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Vino: Coldiretti, salgono posti lavoro nelle aziende, +1,25mln in 2012 +3% su 2011, occupati in vigne, cantine, distribuzione e attività connesse ... Dalle aziende vitivinicole sono nate opportunità di lavoro per 1,25 mln di italiani nel 2012, segnando un aumento del 3% rispetto al 2011 di quanti sono impegnati direttamente in vigne, cantine e nella distribuzione commerciale, ma anche in attività connesse, di servizio e nell’indotto. Lo ha reso noto il Presidente della Coldiretti Sergio Marini nel suo intervento all’incontro “50 anni di qualità e bellezza nei territori”, organizzato da Coldiretti e dalle Città del vino al Vinitaly di Verona, che ripercorre la storia del settore a 50 anni dalla produzione della prima bottiglia di vino italiano Doc realizzata grazie al DPR 930 del 1963. “Oltre la metà, il 55%, dei posti di lavoro nasce dalla produzione di vini a denominazione di origine (Doc/Docg) che -ha sottolineato Marini- hanno dato un impulso determinante allo sviluppo del settore negli ultimi cinquanta anni”. “Da allora, quando la maggioranza del vino esportato era sfuso, si è arrivati al record storico delle esportazioni italiane di vini “Doc/Docg” che nel 2012 hanno superato per la prima volta -ha precisato Marini- il tetto dei 2 miliardi di euro (2,086 miliardi) con un aumento dell’8 per cento, superiore a quello medio del vino”. “A cambiare -ha continuato Marini- è stata l’intera economia dei territori coinvolti come dimostra il fatto che, ad esempio, il valore di un ettaro di Frascati ha superato il valore di 150mila euro con un aumento di 35 volte rispetto al 3 marzo 1966 in cui è stata riconosciuta la Doc con Decreto del presidente della Repubblica avente data 3 marzo 1966”. Lo stesso valore di un ettaro di vigneto a Brunello ha raggiunto i 380mila euro, con un aumento di quasi 25 volte rispetto alle quotazioni di 15.537 euro per ettaro dell’anno di nascita del Consorzio di Tutela nel 1967, secondo WineNews. “L’impegno per la qualità - ha rilevato la Coldiretti- ha accompagnato il passaggio da una economia di autoconsumo, in cui il vino rappresentava un bisogno primario, ad una in cui viene identificato con un elemento che concorre alla realizzazione personale”. “Il vino -ha sottolineato la confederazione degli imprenditori agricoli- è stato in grado di creare qualità, benessere, occupazione e sviluppo economico nei territori dove si è insediato, ma anche integrazione, come dimostrato dal fatto che vi hanno trovato occasione di impiego soggetti diversamente abili, carcerati, ex tossicodipendenti, ma anche una vasta platea di lavoratori stranieri (nel solo distretto del Prosecco lavorano ben 53 differenti nazionalità di 4 diversi continenti)”. Una opportunità occupazionale “rilevante” per la Coldiretti e “confermata dall’utilizzazione nel 2012 di 13.756.061 voucher equivalenti 10 euro dei quali 1.607.338 in agricoltura soprattutto nelle regioni del Veneto, Emilia, Toscana e Piemonte ad importante vocazione vitivinicola (erano stati introdotti in via sperimentale per la prima volta in Italia proprio per la vendemmia nel 2008)”.

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