02-Planeta_manchette_175x100
Consorzio Collio 2026 (175x100)
MERCATI

Frena l’import di vino del Regno Unito nel 2025: -4,6% in valore e -6% in volume

L’analisi di Del Rey Awm: il giro di affari è stato di 3,7 miliardi di sterline. Italia in calo, tiene la Francia, ma a prezzi medi più bassi

In un mercato del vino che ha visto scendere i principali player, dai tre esportatori “big” come Italia, Francia e Spagna, alle piazze di approdo-simbolo, come Stati Uniti e Cina, anche il Regno Unito, uno dei mercati principali (è il primo per l’agroalimentare europeo, ndr) ha ridotto considerevolmente le proprie importazioni di vino. Secondo i dati dell’Hm Revenue & Customs Service, l’autorità fiscale, dei pagamenti e doganale del Regno Unito, analizzati da Del Rey Analysts of Wine Market (Awm) e riportati da WineNews, nel 2025 i volumi sono diminuiti del -6%, raggiungendo 1,19 miliardi di litri, mentre il valore è calato del -4,6%, attestandosi a 3,7 miliardi di sterline, mentre il prezzo medio al litro è aumentato del +1,4%, arrivando a 3,14 sterline.
L’Italia resta il principale esportatore in volume a 298,3 milioni di litri (-2% sul 2024), ma con un prezzo medio che è sceso del -2,4% a 3 sterline al litro, ed i valori in calo, tanto per gli spumanti che per i vini fermi. Le bollicine italiane, nel Regno Unito, per quanto riguarda l’export, generano più valore dei vini fermi
: 440 milioni di sterline per gli spumanti e 431 milioni di sterline per i vini fermi imbottigliati, con il totale delle due categorie che somma oltre 870 milioni di sterline.
A livello generale, secondo Del Rey Analysts of Wine Market, il calo di acquisti di vino può essere attribuito alle modifiche del sistema fiscale per le bevande alcoliche nel Regno Unito, unitamente all’evoluzione delle tendenze di consumo. Un trend che, però, non si è riflesso uniformemente in tutti i principali fornitori. Tra i top 15 esportatori di vino verso il mercato britannico, solo Francia, Nuova Zelanda e, in misura minore, Portogallo hanno registrato una crescita del volume delle vendite nel 2025 sul 2024. Nonostante il calo generale pari al -6% del volume di vino importato sul mercato, la Francia, infatti, ha incrementato le sue esportazioni verso il Regno Unito del +3%, raggiungendo i 180 milioni di litri. La Nuova Zelanda ha registrato un aumento significativo del +14,1%, con esportazioni totali pari a 86 milioni di litri, mentre il Portogallo ha visto un modesto incremento del +1,9%, arrivando a 26 milioni di litri. Al contrario, tutti gli altri principali fornitori di vino hanno registrato un calo delle vendite verso il Regno Unito, con tassi di crescita negativi che vanno dal -1,7% per Romania e Grecia, al -2%, appunto, per l’Italia, fino a diminuzioni più marcate come il -13,6% per l’Australia, il -12,7% per il Cile e il -19,1% per il Sudafrica. La Spagna, quarto fornitore per importanza, ha ridotto le sue esportazioni del -9,8% nel 2025.
Il difficile contesto di mercato, caratterizzato da cambiamenti nei consumi di vino, difficoltà economiche e importanti modifiche legislative in materia di tassazione degli alcolici, secondo il report, ha inciso sulle performance di vendita. La crescita delle vendite in volume registrata da Francia e Nuova Zelanda potrebbe essere collegata agli adeguamenti dei loro prezzi medi. Anche se, nel caso della Nuova Zelanda, questo potrebbe anche essere associato alla riduzione delle vendite dall’Australia, poiché parte del vino neozelandese veniva precedentemente riesportato dall’Australia nel Regno Unito. La diminuzione dei prezzi dei vini francesi e neozelandesi può comunque aver dato la spinta all’aumento degli acquisti del Regno Unito nel 2025, un anno in cui la Francia ha ridotto del -4,7% il prezzo medio al litro (pari a 7,74 sterline), ma che rimane, comunque, superiore alla media di mercato. In Nuova Zelanda si è registrata una riduzione ancora più marcata, con prezzi in calo del -12,5% a 2,88 sterline al litro. Tuttavia, ogni riduzione di prezzo non garantisce un corrispondente aumento dei volumi di vendita. Strategie simili si sono rivelate meno efficaci, ad esempio, per i vini provenienti da Cile, Argentina e Germania, dove le vendite non sono migliorate. Australia e Spagna hanno addirittura aumentato i loro prezzi medi nel 2025 e ciò ha coinciso con una diminuzione dei volumi di vendita.
La Francia è rinomata per l’esportazione di spumanti di alta qualità, soprattutto Champagne, sul mercato britannico. Questi vini spuntano un prezzo medio elevato a 18,52 sterline al litro e, nonostante un volume di esportazione relativamente modesto a 27 milioni di litri, la Francia realizza un fatturato considerevole, che si avvicina ai 493 milioni di sterline. Al contrario, spiega l’analisi, l’Italia si conferma il principale fornitore di spumanti del Regno Unito, principalmente Prosecco, venduto, però, a un prezzo medio inferiore, 3,56 sterline al litro. Il volume di esportazione italiano è considerevole, con 124 milioni di litri spediti, oltre quattro volte quello della Francia, ma si traduce in un fatturato di 440 milioni di sterline, quasi pari a quello francese. La Spagna, terza in classifica tra i fornitori di spumanti del Regno Unito, offre vini, Cava in primis, a un prezzo medio di 3,59 sterline al litro, simile a quello italiano. Tuttavia, le vendite della Spagna sono molto inferiori, ovvero 14 milioni di litri, per un fatturato di 49 milioni di sterline, circa un decimo degli introiti della Francia. La Francia genera ingenti ricavi vendendo vini spumanti costosi in quantità limitate, l’Italia ha un fatturato simile, ma con volumi molto maggiori, mentre la Spagna rimane distante da entrambe in termini di prezzo e popolarità.
Nel 2025, il mercato britannico dei vini spumanti ha registrato cambiamenti significativi. La Francia ha ridotto il prezzo medio delle sue bollicine di oltre una sterlina al litro (-5,2%) e ciò ha portato ad un aumento del volume delle vendite di oltre 1,3 milioni di litri (+5,2%). La combinazione di un maggior numero di bottiglie vendute a prezzi inferiori ha determinato una stabilità dei ricavi, con una lieve flessione dello 0,2%. Anche l’Italia ha registrato una diminuzione dei prezzi medi, seppur più moderata, pari al -4,1%. A differenza della Francia, questa riduzione di prezzo non ha comportato un aumento delle vendite, con volumi di spedizione in leggero calo dello -0,7%, attestandosi intorno ai 124 milioni di litri. La conseguenza di prezzi più bassi e vendite pressoché invariate è stata una riduzione dei ricavi, diminuiti del -4,8%, corrispondente a una diminuzione di 22 milioni di litri nell’arco dell’anno. La Spagna ha adottato un approccio decisamente diverso, aumentando i prezzi medi del +11% per riposizionare i suoi spumanti sul mercato. Questa strategia ha comportato un calo dei volumi di vendita maggiore rispetto all’Italia (-4,4%), ma la Spagna è riuscita ad incrementare i ricavi del +6,4%, per un totale di quasi 3 milioni di sterline. Il riposizionamento sembra, in questo caso, aver dato i suoi frutti.
Come per gli spumanti, il mercato britannico dei vini fermi in bottiglia è dominato da Francia, Italia e Spagna, che insieme rappresentano il 70,6% del valore totale ed i due terzi del volume nel 2025. Anche in questo caso le esportazioni francesi spuntano prezzi significativamente più alti, con una media di 5,91 sterline al litro, più del doppio del prezzo dei vini italiani (2,80 sterline) e spagnoli (2,93 sterline). Sebbene l’Italia sia leader nelle vendite di vini fermi (non spumanti) in bottiglia, con 153 milioni di litri esportati rispetto ai 149 milioni della Francia, il prezzo più elevato dei vini francesi garantisce che i ricavi della Francia superino di gran lunga quelli dei suoi concorrenti. Nel 2025, le esportazioni francesi di vini fermi in bottiglia hanno generato 879 milioni di sterline, più del doppio dei 431 milioni di sterline dell’Italia. La Spagna, invece, è rimasta indietro sia in termini di volume che di valore, con vendite pari a 85 milioni di litri.
Secondo Del Rey Analysts of Wine Market, l’evoluzione dei principali fornitori di vino nel Regno Unito fino al 2025 evidenzia condizioni di mercato difficili, con le riduzioni di prezzo che hanno giocato un ruolo di primo piano. La Francia ha registrato il calo più marcato dei prezzi medi dei vini imbottigliati non spumanti, con una diminuzione del -6,2%. Una riduzione di prezzo che ha stimolato una crescita del +3,9% del volume delle vendite, con un conseguente lieve calo dei ricavi complessivi (-2,6%). La riduzione di prezzo in Italia è stata invece più modesta (-1,5%), ma non ha impedito un calo del -2,3% del volume delle vendite e del -3,7% dei ricavi. La Spagna, che ha mostrato la variazione minore dei prezzi medi, con una riduzione di appena l’1%, ed ha avuto un calo del -7,3% dei volumi di spedizione rispetto ai suoi principali concorrenti.
Del Rey Analysts of Wine Market fa un confronto tra le performance dei tre principali fornitori nelle vendite di vino imbottigliato, spumante e non spumante, nel mercato britannico nel 2025. Da cui emerge che “la Spagna sembra mantenere i prezzi a rischio di perdere quote di mercato, il che potrebbe essere il risultato di una strategia di riposizionamento deliberata - particolarmente evidente nella categoria degli spumanti - o di una mancata reazione alle difficili condizioni di mercato o forse di entrambe le cose. Le riduzioni di prezzo attuate dalla Francia sono più marcate rispetto a quelle implementate dall’Italia. Ciò potrebbe essere dovuto a due elementi principali: una strategia definita per affrontare i periodi più difficili del mercato, ma anche una naturale conseguenza di un certo grado di sovrabbondanza nell’industria vinicola francese, nonostante i raccolti piuttosto scarsi degli ultimi due anni e i sussidi per la distillazione. In entrambi i casi - spumanti e non spumanti - la forte riduzione dei prezzi del vino francese ha portato a un aumento delle vendite in volume, a differenza delle riduzioni più consistenti attuate dai principali concorrenti. La combinazione di prezzi più bassi ma maggiori volumi di vendita ha comportato un impatto limitato sui ricavi in entrambe le categorie per le vendite in Francia”.

Copyright © 2000/2026


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2026