’agricoltura e per la Pac post 2027, oltre 40 miliardi di euro per il periodo 2028-2034, queste “hanno l’aspettativa di supportare effettivamente il settore primario e l’attività degli agricoltori e dei pescatori che possono veder riconosciuto il giusto reddito per la loro attività che garantisce la disponibilità di cibo di qualità ai nostri cittadini”, conclude il Ministro.
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