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OSSERVATORIO EBAN-NOMISMA

Agricoltura, tornano a crescere gli italiani occupati nei campi: un milione i lavoratori totali

Calano del 5% gli stranieri, il 90% dei dipendenti è stagionale, e mentre al Centro-Nord cresce l’occupazione, al Sud cala
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La fotografia del lavoro agricolo in Italia

Gli italiani riscoprono il lavoro nei campi, e dopo diversi anni cresce il numero dei lavoratori del Belpaese in agricoltura. Nel 2017, infatti i lavoratori stranieri calano del 5%, arrivando a quota 275.000, come racconta il Rapporto dell’Osservatorio Eban-Nomisma sul lavoro agricolo presentato a Roma, che mette in evidenza la crescita complessiva dell’occupazione in agricoltura, registrando un aumento del 4% di operai impiegati, poco più di 1 milione, e del 6% delle giornate lavorate con 110 milioni, dati che pongono il settore secondo solamente al turismo. Quanto alle aziende che assumono manodopera in Italia, sono 188.000, una tendenza positiva che si conferma anche nelle previsioni 2018.
Dal Rapporto emerge un settore con una sempre più forte presenza di manodopera stagionale: gli operai a tempo determinato rappresentano il 90% del totale, in aumento del 6% tra il 2012 e il 2017, mentre i contratti a tempo indeterminato sono calati dell’8%. Quanto alla mappa della crescita dell’occupazione in agricoltura non è omogenea: mentre al Nord e al Centro gli operai impiegati fanno segnare nel periodo 2012-2017 incrementi rispettivamente del 13% e del 6%, al Sud calano dell’1%. Stesso trend per le giornate lavorate, con +11% al Centro-Nord, mentre al Sud la crescita è di appena del 2%. Quanto alla presenza di manodopera straniera, il Rapporto indica il 26% degli operai agricoli è di provenienza estera: fra questi ultimi il 49% è comunitario (75% rumeni) e il 51% extra-comunitario (42% africani).

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