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L’INIZIATIVA

“Il vino è il nostro tempo-Coltiviamo ciò che ci unisce”, al via la campagna istituzionale sul vino

L’annuncio del Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, oggi nel “Tavolo Vino”. Al via il 15 febbraio su tv e radio nazionali

La vicinanza al settore del vino da parte delle istituzioni, a partire dal Ministero dell’Agricoltura guidato da Francesco Lollobrigida, in questi mesi, non è certo mancata. Con iniziative dirette, normative e di sostegno alla promozione, per esempio, ma anche attraverso l’Ita - Italian Trade Agecency condotta da Matteo Zoppas, il lavoro italiano sul “Pacchetto Vino Ue” ormai in dirittura d’arrivo (il voto finale è atteso entro fine febbraio), il decreto per consentire la produzione anche in Italia dei vini dealcolati, e non solo. E, ora, arriva un altro step atteso dalla filiera: si avvicina alla partenza ufficiale, il 15 febbraio su tv e radio nazionali, e non solo, la campagna istituzionale per promuovere e raccontare il valore e la cultura del vino, più volte annunciata dallo stesso Lollobrigida, anche su WineNews, e la cui opportunità e “necessità” è stata ribadita anche nel “Tavolo Vino” del 16 dicembre. “Il Vino è il nostro tempo - Coltiviamo ciò che ci unisce” è il claim della campagna, che sarà articolata in due spot, il primo un racconto istituzionale che celebra il valore della vigna, della storia, della cultura enologica italiana, il secondo un video emozionale, capace di raccontare il vino non solo come prodotto, ma come patrimonio e valore intergenerazionale. Con l’obiettivo dichiarato di “costruire una cultura del vino consapevole per il consumo responsabile e rispettoso”. “Il vino non divide, unisce generazioni, luoghi e storie. Ogni volta che ci prendiamo cura di qualcosa, stiamo già coltivando il futuro”, uno dei messaggi della campagna.
L’annuncio è arrivato al termine del “Tavolo Vino” di oggi, 2 febbraio a Roma, al Ministero, alla presenza delle principali organizzazione di categoria e agricole, tra cui Federvini, Unione Italiana Vini - Uiv, Assoenologi, Fivi-Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, Confagricoltura, Coldiretti, Cia-Agricoltori Italiani, Fedagripesca-Confcooperative, Legacoop, Federdoc e non solo, dove è stato fatto anche il punto delle tante misure messe in campo in questi mesi: dal lavoro, appunto, sul “Pacchetto Vino Ue”, che tra le novità più importanti, su spinta dell’Italia, ha visto l’arco temporale per i progetti di promozione nei Paesi Terzi passare da massimo 3 a massimo 9 anni, alla campagna straordinaria di promozione del made in Italy che ha dato più risorse alla stessa Ita (il primo banco di prova sarà a Wine Paris, dal 9 all’11 febbraio a Parigi, con una collettiva di oltre 100 aziende), al bando Ocm Vino - con tutti i progetti finanziati ed un processo di digitalizzazione delle domande e delle procedure, oltre che con un miglioramento dei tempi di pubblicazione del bando che, per la prossima annualità, dovrebbe essere pronto già ad aprile - ed al decreto che ha definitivamente aperto la possibilità di produrre vini dealcolati anche in Italia.
“La campagna istituzionale di comunicazione l’avevamo promessa ad un “Tavolo di Filiera” che è finalmente unito, e dal 15 febbraio partiremo sulla Rai, sui principali media nazionali e anche sui social e sui canali di comunicazione più vicini ai giovani. Mostrerà come questo prodotto, il vino, sia intimamente legato all’Italia. Come abbiamo sempre fatto vogliamo ribadire il concetto che il vino è anche una bevanda che contiene alcol, ma che prima ancora è cultura, è storia, è un elemento fondamentale della convivialità che è stata alla base del riconoscimeto della Cucina Italiana a Patrimonio Unesco, ma è anche tutela e presidio dei territori, e abbiamo sempre testimoniato come Governo la nostra vicinanza, come dimostra anche il fatto che con il Pnrr abbiamo portato da 100 milioni di euro a quasi 1 miliardo di euro le risorse per i contratti di filiera del settore. Il vino è un settore fondamentale anche per la nostra economia, non ci sono stati crolli come qualcuno prevedeva, certo ci sono delle difficoltà, in Usa, dove i dazi pesano, ma non in maniera eccessiva, e dove pesa forse più il cambio tra euro e dollaro, faremo ancora azioni mirate, ma il made in Italy in generale è forte, e speriamo che i dati di fine anno, dopo il record di 8,1 miliardi di euro di export del vino nel 2024, ci raccontino di quello di 73 miliardi di euro complessivi dell’agroalimentare come da previsioni”.
Intanto, guardando alla campagna di comunicazione istituzionale sul vino, la filiera esprime grande soddisfazione. “La attendevamo da tempo e finalmente a giorni partirà, ed è un segnale importantissimo per tutto il settore”, ha commentato il coordinatore del “Tavolo Vino”, Piero Mastroberardino.

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