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LE “ANTEPRIME”

Da Montepulciano al Chianti Classico: al via il road show dei vini di Toscana, tra calici e cultura

Il 14-15 febbraio riflettori accesi sulla terra del Vino Nobile (e di Francesco Redi), il 16-17 febbraio sul Gallo Nero e la sua storia a Firenze
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Da Montepulciano al Chianti Classico: al via il road show dei vini di Toscana

“Bella Arianna con tua bianca mano/versa la manna di Montepulciano/che d’ogni vino è il re”. Così quattrocento anni fa, scriveva Francesco Redi, eccellente letterato e medico più alto in grado alla Corte della famiglia Medici, nel suo “Bacco in Toscana”, e che, prima ancora che un ditirambo in versi, è una vera e propria fonte documentaria sui vini toscani. Ed è proprio Montepulciano, con l’Anteprima Vino Nobile (14-15 febbraio) firmata dal Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano - che dedica al Redi una mostra a quattro secoli esatti dalla sua nascita - a dare il via al “road show” delle “Anteprime di Toscana”. Con il Nobile, seguito a ruota dal Chianti Classico (16-17 febbraio), il cui Consorzio racconterà la grande bellezza di uno dei territori più intatti della Toscana del vino, all’insegna di “Wine is Culture”, nella Chianti Classico Collection a Firenze.
Due grandi territori di quella Toscana che vede il 97% dei suoi vigneti a denominazione, per un valore alla produzione di vini a Dop e Igp pari a 1,14 miliardi di euro, il 10% del totale nazionale, con tanti territori che, dunque, si metteranno in mostra presentando le nuove annate dei loro vini al mondo, visto che dopo Nobile di Montepulciano e Chianti Classico toccherà, nell’ordine, a “L’Altra Toscana” (18 febbraio), sempre a Firenze al Palazzo degli Affari (con i vini Bianco di Pitigliano e Sovana, Chianti Rufina, Maremma Toscana, Montecucco e Montecucco Sangiovese, Orcia, Suvereto, Rosso della Val di Cornia e Val di Cornia, Terre di Casole e Vino Toscana Igt), che cederà il palco a “Chianti Lovers & Rosso Morellino” (19 febbraio) alla Fortezza da Basso ancora a Firenze, con la chiusura con il Valdarno di Sopra Day (20 febbraio) all’Anfiteatro del Borro a San Giustino Valdarno.
Ma, come detto, sarà proprio Montepulciano, che secondo il Consorzio ha vissuto sul mercato “un 2025 positivo in valore”, ad aprire lavori e degustazioni. Una terra in cui il Vino Nobile di Montepulciano fa girare un’economia che sfiora 1 miliardo di euro, con una produzione vinicola che vale in media, ogni anno, 65 milioni di euro, ma con il 70% dell’economia locale (su un territorio complessivo di 16.500 ettari, di cui 2.000 vitati e 1.400 iscritti a Vino Nobile di Montepulciano) frutto dell’indotto legato ad un vino che per il 64,5% finisce all’export, diventano ambasciatore del territorio nel mondo.
“Il Vino Nobile di Montepulciano continua a rappresentare un patrimonio di valore per il nostro territorio e per l’enologia italiana e l’export testimonia come la qualità e la storia dei nostri vini siano riconosciute a livello internazionale, in particolare, la nuova Docg Pieve sta riscuotendo grande interesse negli Stati Uniti - commenta il presidente del Consorzio Vino Nobile di Montepulciano, Andrea Rossi - l’Anteprima Vino Nobile non è solo una vetrina, ma un momento di condivisione e confronto tra produttori, operatori e appassionati, che rafforza ulteriormente il legame tra Montepulciano e il mondo”. Le 57 cantine in assaggio racconteranno e presenteranno le nuove annate in commercio dal 2026: il Vino Nobile 2023 e la Riserva 2022, ma anche il Vino Nobile di Montepulciano “Pieve”, da poco in commercio. In una giornata, il 14 febbraio, che, oltre alle degustazioni e alla tradizionale assegnazione del rating in “stelle” all’ultima vendemmia, sarà arricchita anche dalla presentazione delle celebrazioni per la ricorrenza dei 400 anni dalla nascita del grande poeta e scienziato Francesco Redi, oltre ad uno studio sulla denominazione, promosso da Santa Chiara Lab dell’Università di Siena. Ed ancora, in calendario, un seminario di approfondimento sul Rosso di Montepulciano dal titolo “Generazione Rosso: Il futuro del Rosso di Montepulciano”, nella visione dei giovani produttori, condotto dal giornalista di “Falstaff”, Simon Staffler, mentre il 15 febbraio toccherà all’assaggio delle nuove annate del Vino Nobile di Montepulciano Pieve, e al momento di approfondimento sulla denominazione “Il Vino Nobile di Montepulciano: radici e futuro”, condotto dal giornalista di “Linea Verde” Rai, Tinto, e la partecipazione di giornalisti del settore (tra cui Alessandro Regoli, direttore WineNews, che partecipa alla mostra su Francesco Redi con libri antichi ed originali, ndr), e con tutti gli eventi in programma che saranno trasmessi in streaming sui canali social del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano.
Da Montepulciano, poi, rotta su Firenze (Stazione Leopolda), per la Chianti Classico Collection n. 33 (16-17 febbraio), anche in questo caso con un record di presenze (223 cantine per 680 etichette in assaggio), all’insegna di “Wine is culture”. “Non una dichiarazione astratta, ma un’affermazione che, per il Chianti Classico, ha radici profonde e documentate. Dal 1716, anno in cui vennero definiti per la prima volta i confini ufficiali della denominazione, il Chianti Classico - ricorda il Consorzio, guidato da Giovanni Manetti - rappresenta un caso unico di un territorio in cui il vino è espressione diretta e non unica di una costruzione culturale stratificata nel tempo. Le contese durante il Medioevo tra le città di Firenze e di Siena e la successiva rinascita a partire dal XIV secolo, hanno restituito a questo territorio un patrimonio tangibile di edifici, prima difensivi poi trasformati in ville e residenze (150 le ville fattorie), insieme a manufatti preziosi, archivi, sistemazioni agrarie, corredi arborei, che è importante portare all’attenzione di tutti coloro che apprezzano il nostro vino Chianti Classico. Dalla Siena del Medioevo alla Firenze del Rinascimento, la sintesi nelle colline chiantigiane che uniscono queste due simboliche capitali del territorio. Insomma, un’eredità territoriale e paesaggistica ricca di scrigni preziosi (oltre 300 i siti storici protetti), costruita e custodita nei secoli e che ha generato un senso di appartenenza e di protezione raro per un’area produttiva di un comparto economicamente rilevante, che da sempre investe per conservare e tramandare questa eredità. Viticoltori custodi dell’ambiente, ma insieme custodi del patrimonio collettivo di beni culturali”.
Un ulteriore momento di approfondimento culturale sarà dedicato al “Chianti Classico 2000”, progetto che ha segnato una tappa fondamentale nel percorso evolutivo della denominazione. Il progetto, nato dall’esigenza di rispondere al bisogno di rinnovamento della viticoltura nell’area del Chianti Classico, ma al tempo stesso con la finalità di preservare e proteggere ambiente e territorio, ha finito per rappresentare una pietra miliare nella storia della ricerca scientifica vitivinicola europea. Ha avuto una durata di 16 anni suddivisi in tre cicli, durante i quali si è provveduto alle verifiche e ai controlli sul campo e successivamente alla raccolta ed elaborazione dei dati per giungere, infine, alla pubblicazione e divulgazione dei risultati. Il seminario, che vedrà la presenza di Carlo Ferrini, tra i massimi enologi italiani, che ha partecipato alla stesura e all’avvio del progetto, sarà moderato da Daniele Cernilli, giornalista e “Ambassador ad honorem” del Chianti Classico, e sarà “una rilettura critica di quell’esperienza, mettendone in luce l’eredità che ha lasciato e sottolineando come il Chianti Classico abbia saputo costruire la propria identità contemporanea attraverso quel progetto. Oggi quei “nuovi” cloni frutto di quella ricerca costituiscono la migliore espressione di una viticoltura di qualità capace di esprimere territorialità ma altresì di difendersi e resistere al cambiamento climatico”.
Poi, sempre a Firenze, il 18 febbraio, al Palazzo degli Affari, toccherà all’Anteprima de “L’Altra Toscana”, guidata da Francesco Mazzei (con 11 Dop e 1 Ipg tutelate da 8 consorzi che valgono quasi il 40% dell’intera produzione vitivinicola toscana), mentre il 19 febbraio, alla Fortezza da Basso, saranno protagoniste Chianti e Morellino di Scansano con “Chianti Lovers & Rosso Morellino”, mentre la chiusura sarà il 20 febbraio, con il Valdarno di Sopra Day, il 20 febbraio, all’Anfiteatro del Borro a San Giustino Valdarno.

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