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BIBLIOTECA ENOGASTRONOMICA

Alla ricerca delle trattorie perdute, nell’epoca in cui la vista domina i sensi anche nel cibo

La “Guida socio-gastronomica d’Italia” di Fabrizio Bellomo è un viaggio in un mondo che non ricorda più la bellezza della semplicità a tavola

Se un tempo la necessità e il bisogno di mangiare, nonostante tutto, riuscivano a “generare” bellezza dalla semplicità della tavola, oggi, nell’epoca in cui la vista domina sugli altri sensi anche nel cibo, l’uniformazione dell’offerta turistica da una parte e le monoculture dall’altra, fa diventare le città più simili a Disneyland che ad un borgo italiano. È il pensiero (critico) di Fabrizio Bellomo, scrittore, artista e fotografo, autore della “Guida socio-gastronomica d’Italia”, dopo che, a Milano, aveva chiuso uno dei suoi luoghi preferiti, “L’Albero Fiorito”, la storica trattoria friulana di via Pellizzone, gestita dalla famiglia Riet.
Un viaggio nelle epocali trasformazioni antropologiche del cibo dovute alla “messa a regime economico” delle nostre città, fatto di una serie di racconti lungo lo Stivale, da Milano fino in Puglia, sull’insofferenza per un mondo che non ricorda più come stare a tavola.
L’insofferenza per una Milano succube del suo greenwashing, lo storytelling per cui in città tutti blablano di rigenerazione urbana senza pensare che le foreste sono orizzontali e non si parcheggia sulle ciclabili, fa tornare lo scrittore nel suo Sud, ripensando alle trattorie “Da Giovanni” a Roma, a “I Valenza” a Torino, o a “Maria L’Inzivosa” a Bari, per far sì che non l’abbiano vinta quei bar sui Navigli dove ti fanno pagare 18 euro una pasta e ceci.
Il risultato è un viaggio nell’Italia che scompare tra vecchie trattorie, pellicole cinematografiche d’autore e versi di cantautori, fabbriche siderurgiche abbandonate e architetture fatiscenti, ricette culinarie di matrice popolare e contadina, ma anche ristoranti cinesi o turchi a conduzione famigliare. Trattorie milanesi, romane o di Tirana - città a cui l’autore del volume (edizioni Postmedia Books, 2021, pp. 108, prezzo di copertina 14 euro) è legato artisticamente - come punti di vista privilegiati per osservare come cambia il cibo di pari passo con il mondo che ci circonda, dalle grandi città ai borghi più piccoli, depredati da un turismo imperante.
Un andirivieni su e giù per l’Italia, percorso in treno, a piedi, sui mezzi pubblici o in sella a vecchie motociclette, alla ricerca di un’umanità scappata (e che tenta ancora di scappare) “...come pesci alla rete della Storia”, per dirla alla Montale. Una raccolta di editoriali e piccoli racconti pubblicati (o rifiutati) da una serie di testate, tra il 2017 e il 2020.

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