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“SERRALUNGA DAY” 2026

La vendemmia è iniziata, ma per il Barolo è tempo di presentare anche le nuove annate

A debuttare è la prima Menzione Comunale del Barolo di Serralunga d’Alba 2023, piacevole e profonda, a Fontanafredda. Andrea Farinetti: “cresciamo”

La vendemmia in Langa è iniziata, nei vigneti nelle colline Patrimonio Unesco, che hanno ispirato pagine importanti della letteratura italiana, da Cesare Pavese a Beppe Fenoglio, ma per il Barolo è tempo di presentare anche le nuove annate. A debuttare è la prima Menzione Comunale del Barolo di Serralunga d’Alba 2023, tra le Menzioni Geografiche Aggiuntive (Mga) più prestigiose, con i produttori riuniti nel “Serraluna Day” 2026, all’edizione n. 5 di scena, ieri, al Villaggio Narrante di Fontanafredda, la Tenuta nata una storia d’amore, quella tra il primo Re d’Italia, Vittorio Emanuele II, e Rosa Vercellana, la “bella Rosina” alla quale fu donata, e oggi della famiglia Farinetti, nel cuore delle Langhe (dove, in questi giorni, si trova WineNews, per raccogliere i sentiment di vendemmia, in un video prossimamente online, ndr). Un confronto con critici, addetti ai lavori e media attorno al “Manifesto”, il ritratto dell’annata, e con i produttori di un altro rosso-simbolo italiano, come il Brunello di Montalcino, insieme ai quali, per la prima volta, hanno incontrato anche gli eno-appassionati del “re” dei vini italiani.
“Il “Serralunga Day” è cresciuto insieme alla comunità dei produttori - da Alessandro Rivetto ad Angelo Negro, da Anselma alla Cantina del Nebbiolo, da Cascina Adelaide a Ca’ Rome’, da Damilano a Domenico Clerico, da Ettore Germano a Ferdinando Principiano, da Fontanafredda a Franco Boasso, da Garesio a Giovanni Rosso, da Luigi Baudana a Luigi Vico, da Mauro Veglio a Palladino, da Paolo Manzone a Pico Maccario, da Podere Gagliassi a Tenuta Cucco, da Tenuta Rocca a Villadoria e Vite Colte - e oggi rappresenta un appuntamento capace di raccontare il territorio attraverso i suoi vini, ma anche attraverso le persone e le relazioni che ne costruiscono l’identità - ha sottolineato Andrea Farinetti - l’amicizia con Montalcino e nello specifico del Brunello amplia oggi questo racconto, creando un dialogo tra due territori che, pur nelle loro differenze, condividono una forte identità e una straordinaria capacità di guardare al futuro. Vogliamo continuare a far crescere questo momento di confronto, mettendo in relazione produttori, professionisti, stampa e appassionati e creando occasioni per raccontare il valore e la complessità delle nostre comunità del vino, oltre la singola annata. Per noi è un modo concreto di contribuire alla comunità locale stimolando l’incontro e la cultura del vino attraverso ciò che questo territorio sa fare e la sua capacità di aprirsi a chi, come noi, ha una visione chiara e concreta sul futuro enologico di qualità”.
Dopo l’introduzione dedicata alla storia e alla dimensione etica di Serralunga d’Alba e delle Langhe in memoria di Carlo Petrini, fondatore Slow Food - nata a Bra 40 anni fa, ma che ha mosso i primi passi anche a Montalcino, ndr - affidata a Luca Martinotti, vicepresidente Slow Food Italia, e Paolo Tibaldi, co-autore con Petrini del libro “Vite di Langa”, la degustazione in anteprima dell’annata 2023 alla cieca, guidata dal Master of Wine Gabriele Gorelli, affiancato dal Master of Wine Andrea Lonardi e dalla scrittrice e critica enoica canadese Michaela Morris, ha raccontato un’annata 2023 del Barolo di Serralunga d’Alba che, caratterizzata da un andamento climatico complesso, “restituisce nel calice una freschezza inaspettata, accompagnata da equilibrio e sapidità. La struttura è precisa, sostenuta da una spiccata succosità e da tannini materici e croccanti, mentre il sorso rivela una piacevolezza di beva che non sacrifica profondità e longevità nel tempo. Energia, ritmo, tensione sapida e godibilità definiscono così un millesimo dinamico, capace di esprimere con riconoscibilità la forza e l’identità di Serralunga d’Alba”.
“La quinta edizione del Serralunga Day conferma l’interesse da parte di tutto il comparto di settore (media, trade, pubblico finale) per le Menzioni Comunali del Barolo, in quanto esprimono in modo profondo la territorialità e, allo stesso tempo, ne evidenziano la fruibilità”, ha detto Sergio Germano, presidente Consorzio del Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani.
La masterclass “Il potenziale del tempo: due rette parallele che con il tempo convergono” ha, invece, messo a confronto due delle più importanti espressioni del vino italiano. Quattordici Barolo provenienti dai grandi Cru di Serralunga d’Alba e 14 Brunello di Montalcino - da Argiano a Banfi, da Camigliano a Caprili, da Carpineto a Casanuova delle Cerbaie, da Col d’Orcia a Corte Pavone, da Croce di Mezzo a Ferrero, da La Fortuna a Palazzo, da Podere Brizio a Poggio Antico, da Querce Bettina a Tassi e Uccelliera - hanno attraversato una sequenza di annate fino a spingersi agli Anni Novanta, offrendo ai partecipanti una prospettiva privilegiata sulla capacità dei due vini di evolvere nel tempo. “Un confronto che ha messo in luce, attraverso decenni di storia in bottiglia, differenze e affinità tra due territori lontani geograficamente, ma accomunati da una forte identità, da una cultura produttiva radicata e soprattutto dalla capacità dei loro vini di affrontare il tempo senza perdere riconoscibilità”. La collaborazione tra il Consorzio del Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani e il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, avviata nella precedente edizione e consolidata nel 2026, trova così una nuova dimensione: non soltanto un incontro tra due denominazioni, ma un vero percorso di confronto culturale e produttivo.
Il Portfolio Tasting ha, quindi, riunito in un unico percorso di degustazione i produttori del Barolo del Comune di Serralunga d’Alba e una selezione di produttori di Brunello di Montalcino, aperto quest’anno per la prima volta anche al pubblico degli appassionati, facendo loro incontrare direttamente 400 tra ristoratori e wine lovers. “La presenza congiunta di Barolo e Brunello ha confermato il carattere internazionale del “Serralunga Day” e la volontà dei produttori di costruire occasioni di dialogo capaci di andare oltre i confini delle singole denominazioni”.
Per Giacomo Bartolommei, presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, “tornare a Serralunga significa dare continuità a un confronto stimolante e mettere in relazione esperienze, sensibilità e visioni diverse, accomunate però dalla stessa attenzione per il territorio e per la qualità. Montalcino e le Langhe sono, infatti, due realtà vocate e fortemente identitarie, capaci di costruire nel tempo un patrimonio di valore riconosciuto in tutto il mondo. Ritrovarsi per il secondo anno consecutivo significa trasformare un incontro in un percorso: un’occasione per leggere insieme i cambiamenti in atto e rafforzare la capacità delle grandi denominazioni italiane di raccontarsi sui mercati internazionali con autorevolezza e coerenza”.
Infine, la Charity Dinner “Serralunga meets Montalcino in Magnum”, nella suggestiva cornice del Garden del Lago di Fontanafredda. Nei calici i vini di 25 produttori del Barolo del Comune di Serralunga d’Alba e 17 del Brunello di Montalcino con le magnum dell’annata 2022, accompagnate dai piatti dello stellato Guido Ristorante dello chef Ugo Alciati, dell’Osteria Tre Case e dell’Enoteca Centro Storico in un percorso gastronomico costruito per celebrare le due prestigiose denominazioni italiane. Come da tradizione, la cena ha unito alta cucina e grandi formati a un importante obiettivo di solidarietà: l’intero ricavato della cena sarà, infatti, devoluto all’Accademia della Vigna, progetto locale dedicato alla formazione e alla crescita professionale di chi opera nei vigneti, con l’obiettivo di promuovere lavoro qualificato, autonomia e sostenibilità sociale nel territorio.
Il “Serralunga Day” si conferma, dunque, un momento di riflessione e dialogo che unisce territori, produttori e comunità, dimostrando come il vino possa costruire relazioni e raccontare nel tempo l’identità dei luoghi da cui nasce.

Focus - Il “Manifesto” del Barolo Docg del Comune di Serralunga d’Alba 2023
L’annata 2023 si distingue per un ritmo climatico scandito dall’alternanza tra intense e rischiose piogge primaverili, periodi caldi estivi, e un finale di stagione luminoso e fresco che ha accompagnato una vendemmia classica. Nonostante sia stata un’annata complessa da gestire in vigna, il calice rivela una freschezza inaspettata: le difficoltà climatiche si sciolgono in un’eleganza dove la tensione diventa verve e la materia trova equilibrio e sapidità.
Nel solco identitario di Serralunga d’Alba, la forza del territorio si esprime senza opulenza o muscolarità eccessive. La struttura è precisa, guidata da una spiccata succosità e da tannini materici e croccanti. Il sorso è fluido, piacevole e di grande persistenza.
I profumi sono riservati, dal tocco mediterraneo, e disponibili al concedersi nel tempo. Alle note classiche di rosa, viola e cipria si affiancano freschi sentori agrumati di buccia d’arancia, mandarino e tamarindo, arricchiti da sfumature carnose e di erbe officinali. Un bouquet sfaccettato che racconta la varietà dei microclimi, dei suoli e delle scelte stilistiche di ogni cantina.
I viticoltori hanno risposto alle sfide della stagione con grande sensibilità e abilità. Il Barolo 2023 rivela così un profilo versatile e sofisticato: se per alcune interpretazioni occorre attendere, molti vini si mostrano già spinti da un’energia e da una piacevolezza di beva che non sacrifica la profondità e la longevità nel tempo.
Ecco l’anima di Serralunga 2023: energia, ritmo, tensione sapida e godibilità. Un millesimo dinamico, capace di regalare un’emozione nel presente senza rinunciare alla promessa del futuro.

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