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UN “EROE” PER MATTARELLA

Addio a Dino Impagliazzo, lo “chef dei poveri”: la sua cucina ha sfamato migliaia di persone

Storico membro del Movimento dei Focolari di Chiara Lubich e della Comunità di Sant’Egidio, con il cibo ha dato aiuto ai più deboli
CHEF DEI POVERI, DINO IMPAGLIAZZO, PAPA FRANCESCO, SERGIO MATTARELLA, Non Solo Vino
Lo “chef dei poveri” con il Presidente Mattarella (ph: Quirinale)

Per lui amare e servire gli ultimi era una missione e lo ha fatto fino all’ultimo giorno. Dino Impagliazzo, lo “chef dei poveri”, è morto ieri a Roma, la città dove quotidianamente sfamava oltre 300 persone tra le stazioni ferroviarie della Capitale assieme ai volontari che lo seguivano da anni. Personalità del mondo cattolico e sociale, storico membro del Movimento dei Focolari di Chiara Lubich e della Comunità di Sant’Egidio, era nato all’Isola de La Maddalena 91 anni fa, dove ogni estate tornava per ritrovare gli amici e dedicarsi alla pesca, ma viveva a Roma da una vita, fondatore e presidente della associazione RomAmor Onlus, che si occupa di sfamare senzatetto e indigenti per le strade, ma anche del recupero sociale delle persone in difficoltà.
Nel 2020 era stato insignito, al Quirinale, dell’Onorificenza al Merito della Repubblica Italiana da parte del Capo dello Stato Sergio Mattarella, tra gli “eroi dei nostri giorni” premiati per il loro alto impegno e come esempio per il Paese. Una vita dedicata ai più deboli e agli ultimi in Italia e non solo, a partire dai viaggi nell’Est Europa sotto il Regime Sovietico per portare con tir rifornimenti alimentari per i più poveri. Innumerevoli le persone incontrate nel mondo e le persone aiutate nel carcere di Rebibbia, ma anche baraccati, sfollati, terremotati fino al mendicante sotto casa, sempre da Dino con schiettezza ed amore.
Le stesse con cui ha incontrato Papa Francesco, e con le quali parlava ai giovani nelle scuole e nelle università invitandoli a fare come lui. “Siamo tutti figli dello stesso padre”, amava ripetere, una frase che è stata il motore delle sue azioni verso tutte le persone meno fortunate senza nessuna distinzione.

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