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PER LA GIOIA DEI GOURMET

Tartufo, stagione nel vivo con l’“Asta Mondiale del Bianco d’Alba” e prezzi a 4.000/5.000 euro/kg

Lo dicono i tartufai, a WineNews, tra Langhe, Crete Senesi ed Acqualagna. “Non c’è grande quantità, ma la qualità è ottima”

Con una stagione che non va benissimo in quantità, a causa della forte siccità e della scarsa piovosità registrata quest’anno, ma con la qualità che, invece, è ottima, per la gioia dei gourmet, la stagione di raccolta del tartufo bianco italiano entra nel vivo nelle Langhe, territorio-simbolo del prodotto più pregiato della terra, con prezzi che - dicono i tartufai a WineNews - vanno, da 4.000 a 5.000 euro al kg. E che sono destinati a salire in vista dell’attesa “Asta Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba” n. 27 al Castello di Grinzane Cavour, Patrimonio Unesco (8 novembre, anche in diretta streaming), promossa dall’Enoteca Regionale Piemontese Cavour, con, tra gli altri, Regione Piemonte ed Enit, in collegamento con Hong Kong (con lo chef “10 stelle Michelin” Umberto Bombana con la sua rete di ristoranti in Oriente, a partire dall’8½ Otto e Mezzo Bombana, primo e unico tristellato italiano all’estero), Bangkok, Vienna e con il North Kinangop Catholic Hospital, in Kenya, ma anche con Brasilia, Londra, Macau (con il Don Alfonso 1890 Macau della famiglia Iaccarino nel Palazzo Versace) e Vilnius, per la prima volta, grazie alla partecipazione di tante Ambasciate italiane all’estero, nel segno del collezionismo e della filantropia, che superano confini e fusi orari, per contendersi, sostenendo progetti benefici in tutto il mondo, dall’Istituto Mother’s Choice ad Every Child Is My Child - con una generosità che, ad oggi, ha permesso di raccogliere oltre 7,7 milioni di euro - i lotti più prestigiosi del pregiato tubero, abbinati ai grandi formati di Barolo, Barbaresco, Moscato d’Asti e Asti dei Consorzi del Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani e dell’Asti, accanto ai maxi panettoni Albertengo, con la conduzione di Caterina Balivo e Paolo Vizzari e ospiti come gli attori Edoardo Leo ed Andrea Bosca, Ricky Tognazzi e Simona Izzo, il critico Gianni Canova, il “Poeta del gol” Claudio Sala, la figlia dell’indimenticato “Mondo”, Clara Mondonico, e non solo.
È, invece, l’Alta Langa da ben 10 anni il brindisi ufficiale della “Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba” n. 96 (fino al 6 dicembre), una collaborazione con il Consorzio delle Alte Bollicine Piemontesi nata nel 2017 e cresciuta negli anni attorno ad una convinzione comune: il territorio si valorizza davvero quando le sue eccellenze dialogano, creando nuove occasioni di cultura, conoscenza e condivisione. E che assume un significato ancora più forte nell’anno in cui la Fiera dedica il proprio tema alle “autentiche relazioni”, come il perfetto abbinamento tra il vino ed il cibo di territorio, tra cooking show con grandi chef, da Davide Oldani a Niccolò Palumbo, da Pasquale Laera a Davide Palluda, ed i wine tasting con i prestigiosi vini langaroli.
Da un territorio vocato all’altro, nelle Crete Senesi, la quantità è nella norma, la qualità è alta, e le quotazioni, alla vigilia dell’apertura del mercato del “diamante” della Toscana, vanno da 3.000 euro/kg per le pezzature più piccole ai 5.000 euro/kg per gli esemplari più pregiati. Qui, l’edizione n. 40 della “Mostra Mercato del Tartufo Bianco delle Crete Senesi” a San Giovanni d’Asso, a Montalcino, è di scena, infatti, da domani al 15 novembre, show cooking, degustazioni, incontri culturali e la cerca del tartufo. E con Matteo Temperini, chef del ristorante Campo del Drago al Rosewood Castiglion del Bosco, due stelle Michelin, ed i vini della cantina Castiglion del Bosco che accompagneranno un percorso dedicato alla valorizzazione del pregiato bianco nella tradizionale cena di gala di domani nel Castello di San Giovanni d’Asso, dove quella del 14 novembre sarà firmata, invece, da Domenico Francone, chef del ristorante stellato La Sala dei Grappoli di Castello Banfi, con i vini della storica griffe.
Ad Acqualagna, “patria” del tartufo bianco nelle Marche, come in altri territori vocati del Belpaese, salvo dove le piogge sono state più intense, la stagione di raccolta è scarsa in quantità, le pezzature sono piccole e per questo la qualità, che c’è, emerge con più difficoltà, e le quotazioni vanno da 2.000 euro/kg a 4.000 euro/kg. Fino al 15 novembre anche la “capitale” del tartufo bianco marchigiano celebra il Tuber Magnatum Pico con la “Fiera Internazionale del Tartufo Bianco di Acqualagna” n. 61, tra il mercato, cooking show con Giorgione e con gli chef Danny Horseele e Nicolaï Vanquickelberghe del Ristorante Moscou by Danny Horseele di Ghent, in Belgio, stella Michelin, la sfida tra le Città del Tartufo, cerca del tartufo, ma anche con i premi culturale “Ruscella d’Oro” ed imprenditoriale “Mattei”, ed un “gemellaggio” tra i vini delle Marche ed il Barolo.
Ma, a testimonianza di come il turismo enogastronomico italiano si muova sempre più anche attorno al tartufo, cresce l’interesse per l’esperienza della cerca con i tartufai ed i loro fedeli cani, per poi assaggiarlo in cucina ed in abbinamento ai vini, che sempre piu strutture ricettive propongono agli ospiti, da Il Borro, la Tenuta della famiglia Ferragamo nel cuore del Valdarno in Toscana, a Radici, il ristorante in vigna del Relais Le Marne nelle colline di Langhe e Monferrato, da Castel Monastero immerso tra i vigneti del Chianti Classico, a Uve Rooms & Wine Bar, relais di charme a La Morra, il “balcone delle Langhe”, solo per citare alcuni esempi. E tanto che si moltiplicano anche gli eventi con i quali i territori vantano il pregiato tubero, come Matera che fa da sfondo al racconto del tartufo bianco pregiato di Basilicata, dal 20 al 29 novembre, con la “città dei Sassi” Patrimonio Unesco che ospita “Tesori dalla Terra”, la rassegna enogastronomica tra cooking experience con grandi chef ed i vini del Vulture, “Città Italiana del Vino” 2026, ma anche l’“Asta Internazionale Benefica del Tartufo Bianco Pregiato di Basilicata” con finalità solidali ed una riflessione di Slow Food Italia sul valore del tartufo per la biodiversità e l’identità dei territori italiani.

 

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