Riportare alla ribalta i vitigni autoctoni, testimoni di storia, cultura e tradizione, è uno degli obiettivi che la viticoltura, negli ultimi anni, sta portando avanti, da Nord a Sud del Belpaese. E proprio con lo scopo di riscoprire e valorizzare i vitigni tradizionali della Campania, nasce il progetto “Radici Autoctone” di Tenuta Fontana, azienda agricola campana della famiglia Fontana che ha i propri vigneti tra l’agro aversano, il Sannio beneventano e l’azienda a Pietrelcina. Il progetto, lanciato in occasione della partenza della vendemmia 2026, riguarda le varietà su cui è costruita la produzione aziendale: e, quindi, il Pallagrello Bianco e Nero, alla base dei vini “Oro Re”, coltivato anche nella Vigna di San Silvestro, all’interno della Reggia di Caserta; e le varietà Sciascinoso, Falanghina e Aglianico, alla base della linea Civico. Tra le produzioni più caratterizzanti quella dell’Asprinio, coltivato con il sistema dell’alberata aversana con le viti maritate a pioppi, vendemmiate a mano fino a nove metri d’altezza, e che sono alla base dei vini Alberata e Civico44, entrambi Asprinio di Aversa Doc, e dello spumante Olmo. Tutta la produzione è certificata biologica e, quindi, in un unico progetto viene riunito il lavoro di recupero varietale su Asprinio, Pallagrello, Sciascinoso, Falanghina e Aglianico.
Elemento di punta di “Radici Autoctone” è la Vigna di San Silvestro della Reggia di Caserta, il palazzo reale voluto da Carlo di Borbone, Re di Napoli e di Sicilia, nel 1750, il cui progetto fu affidato all’architetto Luigi Vanvitelli. La Reggia di Caserta, Patrimonio Unesco, custodisce, da tempo al proprio interno la Vigna, un vigneto di poco più di un ettaro che Tenuta Fontana, oggi condotta dalla quinta generazione della famiglia di Mariapina e Antonio Fontana, ha in concessione dal febbraio 2018, con licenza d’uso del marchio “Vigna di San Silvestro - Reggia di Caserta”. È l’unico vigneto all’interno di un palazzo reale in Italia e le uve coltivate, Pallagrello Bianco e Nero, danno oggi circa 3.000 bottiglie l’anno del vino “Oro Re”, particolarmente ambito dai collezionisti.
“Con “Radici Autoctone” - dichiarano Antonio e Mariapina Fontana - continuiamo un lavoro che la nostra famiglia porta avanti da cinque generazioni: non perdere i vitigni della Campania. Non è un progetto che riguarda solo Tenuta Fontana, ma un patrimonio di tutti”. Ed ancora, “il punto di partenza non è la nostra azienda, ma i vitigni: l’Asprinio, il Pallagrello, le varietà che rischiavano di scomparire. Il nostro compito è farle conoscere ancora. Dal punto di vista produttivo, l’annata 2026 si presenta piuttosto eterogenea. Ci aspettiamo una produzione quantitativamente contenuta ma con uve sane e, nei vigneti meglio equilibrati, con presupposti qualitativi molto interessanti”.
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