Addio all’immagine tradizionale della famiglia riunita nei campi: l’agricoltura italiana è sempre più un settore professionalizzato, orientato al mercato e sostenuto da innovazione tecnologica e lavoro salariato. È la fotografia, scattata dall’Istat, nel Focus “Struttura produttiva, pratiche gestionali e forza lavoro delle aziende agricole”, che evidenzia come nel 2023 le aziende agricole attive in Italia sono 1.130.358, un dato sostanzialmente stabile rispetto alle 1.133.023 registrate nel 2020, ma inferiore del 30,3% sul 2010.
Nello stesso periodo la Superficie Agricola Utilizzata (Sau) è scesa a 12,3 milioni di ettari (-1,9% sul 2020 e -4,4% sul 2010), mentre la forza lavoro si è ridotta del -35,6%, attestandosi a 2,49 milioni di persone (erano 3,87 milioni nel 2010).
Il cambiamento più profondo riguarda la composizione dell’occupazione. Tra il 2010 e il 2023 i lavoratori familiari sono diminuiti del -75,3%, passando dal 33,9% del totale al 13,0%, mentre i non familiari rappresentano il 41,7% della forza lavoro nel 2023 (contro il 24,2% nel 2010). Cresce anche il peso dei lavoratori stranieri, che raggiungono il 14,5% degli occupati nel 2023 (contro il 6,2% nel 2010), con una quota che nel Nord-Est sale al 24,5% (contro il 13,0% nel 2010). Parallelamente, nel 2023 aumenta il ruolo dei capi azienda, che costituiscono il 45,3% degli addetti contro il 41,9% nel 2010.
Le aziende agricole risultano mediamente più strutturate sul passato. La dimensione media aziendale è passata da 7,9 ettari di Sau nel 2010 a 10,9 nel 2023, con differenze territoriali marcate: il Nord-Ovest registra la media più elevata con 15,9 ettari per azienda, mentre il Sud si ferma a 7,3 ettari, anche a causa di una crescita contenuta rispetto al 2010 (solo 2,2 ettari medi per azienda in più).
Continua, inoltre, il progressivo abbandono della proprietà diretta dei terreni: le aziende che coltivano esclusivamente superfici di proprietà sono scese dal 73,3% al 48,8%, mentre cresce il ricorso ad affitto e altre forme di utilizzo fondiario. Cambiano anche le scelte produttive. I seminativi aumentano il proprio peso sul totale della superficie agricola utilizzata, passando dal 54,7% nel 2010 al 57,1% nel 2023, mentre prati e pascoli arretrano dal 26,8% al 24%. Sale inoltre la diversificazione colturale: le aziende con più di tre coltivazioni rappresentano il 17,9% del totale, contro il 16,2% del 2020. Sul fronte delle attività economiche, nel 2023, l’81,5% delle aziende dichiara ricavi derivanti dall’attività agricola, dalle attività connesse o dai sussidi, una quota in crescita rispetto al 73,9% rilevato nel 2010. Le aziende che svolgono almeno un’attività complementare alla produzione primaria sono il 6% del totale. Tra queste, l’agriturismo si conferma l’attività più remunerativa, indicata dal 35,6% delle aziende interessate, seguito dal contoterzismo con mezzi propri dell’azienda all’11,9% (l’attività con cui un’azienda agricola utilizza i propri macchinari e attrezzature per svolgere lavori agricoli per conto di altre aziende, ricevendo un compenso, ndr) e dalla produzione di energia solare (9,0%).
La modernizzazione procede a ritmo sostenuto. Le aziende informatizzate sono passate dal 3,8% del 2010 al 18,5% del 2023, con punte del 42,4% nel Nord-Est e del 38,9% nel Nord-Ovest, mentre il Sud resta fermo al 6,7%, evidenziando un forte divario territoriale. Cresce anche il livello di istruzione dei capi azienda: la quota di chi possiede un diploma quinquennale o una laurea sale dal 24% al 36,4%, mentre i titoli di studio agrari passano dal 4,2% all’11,3%. Restano però alcune criticità strutturali. La presenza di giovani sotto i 40 anni alla guida delle aziende agricole si mantiene molto contenuta, pari al 7,9%, in lieve calo rispetto all’8,4% del 2010. Si riducono inoltre le superfici effettivamente irrigate rispetto a quelle potenzialmente irrigabili, dal 64,5% al 61,3%, mentre prosegue la contrazione della superficie agricola complessiva.
Il quadro delineato dall’Istat racconta così un’agricoltura meno numerosa e meno familiare, ma più diversificata, più orientata al mercato e sempre più tecnologica.
Copyright © 2000/2026
Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit
Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2026



























































































































































































