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TURISMO ENOGASTRONOMICO

Cresce il numero degli agriturismi in Italia: degustazione e ristorazione al centro del core-business

Il report by Istat riferito al 2024: 26.360 strutture (+0,9% sul 2023), metà sono agri-ristoranti. Nei comuni in “Top 10” spicca la vocazione vinicola
AGRITURISMO, DEGUSTAZIONE, ISTAT, RISTORAZIONE, TURISMO ENOGASTRONOMICO, Non Solo Vino
Il wine & food è un pilastro dell’offerta agrituristica italiana

La primavera è in arrivo e il turismo, quello dei grandi numeri, è pronto a ripartire, compreso quello in campagna che rimane tra i preferiti in vista del periodo pasquale (e non solo) grazie ad un’offerta, quella proposta dagli agriturismi, sempre più nel segno della diversificazione, come dimostra il successo delle fattorie didattiche, e dove elementi come il vino, la ristorazione e la degustazione sono dei pilastri sempre più solidi. Secondo lo studio “Le aziende agrituristiche in Italia - Anno 2024” pubblicato dall’Istat, nel 2024 le aziende agrituristiche erano 26.360 (+0,9% sul 2023 pari a 231 unità in più), una crescita che si fa più sostenuta nel Mezzogiorno (+2,5%) e, ancora di più, nelle Isole (+6,1%). Sale ancora anche il valore economico del settore: +3,3% sul 2023, pari a 1,9 miliardi di euro, registrando, però, l’incremento annuo più contenuto dal 2020 considerato che, negli ultimi 10 anni, il valore economico è, infatti, cresciuto a un tasso medio annuo del 5,3%.
Il wine & food ha un ruolo di primo piano: secondo quanto riporta l’Istat, le aziende agrituristiche autorizzate all’attività di degustazione sono 6.750 (il 44,7% si trova nel Centro) e, nel 2024, gli agriturismi che offrono servizi di ristorazione (agri-ristoranti) sono poco più di 13.000, circa il 50% del totale, registrando un leggero aumento sul 2023 (+0,5%) La crescita più significativa si osserva, ancora una volta, nelle Isole (+3,2%), anche se il 29,5% degli agri-ristoranti si trova nel Centro, il 24,1% nel Nord-Est, il 19,7% nel Sud, il 17,5% nel Nord-Ovest e il 9,2% nelle Isole. Le regioni nelle quali è maggiormente presente questo tipo di strutture sono la Toscana (16,7%), la Lombardia (8,2%) e il Veneto (7,1%).
Il peso dell’enoturismo lo si nota guardando i nomi dei 10 comuni con 100 o più strutture, territori che occupano solo lo 0,85% della superficie nazionale, ma che ospitano 1.418 aziende, pari al 5,4% del totale delle strutture agrituristiche, con una densità di 54,9 aziende per 100 chilometri quadrati. La maggior parte di questi hanno un forte legame, produttivo e storico con il vino, un prodotto che contribuisce al successo dell’economia locale: a partire dall’Alto Adige con Appiano sulla Strada del Vino, Caldaro sulla Strada del Vino e Castelrotto, tutti e tre in provincia di Bolzano; e poi Cortona, terra di Syrah con la sua Doc, e Manciano, nel cuore della Maremma Toscana, terra di Morellino di Scansano e di altri pregiati vini (c’è anche il capoluogo di provincia, Grosseto, in Top 10”); ma un’altra conferma arriva, sempre dalla Toscana, e da Montalcino, una delle culle mondiali del vino rosso con il suo Brunello, ma anche da Montepulciano, patria del Vino Nobile, la prima Docg d’Italia, e dalla “perla bianca” enoica di San Gimignano, prima Doc nel Belpaese, con la sua Vernaccia che cresce nei vigneti dominati dalle celeberrime torri. Il Sud Italia è rappresentato da Noto, che ha una sua Doc ed è un importante zona produttiva e turistica, aspetti che vanno sempre più a braccetto in Sicilia.
Anche nel 2024, la Toscana, con il 22,2% delle aziende agrituristiche a livello nazionale, si è confermata al primo posto nella graduatoria regionale, seguita dalla Provincia autonoma di Bolzano/Bozen (13%). In questi due territori si concentra oltre un terzo del totale delle strutture presenti nel Paese. Tra le altre regioni dotate di una quota rilevante di strutture spiccano Lombardia (6,5%), Veneto (6,4%), Piemonte (5,6%), Umbria (5,1%) e Lazio (5%). Tutte le altre regioni e la Provincia Autonoma di Trento presentano una quota inferiore al 5%. I tassi di crescita del numero di aziende agrituristiche evidenziano un maggiore dinamismo del Mezzogiorno che, rispetto al 2023, registra una crescita del 2,5%, mentre nel Nord e nel Centro la crescita è stata dello 0,5%. Nel Mezzogiorno crescono significativamente le due Isole (+6,1%), e in particolare la Sicilia (+8,9%), mentre la Sardegna cresce del 2,6%. L’incremento della dotazione di strutture agrituristiche viene segnalato anche in Basilicata (+3,3%), Campania (+2,2%) e Piemonte (+2%), numeri in crescita dell’1,6% in Veneto e dell’1,1% in Toscana e Umbria. A diminuire significativamente sono le aziende della Valle d’Aosta (-8,9%), in flessione anche quelle della Calabria (-2,1%), del Lazio (-1,8%) e della Lombardia (-1,1%). Nel complesso, viene rilevato un aumento dell’interesse imprenditoriale per l’agriturismo nelle Isole e in alcune regioni del Sud, una possibile “saturazione” nei territori a più antica vocazione agrituristica, come Toscana, Umbria e Provincia Autonoma di Bolzano/Bozen e una leggera flessione in alcune regioni del Nord e del Centro, in particolare in Lombardia e nel Lazio.
A crescere è l’offerta di ristorazione e alloggio soprattutto nelle Isole e nel Centro Italia. Le aziende agrituristiche che offrono alloggio sono poco più di 21.440 (81,4% del totale). Tra queste, il 39,8% si trova nel Centro, il 26,6% nel Nord-Est, il 13,3% nel Sud, il 12,5% nel Nord-Ovest e il 7,8% nelle Isole. Rispetto al 2023, le strutture con alloggio aumentano dell’1,4%. Il rialzo maggiore è nelle Isole (+6,5%), seguite dal Nord-Est (+1,5%) e dal Sud (+1,1%). Analogamente allo scorso anno, la Toscana si conferma la regione con il maggior numero di agriturismi con alloggio (24,6% del totale nazionale), seguita dalla Provincia Autonoma di Bolzano/Bozen (13,7%) e dall’Umbria (6%).
Detto degli agri-ristoranti, le aziende agrituristiche autorizzate all’attività di degustazione sono 6.750 e il 44,7% si trova nel Centro, mentre le strutture che offrono soltanto degustazione sono 153. Le aziende agrituristiche che combinano alloggio e ristorazione sono poco più di 9.600 e rappresentano il 36,4% del totale delle strutture, il 73,4% delle aziende con alloggio e il 44,8% degli agri-ristoranti. Il 20% di queste aziende si trova in Toscana, seguono, a grande distanza, Campania, Piemonte, Puglia e Sicilia, ciascuna con una quota di poco superiore al 6% del totale nazionale.
Le aziende che associano all’alloggio anche la degustazione sono 5.473, poco meno del 18% del totale e rappresentano il 25,5% delle strutture con alloggio e oltre l’81% di quelle autorizzate alla degustazione. Il 45,4% di queste aziende è ospitato nel Centro (il 28,9% in Toscana), il 18,4% nel Sud (il 7,4% in Puglia), il 15,1% nel Nord-Ovest (l’11,2% in Piemonte), il 13,5% nelle Isole (l’11,9% in Sicilia) e il 7,5% nel Nord-Est (il 3,8% nella Provincia Autonoma di Bolzano/Bozen).
Sono, invece, 4.683 le aziende agrituristiche che combinano degustazione e ristorazione e incidono per il 17,7% sul totale delle aziende, il 35% di quelle autorizzate alla ristorazione e il 69,4% di quelle autorizzate alla degustazione. Anche per questo tipo di offerta al primo posto si collocano le aziende del Centro (43,8%) e, a livello regionale, la Toscana accoglie il 25,9% di queste strutture. Seguono il Sud con il 21,8% (8,6% in Puglia), il Nord-Ovest con il 17,5% (13% in Piemonte), le Isole con il 10,7% (l’8,6% in Sicilia) e il Nord-Est con il 6,2% (2% circa in Veneto).
Rispetto al 2023, la crescita maggiore riguarda l’abbinamento alloggio-degustazione (+4,3% delle aziende che offrono questi servizi), seguito dalla combinazione degustazione e ristorazione (+2%) e da alloggio-ristorazione (+1,4%). Anche in questo caso, la crescita maggiore per le tre combinazioni si ha nelle Isole, con un incremento dell’abbinamento alloggio-degustazione del 9,8%, degustazione-ristorazione del 7,7% e alloggio-ristorazione del 3,9%.
Pur restando l’alloggio, la degustazione e la ristorazione il core business delle aziende agrituristiche, anche nel 2024 i servizi complementari confermano la loro importanza nell’articolazione dell’offerta agrituristica. Basti pensare che 13.265 aziende, il 50,3% del totale, offrono almeno un servizio aggiuntivo tra equitazione, escursioni, osservazioni naturalistiche, trekking, mountain bike, fattorie didattiche, corsi vari, attività sportive o di altro genere. Il 74,3% delle strutture è autorizzato a svolgere anche servizi vari; circa un quarto può offrire escursioni e servizi per le attività sportive, il 17,6% è anche fattoria didattica e poco meno del 15% può svolgere corsi vari. Una quota compresa tra l’11% e il 14% può svolgere osservazione naturalistica, trekking, mountain bike ed equitazione. Rispetto al 2023, le fattorie didattiche crescono del 12,2%, l’equitazione del 9%, le osservazioni naturalistiche dell’8,9%, il trekking dell’8%, la mountain bike del 7%, i corsi vari del 5,4%, le escursioni del 5,2% e i servizi vari del 3,9%. Anche per il 2024 si conferma la diversificazione territoriale dell’offerta. Nel Nord prevalgono le aziende con fattorie didattiche e quelle attrezzate per attività sportive, con quote rispettivamente del 52,5% e del 38,1% sul totale nazionale. Nel Centro sono presenti in misura maggiore le attività sportive (23%) e le escursioni (22,2%), mentre il Mezzogiorno si caratterizza per la presenza di aziende che organizzano attività sportive (38,8%), escursioni (41,7%), osservazioni naturalistiche (51,2%) e trekking (42,6%).
Il ruolo crescente delle fattorie didattiche lo dimostrano i numeri: sono 2.340 in tutto, pari all’8,9% del totale delle strutture e al 17,6% delle aziende che offrono almeno uno dei nove servizi complementari. Il 52,5% di queste attività è localizzato nel Nord (di cui il 26,5% nel Nord-Est), il 25,3% nel Centro, il 13,5% nel Sud e l’8,7% nelle Isole. Considerando la dotazione di agriturismi nelle diverse aree, le fattorie didattiche incidono per circa un quarto nel Nord-Ovest, nel Nord-Est e nel Centro, il 15,3% nel Sud e il 14,3% nelle Isole: rispetto al 2023, il numero delle strutture cresce del 12,2%, e Nord-Est e Centro mostrano gli aumenti più marcati, rispettivamente +29,8% e +19,3%; il Mezzogiorno registra incrementi più contenuti (+5% nel Sud e +6,8% nelle Isole). Il Nord-Ovest rappresenta l’unica area in flessione (-2,3%), anche se nel 2023 era la macroarea con il maggior numero di fattorie didattiche (610). Un fenomeno che interessa sempre di più il territorio: nel 2024 i comuni che hanno ospitato almeno una fattoria didattica sono 1.574, poco meno del 20% dei comuni italiani e il 31,3% dei comuni con almeno un agriturismo. Circa il 39% delle aziende agrituristiche con fattorie didattiche è gestito da donne, una quota superiore di circa cinque punti percentuali del complesso dei conduttori. L’età media dei conduttori agrituristici è poco superiore a 56 anni, mentre scende a 54 anni nelle aziende con fattoria didattica ed a 53 anni quando la conduzione è femminile.
Rispetto al 2010 si registra un forte incremento delle aziende agrituristiche con fattorie didattiche (+220%), di quelle attrezzate per l’osservazione naturalistica (+141%) e per l’escursionismo (+11,2%). Sempre guardando al 2010, diminuisce, invece, l’offerta di servizi di mountain bike (-36%), trekking (-7.7%) ed equitazione (-7.6%).

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