02-Planeta_manchette_175x100
Consorzio Collio 2026 (175x100)
ATTUALITÀ

Dal vino alle mele, dal mais al cuneo salino: il clima riscrive l’agroalimentare italiano

Il monitoraggio di Legacoop Agroalimentare. Il presidente Cristian Maretti: “il sistema regge grazie agli investimenti fatti negli anni scorsi”

Il clima “riscrive” l’agroalimentare italiano. Un’estate segnata da temperature estreme, grandinate diffuse e una siccità che non risparmia quasi nessun comparto. Questo è il quadro, e che, purtroppo, non è una novità alla luce anche degli allarmi lanciati nei giorni scorsi dal comparto agricolo, che fotografa anche la ricognizione condotta anche da Legacoop Agroalimentare, tra le cooperative associate, e che desta preoccupazioni in ottica futura.
Un monitoraggio che restituisce l’immagine di un sistema produttivo messo sotto pressione dal cambiamento climatico. “È un sistema - ha sottolineato il presidente Legacoop Agroalimentare, Cristian Maretti - che regge grazie agli investimenti fatti negli anni scorsi e ad una primavera che, per una volta, ha giocato a favore delle imprese: i risultati sarebbero stati molto più negativi. Se, però, guardiamo al futuro non possiamo pensare che vada sempre così, e, quindi, bisogna agire strutturalmente”.
A complicare ulteriormente il quadro, spiega Legacoop Agroalimentare, “c’è il problema del cuneo salino, che, in alcune aree, risale per decine di chilometri lungo i corsi d’acqua rendendo di fatto impossibile l’irrigazione: un fenomeno che interessa in particolare il Po, ma che si registra anche in Puglia, e che rischia di compromettere ulteriormente la disponibilità di risorse idriche proprio nei territori già più esposti alla siccità”.
Se non si interviene, ha aggiunto Maretti, a rischio c’è la sicurezza alimentare: “dai dati estremi in termini di temperatura, incendi, grandinate e tornado che registriamo a livello europeo deve partire un’analisi dettagliata, basata su modelli che ci proiettino fino al 2100, per poter costruire una pianificazione di interventi infrastrutturali in grado di mettere in sicurezza la capacità produttiva del settore agricolo. È un ragionamento di sicurezza alimentare continentale”. Secondo il presidente Legacoop Agroalimentare, “questo piano deve mettere al centro la cooperazione, perché nessuna impresa agricola da sola può resistere all’immenso cambiamento che ci aspetta. Serve una cooperazione rafforzata tra le regioni italiane, per non sprecare le risorse idriche e le risorse economiche disponibili, e una cooperazione rafforzata tra i Paesi europei, per omogeneizzare gli strumenti di intervento e renderli complementari alle misure della Ue”. Ed ancora, “serve una cooperazione tra le imprese agricole e le cooperative, che spesso condividono gli stessi problemi ma che potrebbero investire congiuntamente su strumenti di livello superiore in termini di ricerca e innovazione, per sviluppare nuove varietà più resistenti e infrastrutture tecnologiche su scala più ampia”.
Riguardo al quadro evidenziato da una indagine interna alla cooperative di Legacoop Agroalimentare, “nel settore vitivinicolo - spiega Legacoop Agroalimentare - è in corso una vendemmia anticipata come mai visto prima. Le riduzioni di produzione registrate quest’anno sono legate più alle diffuse grandinate che hanno colpito il territorio che alla siccità in sé”.
Nel comparto orticolo e frutticolo, invece, “si registra una riduzione produttiva, con calibri dei frutti più piccoli e, nei casi in cui manca la copertura delle reti antigrandine, danni da scottatura legati alle alte temperature.
Anche territori tradizionalmente meno esposti, come il Trentino, non sono stati risparmiati: le scottature causate dal caldo costringono a destinare parte del prodotto all’industria di trasformazione, con un pesante deprezzamento del valore del frutto”.
Riguardo al settore zootecnico, Legacoop Agroalimentare aggiunge che “sconta anch’esso un calo della produzione di latte, ma la situazione non è precipitata grazie agli investimenti realizzati negli anni scorsi sul benessere animale - ventilatori e sistemi di doccia per il raffrescamento delle stalle - che hanno evitato un vero e proprio tracollo. Da segnalare inoltre che, grazie a una primavera piovosa, i primi tagli di foraggio sono stati di ottima qualità e quantità, allontanando per ora i timori sulla disponibilità di razione alimentare per gli animali”.
Tra le colture più colpite in assoluto viene citato il mais, “che ormai risulta di fatto impossibile da coltivare in assenza di irrigazione”. Riguardo l’erba medica da disidratare, “dopo un ottimo primo taglio, i tagli successivi e la produzione di erba medica in purezza registrano rese molto scarse, spesso sotto la tonnellata per ettaro a causa della siccità. Sul fronte del seme di erba medica, non è tanto la siccità a preoccupare quanto i picchi di caldo nella fase di allegagione: quest’anno la situazione è leggermente migliore rispetto allo scorso anno, ma le produzioni restano comunque al di sotto delle medie storiche”. Ma a risentire del caldo è anche il comparto delle sementi orticole: “ad oggi è stato raccolto circa il 70% delle specializzate, con danni da grandine sporadici e nella norma, mentre le alte temperature stanno determinando una perdita di quantità soprattutto su cipolle e carote. Il cavolo risulta invece in linea con le previsioni. Restano da raccogliere colture chiave come la cicoria ibrida e il cetriolo, e da verificare i dati sulla qualità del prodotto”.
Situazione delicata anche per l’acquacoltura: Legacoop Agroalimentare ha specificato che “per le vongole non si registrano al momento morie, pur restando critica la situazione della Sacca di Goro. Diverso il quadro per la mitilicoltura in mare aperto, dove la scorsa settimana si è verificata un’importante moria di cozze causata dalle elevate temperature dell’acqua. L’acqua ci mette più tempo a scaldarsi, ma in questa estate si sono raggiunti i 30 gradi centigradi nel Mar Adriatico e i 29° C nel Mar Tirreno e questo non può non avere un impatto sulla fisiologia di lungo termine su tutto il sistema biologico marino”.

Copyright © 2000/2026


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2026

Altri articoli