“Da quattro generazioni l’azienda Ca’ del Baio è un affare di famiglia”, ma da qualche tempo si è aggiunta anche la quinta. Dopo Giuseppe Grasso (che si trasferisce con la famiglia a Treiso nel 1870, comprando casa e terreni di Cascina Vallegranda), Luigi con la moglie Maria Teresa, Ernesto con la moglie Fiorentina e Giulio con la moglie Luciana, oggi a lavorare ci sono anche le figlie Federica, Paola e Valentina. Queste ultime sono laureate in enologia, ma “papà ha il naso più esperto!”, quindi l’enologo ufficiale è lui. Insieme conducono vigne distribuite fra Treiso e Barbaresco, crescono piante a Nebbiolo, Barbera e Dolcetto, ma anche uve bianche a partire da Riesling, che scalzò il protagonismo di uve nere dell’azienda nel 2008. In tutto producono 150.000 bottiglie: una quindicina di etichette dedicate per metà al Barbaresco e ai suoi cru. Auntinbej è il Barbaresco di una volta, quando si univano diverse vigne a Nebbiolo. La vinificazione è quella classica che matura in botti di rovere. E anche il vino è il Barbaresco classico, che sprigiona fiori rossi e lampone in confettura, ma anche buccia di arancia, rovi e leggere note speziate. Il sorso è pieno e materico, s’imprime caldo e sapido, di una scorrevolezza elegante che solo queste colline riescono a conferire al Nebbiolo. Insieme ad una gestione attenta, equilibrata e sostenibile dell’azienda, dettata dai tempi delle viti, delle galline, di cani e gatti.
(ns)
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