Il ricordo vivido di Carlo Petrini, la cui eredità si fa futuro; l’apertura con il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, a testimoniare la vicinanza istituzionale ad un movimento che, nato 40 anni fa in una piccola cittadina piemontese come Bra, ha cambiato il modo in cui il mondo interno, dalla società civile all’industria, alla politica, si approccia ai temi del cibo; la biodiversità alimentare, enogastronomica e culturale, in tutte le sue forme; ed oltre 1.500 delegati da 120 Paesi del mondo, non solo per scoprire prodotti e sapori da ogni angolo del pianeta, ma, soprattutto, per condividere pratiche, conoscenze e riflessioni intorno al cibo, e scriverne il futuro in uno scenario geopolitico, climatico e socioeconomico in profondo mutamento a livello globale: sono questi, in estrema sintesi, gli ingredienti dell’edizione n. 16 di “Terra Madre Salone del Gusto”, il più importante evento mondiale di Slow Food dedicato al cibo buono, pulito e giusto, in programma, promosso con Città di Torino e Regione Piemonte, dal 24 al 27 settembre a Torino, nel cuore della città che fu prima capitale dell’Italia unita. Per quattro giorni all’insegna dei sapori del mondo, del vino, delle comunità del cibo, dei progetti e del futuro del movimento. Con il tema della biodiversità al centro, sintetizzato nel claim “Biodiversity - Be Diversity”, declinato in ogni suo aspetto ambientale, economico, sociale e politico, per rilanciare il messaggio, da sempre caro a Slow Food, della ricchezza, materiale ed immateriale, che si crea quando le diversità uniscono e moltiplicano il loro valore, invece di diventare elementi di divisione. Tra i protagonisti, anche i 600 espositori da tutta Italia del Mercato di Terra Madre Salone del Gusto, un vero e proprio giro d’Italia tra eccellenze e cuoriosità enogastronomiche (dal genepy valdostano all’aglio nero d’Abruzzo, dal farro della Garfagnana al pane ai tre grani calabrese, dalla Malvasia Casalini dell’Emilia Romagna al tarallo al Capocollo di Suino Nero della Puglia).
Tantissimi gli appuntamenti, i laboratori e i momenti di approfondimento. Ad aprire ufficialmente i lavori, come detto, sarà il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, il 24 settembre al Teatro Regio (ore 11), in una giornata che vivrà anche un altro elemento centrale, la conferenza “I semi del futuro”, dedicato alla presentazione dei 18 “Atlanti dell’Arca del Gusto” delle regioni italiane, progetto fortemente voluto da Carlo Petrini, e realizzato da Slow Food Italia e dall’Università di Scienze Gastronomiche, con il supporto del Ministero dell’Agricoltura, di scena alle Gallerie d’Italia (ore 14), alla presenza, tra gli altri, della presidente Slow Food, Barbara Nappini, del Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, del presidente e rettore dell’Università di Pollenzo, Nicola Perullo, e non solo. E ancora, nella stessa giornata, sempre alle Gallerie d’Italia (ore 16:30), sarà di scena anche “Il futuro è già qui” che metterà in dialogo Luciana Castellina, giornalista e storica militante della sinistra italiana, con giovani contadini, pastori e studenti della rete di Slow Food Italia, moderati da Massimo Cirri, la voce di “Caterpillar” su Rai Radio2.
Ma, ancora, alla Slow Food Arena in Piazza Castello (ore 16:30), sarà di scena, invece, “Dopo Carlo. Una visione, molte voci”, la prima Assemblea dei Partecipanti di Slow Food senza Carlo Petrini, occasione per riflettere sull’identità, sulla direzione e sul futuro del movimento, esplorando ciò che rende Slow Food unico e ciò che gli consentirà di rafforzarsi negli anni a venire, con, tra gli altri, Alice Waters, chef, attivista e scrittrice, vicepresidente storica Slow Food, Edward Mukiibi, Marta Messa e Paolo Di Croce, presidente, segretaria e dg Slow Food. Tra gli appuntamenti da segnalare, all’Auditorium Reale Mutua (ore 18), anche la conferenza “Il gusto del potere. Il gusto del cibo”, dove si discuterà delle dinamiche di potere che condizionano i sistemi alimentari, promuovendo sovranità alimentare, giustizia sociale e tutela del territorio, con contributi come quello di Jessica Duncan , sociologa alla Wageningen University, e Raj Patel, ricercatore e docente che studia i sistemi alimentari globali e le disuguaglianze. Ancora, spazio alle eccellenze dalla Regione Piemonte, con la presentazione del marchio collettivo “PiemonteIS”, nello spazio Eccellenza Piemonte (ore 18:30), a Terra Madre, e che proprio dal 24 settembre potrà essere richiesto e, quindi, essere apposto anche sui packaging e le confezioni dei prodotti a denominazione già esistenti (come Dop, Igp, Doc, Docg, Biologico, Sqnpi, Sqnz, Pat e tipicità territoriali) nonché su tutti quei prodotti agroalimentari che ne rispetteranno il regolamento d’uso e i requisiti produttivi, i quali verranno presentati e resi noti.
Il 25 settembre inizia con “Le radici di un’alleanza”, sempre alle Gallerie d’Italia in Piazza San Carlo (ore 10:30), un viaggio che spazia dalla storia delle cucine italiane alle pratiche dei cuochi dell’Alleanza Slow Food. Ad intervenire Massimo Montanari, storico dell’alimentazione e professore emerito dell’Università di Bologna, insieme a Tiziana Favi, cuoca dell’Alleanza Slow Food, Piero Alciati, chef stellato e gestore del ristorante Guido alla Tenuta Fontanafredda, Federica Mignacca, pizzaiola dell’Alleanza Slow Food, e Katia Zanghì, cuoca e docente dell’Istituto alberghiero di Messina. A seguire spazio ad uno dei progetti educativi più importanti del movimento, capace di ricostruire il legame tra persone, comunità e terra: gli “Orti di Slow Food”, con il dibattito dedicato “L’orto come terzo paesaggio”, ancora alle Gallerie d’Italia (ore 12:30). A parlarne Anna Kauber, regista e documentarista, autrice del film “In questo mondo” dedicato alle donne pastore italiane, Roberta Mazzanti, studiosa e critica letteraria, e Rita Tieppo, ex docente e protagonista del progetto. Altro tema sotto i riflettori, in un rapporto tra ambiente rurale ed urbano sempre più compelsso, sarà come “Nutrire le città del futuro: mercati, diritti e donne al centro delle agende politiche”, in un incontro di scena alle ore 13 al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano (ore 13), in cui saranno messe a confronto le politiche urbane del cibo di Milano (con la vicesindaca Anna Scavuzzo), Torino (con la vicesindaca Michela Favaro) e Roma (con l’assessore all’Agricoltura del Comune di Roma, Sabrina Alfonsi). Ma, ancora, si parlerà anche de “La via italiana alle food policy: dalle piazze alle mense”, sempre al Museo Nazionale del Risorgimento (ore 16:30), con le esperienze di città come Torino, Milano, Melpignano, Messina, Livorno, Genova, Roma, Capannori e non solo.
Il 26 settembre, tra i momenti da segnalare, la conferenza “Le ricette come strumenti di apprendimento”, all’Auditorium Reale Mutua (ore 11), ancora con Alice Waters, e con riflessioni sul percorso che ha portato dall’Edible Schoolyard Project ideato dalla chef a Berkeley, in California, nel 1971, al progetto School Supported Agriculture. Ancora, alle Gallerie d’Italia (ore 12:30), ecco “Alle radici del Gusto”, un incontro sul gusto come strumento di conoscenza e dialogo tra culture, per riflettere su educazione alimentare e sovranità alimentare insieme, tra gli altri, Mary Valeriano, vincitrice dell’edizione 2026 del “Concorso letterario nazionale Lingua Madre - Racconti di donne non più straniere in Italia”, Duncan Okech, alumno dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, autore del libro “Tieni il tuo sogno seduto accanto a te”, Fidaa Abuhamdiya, nata nel 1982 a Hebron, cuoca, food blogger, mediatrice culturale, interprete e docente, che ha lavorato anche nel tristellato Le Calandre di Rubano dei fratelli Alajmo, e autrice del ricettario “Pop Palestine Cuisine”, insieme a Silvia Chiarantini, e Piero Ling, cuoco dell’Alleanza Slow Food del Ristorante Zheng Yang di Torino.
Si prosegue con “40Pod”, in Piazza San Carlo (ore 14:30), un racconto corale attraverso le voci dei protagonisti e dei grandi autori della comunità Slow Food che ripercorre idee, battaglie e intuizioni che hanno accompagnato il movimento dalla sua nascita fino a oggi, insieme a Mario Calabresi, giornalista e scrittore, e cofondatore Chora Media, società di produzione di podcast, Barbara Nappini, presidente Slow Food Italia, e Riccardo Gudini, vicedirettore Banca Etica. Si proseguirà, poi, sempre alle Gallerie d’Italia in Piazza San Carlo (ore 15:30), con l’incontro “Design del Gusto”, incentrato su come la visione di Slow Food abbia saputo influenzare nel tempo anche ambiti apparentemente lontani dal cibo: dal design all’architettura fino alla moda, contribuendo a immaginare nuovi equilibri tra estetica, sostenibilità e responsabilità. A dibatterne Fulvio Marino, panificatore e mugnaio piemontese, Dario Casalini, presidente Slow Fiber, Gloria Lucchesi, coordinatrice della Comunità Slow Food della Cassetta di cottura di San Casciano dei Bagni, e Mona Caron, artista conosciuta per i suoi grandi interventi murali dedicati al mondo vegetale.
A seguire, si parlerà di “Un’altra idea di mondo” (ore 16:30), un confronto sulla capacità di Slow Food di proporre non soltanto un’altra idea di cibo, ma una diversa visione della società e del futuro, con gli interventi di Barbara Nappini, presidente Slow Food Italia, l’attore e comico Paolo Hendel e Marco Noferi, scrittore, contadino e attivista Slow Food. Quindi, si partirà per “La Tavola nel Tempo” (ore 17), il viaggio ideato da Coop per raccontare gli intrecci tra il cibo e la storia del nostro Paese (nello spazio Fiorfood Coop, in Galleria San Federico), podcast con scrittori, giornalisti, antropologi e chef come Antonio Pascale, Marino Niola, Chiara Pavan guidati da Chiara Galeazzi, voce di Radio Deejay e autrice. E sarà l’occasione per premiare i tre vincitori del concorso “Storie a tavola” lanciato ad inizio estate, con i migliori racconti, aneddoti sul cibo trasformati in ricette e piatti da assaggiare. A chiudere la giornata sarà l’incontro “Pensa come Mangi”, in auditorium Reale Mutua (ore 18), per comprendere come il sistema agroalimentare sia concentrato nelle mani di poche multinazionali e come le nostre scelte di consumo possano contribuire a costruire un’economia più equa e sostenibile. Con Julian Baggini, filosofo e giornalista, che studia gli aspetti etici e filosofici legati al cibo e alle nostre scelte alimentari, Elisabetta Recine, docente e presidente Consea, che si occupa di sicurezza alimentare, diritto al cibo, sovranità alimentare e agroecologia, ed Eric Schlosser, saggista e regista, che indaga il sistema alimentare industriale e le sue conseguenze sociali ed economiche.
L’ultima giornata, il 27 settembre, tra i momenti più interessanti, vedrà “Slow Food Story”, alle Gallerie d’Italia (ore 12:30), incontro dedicato alla storia dell’associazione attraverso il primo film documentario interamente dedicato a Slow Food, realizzato nel 2013 dallo sceneggiatore e regista Stefano Sardo. Con lui ripercorrono le tappe del movimento Francesco Amato, regista documentarista, Carlo Mazzoleni, presidente Società Valli del Bitto e voce dello Storico Ribelle, Presìdio Slow Food, Galdino Zara, storico attivista e cuoco dell’Alleanza Slow Food, Valentina Gucciardo, animatrice degli “Orti Slow Food”, e Gigi Padovani, giornalista e scrittore torinese autore, tra gli altri, di “Slow Food. Storia di un’utopia possibile” con Carlo Petrini (nel quale anche WineNews ha una citazione, ndr).
Dopo, ecco “La terra e la musica” (ore 14:30), per raccontare, tra parole, suoni e tradizioni popolari, la ricchezza delle culture e il legame profondo tra comunità e territori. Si alternano, Pippo Bessone, autore e voce storica dei Trelilu, l’attore Luca Occelli, l’antropologo ed etnomusicologo Ettore Castagna e Sonia Totaro, vocalist dei progetti musicali di Eugenio Bennato, ricercatrice di musica popolare ed etnomusicologia. Ancora, tra gli eventi di chiusura, ci sarà “Buono, pulito e giusto” (ore 16:30), un invito a continuare a “seminare utopia per raccogliere realtà”, nel segno dell’eredità culturale di Carlo Petrini. Il racconto è affidato a Moni Ovadia, attore, cantante e drammaturgo, punto di riferimento per il teatro yiddish e la musica klezmer in Italia e Lella Costa, attrice e scrittrice, tra le voci più note del teatro di narrazione italiano.
Ma, ovviamente, ci sarà grande spazio anche per il vino, che con Slow Food ha un legame storico e profondo. Nel 1986, infatti, mentre Slow Food nasce a Bra, l’Italia del vino viveva lo scandalo del metanolo, che, nella sua drammaticità, diede slancio al “rinascimento” del settore nella direzione di una qualità che oggi è riconosciuta nel mondo. E “a quarant’anni di distanza, Terra Madre celebra questo anniversario, con grandi masterclass, dedicate ad altrettante cantine che hanno contribuito a scrivere la storia dell’enologia in Italia”, spiega la Chiocciola. Nel Ristorante Arcadia, in Galleria Subalpina, ogni appuntamento del programma “40 anni di Slow Food, 40 anni di grandi vini” proporrà una verticale di almeno cinque annate dell’etichetta più iconica dell’azienda, talvolta arricchita da un vino ospite: si parte il 24 settembre dal Brunello di Montalcino Riserva di Biondi-Santi (ore 11), icona e storia del territorio toscano, e da Ceretto, riferimento mondiale per Barbaresco e Barolo (ore 17); si prosegue il 25 settembre con la Ribolla di Gravner (ore 11) e Fieramonte, Amarone della Valpolicella Classico Riserva di Allegrini (17:30), e si arriva ad altre tre realtà iconiche, il 26 settembre con Ca’ del Bosco, simbolo del Franciacorta (ore 11), Gaja, mito delle Langhe (ore 15), e De Bartoli (ore 17:30) tra i grandi nomi della Sicilia e del Marsala, e ancora, il 27 settembre, con un altro pezzo di storia del Barolo, come Barolo Mascarello (17:30).
Per brindare al passato, al presente e al futuro di Slow Food, nella memoria di Carlo Petrini, con l’obiettivo di rendere ancora più concreta la sua grande eredità morale e filosofica, nel segno del cibo (e del vino) buono, pulito e giusto per tutti.
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