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FESTIVITÀ

A Pasqua #iorestoacasa: e a tavola si sceglie tra il food delivery e il mettersi ai fornelli

Sarà sicuramente una Pasqua diversa dalle altre. Tanti ristoranti propongono menù speciali a domicilio, puntando sul futuro: il food delivery

Se il proverbio dice “Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi”, quest’anno a modificarsi dovranno essere anche i detti popolari: sì perché l’emergenza Coronavirus non è ancora rientrata, e se il clima che c’è in Italia e nel resto del mondo è governato dall’incertezza, cosa sicura è che la Pasqua e la Pasquetta si dovranno trascorrere in casa. Niente pranzi in famiglia, se non quella con cui si sta trascorrendo questo periodo di “reclusione”, niente ristorante, e niente braciate di Pasquetta o gite fuori porta, tra pic nic e giornate in agriturismo. Ma anche in questo momento difficile, forse il più difficile che questo mondo abbia dovuto affrontare, l’universo della ristorazione italiana sta cercando il modo di adattarsi e sopravvivere, grazie al food delivery: si tratta di un settore che già si stava facendo largo tra i consumatori, e che l’emergenza che stiamo vivendo ha, di fatto, accelerato. Il nuovo Lux Research stima che il mercato delle consegne a domicilio di cibo e generi alimentari sfiorerà la cifra record di 665 miliardi di dollari entro il 2030, e che la domanda di food delivery aumenterà del 65% entro il 2030. E l’Italia non fa certo eccezione: nel 2019 il food & grocery online è aumentato del 65%, contro il 15% dell’e-commerce in generale. Insomma, il futuro dell’alimentare è sicuramente nelle vendite online.
Ma per il presente? Il presente, in una situazione straordinaria, si divide ancora tra la scelta di portare in tavola, a Pasqua, i piatti preparati dagli chef dei ristoranti, che hanno messo in piedi un servizio di consegna a domicilio dei sapori delle proprie cucine per passare la festività con i menù speciali che avrebbero proposto nei loro locali, e quella di cogliere l’occasione per riunire la famiglia non solo a tavola, ma anche ai fornelli, cimentandosi nella creazione di piatti, riscoprendo la tradizione culinaria familiare e anche il gusto di cucinare insieme. Dalle Dolomiti all’Etna, e dal Tirreno all’Adriatico, praticamente tutti i ristoranti, dalla Franceschetta 58 di Modena, “sorella minore” della tristellata Osteria Francescana dello chef n. 1 al mondo Massimo Bottura, al piccolo ristorante a conduzione familiare o all’osteria del piccolo paese, propongono menù speciali di Pasqua e Pasquetta in food delivery, dando un’ampia scelta di consegne gourmet, con tanto di vini abbinati consigliati dai sommelier dei locali, e compresi forni e pasticcerie che, per l’occasione, portano direttamente a casa i dolci tipici, dalla colomba alle crostate, tra tradizione e fantasia degli chef, ma anche ristoranti etnici, di cucina internazionale, dal greco al cinese, dal giapponese all’indiano. Ma ci sarà sicuramente anche chi in questi giorni di forzata clausura si è cimentato in nuove ricette, prendendo spunto magari anche dai tanti video e tutorial che cuochi e chef hanno fatto e faranno sui vari canali social, o in programmi in tv, in cui svelano i trucchi dei loro piatti, stellati e non, aiutando gli italiani a passare il tempo e a scoprire nuovi talenti.
Ed anche se in questo momento così particolare essere sognatori e guardare al futuro è difficile, il mondo della ristorazione lo fa, proprio col food delivery: la nuova frontiera non sarà solo la consegna a domicilio, ma lo sarà quella automatizzata e tecnologica, grazie a robot, con gambe o con ruote, veicoli autonomi e droni. Proprio gli ultimi, sempre secondo il rapporto Lux Research, arriveranno a consegnare 20 miliardi di pacchi entro il 2030. In ogni caso, le automazioni nella consegna di cibo a casa ha visto tante sperimentazion: Just Eat a Greenwich, nel Regno Unito, ha testato il funzionamento di robot per il delivery già dal 2016, mentre la famosa catena di Domino’s Pizza, dopo aver provato con i droni, si è convinta che il futuro sta nei robot a quattro ruote, collegati ad una app a cui hanno accesso i clienti, con scomparti per tenere caldo il cibo e fresche le bevande.

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