“Alla terra occorre voler bene. È un modo per voler bene a noi stessi e a chi verrà dopo di noi. Questa è l’importanza del vostro lavoro di anni, delle campagne lanciate per la salubrità dei cibi, per la biodiversità e la sostenibilità, per l’educazione alimentare. Grazie alle reti che avete costruito - sotto la guida di Carlin Petrini - con produttori, università, associazioni della società civile, oggi la cultura del cibo è divenuta consapevolezza diffusa e spinta a una migliore qualità della vita. È ragione di lavoro per tante persone e per tanti giovani. L’agricoltura è comparto chiave e va sviluppata e difesa. Ne va - è persino ovvio nella sua semplicità - del futuro del genere umano. Non a caso la Costituzione italiana ricorda, all’art. 9, che la Repubblica tutela “l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni”. Auguri a Terra Madre Salone del Gusto. Auguri a tutti voi. Saranno giorni di incontro, di conoscenza, di riflessione per tante persone. Un’occasione per seminare ancora. Chi conosce la terra sa bene che non bisogna mai smettere di seminare, anche nei momenti difficili. Auguri di buona semina!”. È solo uno dei passaggi del discorso con il quale il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella ha aperto, oggi, Terra Madre Salone del Gusto 2026 al Teatro Regio di Torino (al quale WineNews ha dedicato un video), nei 40 anni dalla nascita Slow Food, e la prima edizione “senza Carlo Petrini, il suo ideatore - ha ricordato Mattarella, mentre l’Ambasciatore del Regno Unito in Italia, Stephen Hickey, ha dato lettura di una lettera inviata da Sua Maestà il Re Carlo III per l’occasione - e rappresenta, sin dal suo slogan “Biodiversity - Be diversity”, testimonianza di quanto ci ha lasciato, e di quanto ci ha consegnato, frutto del suo pensiero, del lavoro di anni, del confronto che è riuscito con successo ad aprire con tante realtà locali, con centri di studio e di ricerca, con organismi internazionali. È davvero l’occasione per rivolgergli un pensiero di riconoscenza molto grande da parte della nostra Repubblica”.
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, si è recato al Teatro Regio di Torino per partecipare alla cerimonia di inaugurazione di “Terra Madre e Salone del gusto” 2026 - da oggi al 27 settembre con il tema “Biodiversity - Be Diversity”, per sottolineare l’importanza della biodiversità a livello agricolo, sociale e culturale - in occasione dell’anniversario n. 40 della nascita di Slow Food e nella quale è stato reso omaggio alla figura del fondatore Carlin Petrini, scomparso lo scorso maggio. Prima della cerimonia Barbara Nappini presidente Slow Food Italia, ha incontrato Mattarella con il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, consegnando al Presidente della Repubblica gli “Atlanti dell’Arca del Gusto”, l’ultimo visionario progetto del fondatore Carlo Petrini, il cui sogno era proprio quello di donarli al Presidente. Composto da 18 volumi illustrati, organizzati su base regionale e geografica, racchiude varietà vegetali, razze animali, pani, formaggi, salumi, dolci a rischio estinzione: 1.450 prodotti da salvare che rappresentano, per dirla con le parole del fondatore di Slow Food Carlo Petrini “semi di futuro, possibilità per costruire un mondo migliore”. Il presidente Slow Food International Edward Mukiibi ha consegnato, invece, a Mattarella, a nome della rete globale della Chiocciola, una lettera che raccoglie le speranze, le preoccupazioni e le aspirazioni di milioni di persone che credono in un cibo buono, pulito e giusto per tutti: “gli ho chiesto di aiutarci a portare il nostro messaggio oltre queste mura, perché le sfide che affrontiamo oggi non si fermano ai confini nazionali. Affrontare le crisi del nostro tempo richiede una leadership globale, ma deve partire dall’ascolto delle persone che ne subiscono direttamente le conseguenze. Insieme ricordiamo ai leader politici di tutto il mondo che la pace, la giustizia alimentare e la tutela della biodiversità sono scelte politiche”.
“Per alcuni giorni il centro di Torino - ha detto Mattarella nel suo discorso di fronte alla platea di 1.500 delegati delle comunità del cibo di 120 Paesi del mondo - vivrà numerose occasioni di incontro e di dialogo, verrà animato da esperienze e culture diverse, intorno a temi vitali per il nostro futuro. Sarà un arricchimento per tutti noi. Rivolgo un saluto a tutti i presenti, al Presidente di Slow Food International e considero preziosa la lettera che mi ha consegnato, alla Presidente di Slow Food Italia, al Sindaco di Torino, al Presidente della Regione, promotori di Terra Madre Salone del Gusto. Rivolgo un saluto al Cardinale e all’Arcivescovo, al Ministro dell’Agricoltura, e un saluto e un ringraziamento all’Ambasciatore del Regno Unito, ringraziando per il caloroso messaggio di Sua Maestà Carlo III. Saluto i rappresentanti delle comunità, delle associazioni, delle imprese agricole che arricchiranno questo sguardo aperto sul mondo. Un mondo plurale che, occupandosi dell’energia primaria per l’umanità, il cibo, avverte la responsabilità del destino comune”, ha sottolineato ricordando che Carlin Petrini ha contribuito a creare questo mondo in cui l’importanza della biodiversità è ciò che ci ha lasciato. “La biodiversità: il gigantesco patrimonio che protegge la salute umana, connota l’ambiente e la nostra vita. Un patrimonio che ci interpella. La molteplicità genetica ha permesso al genere umano di svilupparsi nei millenni. Senza responsabilità, senza cura di questa ricchezza, l’uomo può comprimerla fino a distruggerla, e a distruggersi. La biodiversità è sfida cruciale per il futuro. Carlo Petrini l’ha descritta molto bene come “la chiave della nostra sopravvivenza”. È una responsabilità per la quale si deve operare sia dalla base, attraverso la partecipazione popolare, sia dal vertice delle istituzioni, nazionali e sovranazionali - ha ammonito Mattarella - impoverimento con la omologazione delle colture e delle culture, desertificazione di territori, cambiamenti climatici, scomparsa accelerata di specie animali e vegetali, sono davanti a tutti. Si tratta del grande tema della sostenibilità, fronte essenziale per chi abbia a cuore il futuro dei propri figli e nipoti. E se oggi tacciono molti di coloro che, sino a ieri, irridevano l’allarme per i cambiamenti in atto, il declino si presenta ugualmente inarrestabile in assenza di urgenti iniziative. La biodiversità ha bisogno di politiche nazionali e sovranazionali che sappiano attribuire a questa dimensione, a questa condizione, il giusto valore. La biodiversità è anche una grande questione culturale e sociale, che riguarda le persone e l’habitat in cui vivono. Il contributo di Petrini, di Carlin Petrini, è stato in questi ambiti originale e di grande spessore, legando la tutela della biodiversità genetica con il rispetto delle diverse culture delle popolazioni, cioè delle differenze, facendoci conoscere persone e realtà lontane. La biodiversità, ripeteva Petrini, è ricerca, è incontro; è cultura di solidarietà e di pace, come è stato poc’anzi ricordato. E appare appieno il valore della terra, delle terre, a partire da quelle coltivabili. Il cibo, la produzione di risorse alimentari sembrano diventate nuovamente arma strategica - ha sottolineato Mattarella - sono, con l’energia, bersaglio delle scellerate guerre in corso, dirette sempre più contro le popolazioni civili. Riappaiono, nei teatri di guerra, fame e malnutrizione, bruciandovi immani risorse. Sprecando immani risorse. Guerre mascherate con ragioni di rivalsa nazionale, in realtà espressione di volontà di potenza e di dominio, con assoluta non curanza delle conseguenze devastanti sulle popolazioni, sulle città, sui territori e, ovviamente, sull’ambiente. Anche su questo terreno incontriamo Petrini, in consonanza con la “Laudato Sì”. Papa Francesco ha scritto, in quell’Enciclica, che “l’ambiente umano e l’ambiente naturale si degradano insieme” e che “non potremo affrontare adeguatamente il degrado ambientale se non prestiamo attenzione alle cause che hanno attinenza con il degrado umano e sociale. Di fatto - aggiungeva - il deterioramento dell’ambiente e quello della società colpiscono in special modo i più deboli del pianeta”. Ritroviamo qui temi dell’ispirazione profonda di Terra Madre - ha spiegato Mattarella - Arcigola, Slowfood, Salone del Gusto, Terra Madre, sono altrettante pagine di un libro che ha saputo unire tradizione e creatività, come rispetto, conoscenza, riscoperta e attualizzazione delle radici. Il futuro non può, non deve essere azzerato da un presente che si faccia onnivoro. Siamo quindi chiamati, coltivatori, allevatori, pescatori, cuochi, gastronomi, consumatori, a una grande alleanza, a una comunità del cibo che, insieme, ci veda impegnati per la pace tra i popoli. Come non mai, dimensione locale e dimensione globale sono strettamente legate fra loro parlando di alimentazione. Come non mai, questi temi sono legati a una dimensione etica, quella dei diritti delle persone”.
“Anche se vi accuseranno di essere sognatori o ingenui, siate e coltivate la diversità - ha detto la presente Slow Food Italia Barbara Nappini - perché significa credere in un’altra idea di mondo, un mondo nel quale il cibo buono, pulito e giusto è un diritto di tutte e tutti. Un mondo nel quale l’acqua, la terra, l’aria, le piante e gli animali, cioè le basi biologiche della vita, sono sacre e come tali rispettate”. L’edizione 2026 celebra in modo particolare e in tutte le sue forme la biodiversità, tema su cui Slow Food lavora da 40 anni: non solo come diversità agricola di varietà vegetali e razze animali, ma anche come ricchezza sociale e culturale. Una biodiversità che è garanzia di vita e di benessere. “Siate e coltivate diversità - ha aggiunto Nappini - perché vi condurrà a costruire dove c’è distruzione, ristabilire equilibrio dove c’è iniquità, portare il bello e il buono dove ci sono brutture, e sfamerà la vostra fame di giustizia e di pace. Voi siete già la transizione agroecologica che agisce dal basso, la state traducendo in esperienze concrete e collettive, voi siete già un’altra idea di mondo nella quale ci riconosciamo parte del vivente e in cui produrre il cibo quotidiano significa avere cura di Madre Terra e non distruggerla”.
“Carlo aveva un dono raro: sapeva far sentire una persona proveniente da una piccola comunità rurale come se la sua voce fosse importante nel plasmare il futuro del mondo - lo ha ricordato il presidente della Chiocciola, Edward Mukiibi, che lo conobbe nel 2008 quando arrivò a Torino come delegato di Terra Madre dall’Uganda - ci ha insegnato che ogni comunità, per quanto piccola o remota, custodisce conoscenze che il mondo non può permettersi di perdere. Oggi siamo qui perché il mondo ha bisogno della nostra voce e delle nostre azioni collettive, siamo qui per rifiutare la fame, l’ingiustizia, i nazionalismi, la guerra e la distruzione della biodiversità, fondamento della nostra vita. E soprattutto siamo qui perché crediamo che il cibo possa essere una forza di trasformazione. Il futuro che vogliamo sarà realtà quando le persone si riapproprieranno del potere di produrre cibo, proteggere i semi, condividere conoscenze e prendersi cura della biodiversità”.
Alla cerimonia è intervenuto anche il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio: “oggi è un giorno bellissimo e difficile insieme. Bellissimo perché Terra Madre e il Salone del Gusto sono una festa che torna nel centro della città. È un giorno di dolore perché manca la presenza fisica di Carlin Petrini, ma c’è la sua presenza emotiva e ideale molto forte che ci porta a guardare con fiducia al futuro e ai giovani. Credo che da questa edizione di Terra Madre, alla presenza del Presidente della Repubblica che da sempre richiama la fiducia dei giovani, possa davvero arrivare un’iniezione di speranza e di fiducia nei giovani e nel futuro”.
“La presenza del Presidente della Repubblica per Terra Madre è motivo di grande orgoglio per la nostra città. In questi anni, questa manifestazione ha creato legami tra persone e comunità di ogni parte del mondo - ha sottolineato il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo - Torino è diventata la loro casa, il luogo in cui tornare per ritrovarsi. Qui arrivano persone da Paesi diversi. Portano con sé culture, tradizioni, storie. Terra Madre dà una risposta concreta: crea occasioni per conoscersi e confrontarsi. Quando queste storie si incontrano, nessuno perde la propria: tutti ne escono più ricchi. Oggi, qui, è impossibile non pensare a Carlin Petrini: ci ha insegnato che un’idea può nascere in un luogo preciso, mettere radici e poi parlare al mondo. Terra Madre è la prova vivente di quella visione”.
Alla cerimonia sono intervenuti anche i delegati di Terra Madre, in rappresentanza di tutta la rete internazionale di Slow Food, da Ireri Elisa Origel Rodriguez dal Messico a Mohamed Abdikadir Somo dalla Somalia, da Xu Kung-Lien da Taiwan a Yuliia Pitenko dall’Ucraina.
Al termine dell’evento, il Capo dello Stato ha visitato le comunità del cibo di Terra Madre che in questi giorni, grazie a Slow Food, colorano e profumano Piazza Castello, accolto da Daniele Buttignol, ad Slow Food Promozione, Luca Martinotti, vice presidente Slow Food Italia e vice presidente dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, e Serena Milano, dg Slow Food Italia.
Copyright © 2000/2026
Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit
Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2026