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ALIMENTAZIONE: PER GLI EUROPEI SINONIMO DI PIACERE, CRISI PREOCCUPA PIU’ DI RISCHI SALUTE. L’INDAGINE E’ DI EUROBAROMETRO

Mangiare? Un diletto, almeno per la maggior parte degli europei. Gli abitanti del Vecchio Continente associano gli alimenti e il loro consumo al piacere. Mentre paure e timori su possibili rischi legati all’alimentazione riguardano soprattutto la contaminazione da sostanze chimiche (si pensi a pesticidi nella frutta o ormoni nella carne) piuttosto che aspetti sanitari e nutrizionali o a contaminazioni batteriche. A scattare la fotografia degli europei a tavola è un’indagine di Eurobarometro, pubblicata oggi, e che, tra le altre cose, mostra che la maggioranza ha fiducia nelle autorità nazionali e nell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) quali fonti di informazioni su potenziali rischi legati agli alimenti.

Per altri pericoli che potrebbero riguardarli personalmente, a sorpresa i cittadini dell’Ue hanno indicato prevalentemente la crisi economica (20%) e l’inquinamento ambientale (18%) quali fattori che con molta probabilità incideranno sulla loro vita, rispetto all’eventuale rischio di danni alla salute causati dall’alimentazione (11%). Interrogati sulla loro percezione in merito all’alimentazione, la maggioranza degli interpellati ha associato in larga misura gli alimenti e il loro consumo a un senso di piacere derivante, per esempio, dal fatto di scegliere cibi freschi e saporiti (58%) o di godersi un pasto in compagnia di familiari e amici (54%). Meno della metà (44%) ha posto l’accento su aspetti quali cercare prezzi accessibili e soddisfare la fame, e un numero ancora inferiore ha manifestato preoccupazione per la sicurezza alimentare (37%) o questioni nutrizionali come il controllo delle calorie e dei nutrienti (23%).

La maggior parte non ha menzionato spontaneamente alcuna delle preoccupazioni diffuse sui rischi legati all’alimentazione: il 19% ha citato le sostanze chimiche, i pesticidi e altre sostanze come i maggiori timori, mentre 1 su 10 ha risposto che non esisteva alcun problema riguardo al cibo. Di fronte a un elenco di problemi potenziali associati agli alimenti, gli intervistati hanno indicato come rischi di cui essere “molto preoccupati” i residui chimici di pesticidi in frutta, verdura e cereali, gli antibiotici o gli ormoni nella carne, la clonazione di animali per i prodotti alimentari (30%) e le sostanze inquinanti come il mercurio nel pesce e le diossine nel maiale.

Un numero minore di intervistati ha affermato di essere “molto preoccupato” per la contaminazione alimentare da batteri (23%) e una quota ancora inferiore per possibili rischi nutrizionali come aumentare di peso (15%) o non seguire una dieta sana/equilibrata (15%). “Comprendere la percezione dei rischi da parte dei consumatori - sottolinea Catherine Geslain-Lane’elle, direttore esecutivo dell’Efsa - e’ determinante per fornire comunicazioni tempestive, chiare ed efficaci riguardo alla sicurezza alimentare. In futuro, l’Efsa utilizzerà gli insegnamenti tratti dall’indagine per configurare le proprie attività nel campo delle comunicazioni”, assicura.
Nell’indagine, condotta su un campione di 26.691 persone in 27 Stati membri, i cittadini dell’Ue hanno espresso il massimo livello di fiducia nelle informazioni ricevute da medici e altri operatori sanitari (84%), seguiti da famiglia e amici (82%), associazioni dei consumatori (76%), scienziati (73%) e gruppi per la protezione ambientale (71%). Le autorità nazionali, l’Efsa e le istituzioni dell’Ue hanno ottenuto un livello relativamente elevato di fiducia, pari rispettivamente al 64% e al 57%, mentre i Governi nazionali si sono attestati al 47%. Interrogati sul modo in cui reagiscono alle informazioni su questioni legate all’alimentazione fornite dagli organi di comunicazione o su Internet, la metà degli interpellati ha dichiarato di ignorare le notizie o di preoccuparsene senza tuttavia modificare le proprie abitudini alimentari.

Esiste dunque un ampio consenso sul fatto che le autorità pubbliche si adoperano in misura considerevole per assicurare la sicurezza alimentare in Europa, agiscono rapidamente, basano le loro decisioni su riscontri scientifici e fanno un buon lavoro nell'informare i cittadini sui rischi legati agli alimenti. Il livello di accordo è più elevato di quello registrato nel 2005, anche se più dell’81% degli intervistati ritiene che dovrebbero fare di più per assicurare che gli alimenti siano sani e per fornire informazioni su regimi alimentari e stili di vita sani. Quanto all’indipendenza delle consulenze scientifiche e delle autorità pubbliche da altri interessi, le opinioni sono più discordanti. Mentre il 46% conviene sul fatto che le autorità pubbliche dell’Ue considerano la salute dei cittadini più importante dei profitti dei produttori (7 punti percentuali in più sul 2005), il 42% non condivide tale affermazione e il 12% afferma di non saperlo.

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