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GRANDS CRUS DE BORDEAUX

Bordeaux, la 2020 En Primeur: annata dal grande potenziale, aspettando prezzi e punteggi

La sospensione dei dazi in Usa rilancia gli investimenti da Oltreoceano, e il successo della 2019 segna la strada per il rilancio
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Tra i cru di Bordeaux

Come ogni primavera, anche se in modalità e tempistiche diverse dal solito, esattamente come accaduto lo scorso anno, all’inizio della pandemia che aveva costretto tutto il mondo al lockdown, gli occhi di chi si occupa di vino sono tutti su Bordeaux. Anche se, in effetti, a Bordeaux non succederà granché, perché le settimane dell’En Primeur vivranno più che altro sulle scrivanie dei più grandi wine merchant e dei più grandi critici del vino, chiamati a giudicare l’ultima vendemmia sulle sponde della Gironda, la 2020. Il giudizio, che poi è la pietra angolare per il posizionamento sul mercato dell’annata, arriverà scaglionato, via via che i campioni da botte raggiungeranno le loro destinazioni, ma intanto gli Chateaux, come sempre, annunceranno i prezzi con cui usciranno sul mercato En Primeur. L’Union des Grands Crus de Bordeaux, inoltre, come abbiamo raccontato qualche settimana fa (qui) ha organizzato sessioni di degustazione per i professionisti del settore a Paris, Bordeaux, Bruxelles, Zurich, Shanghai et Hong-Kong, di scena dal 26 al 29 aprile. A presentare l’annata, Chateau per Chateau, i produttori, attraverso il canale YouTube dell’Union des Grands Crus de Bordeaux (i video sono già disponibili, qui).
Ma cosa c’è da aspettarsi? A mettere in fila gli atout che accompagneranno il rilascio sul mercato della 2020, è il Liv-ex, il principale indice del mercato secondario dei fine wines. Prima di tutto, la qualità. La 2020 è un’annata figlia di una primavera particolarmente piovosa, che ha portato ad una certa pressione delle muffe sul vigneto di Bordeaux. La lunga estate calda che è seguita ha invece portato sui binari giusti l’andamento stagionale di un’annata che, una volta in cantina, ha ricordato molto vendemmie ottime come la 2016, la 2018 e la 2019. La produzione, invece, è stata quantitativamente inferiore del 10% rispetto alle due vendemmie precedenti, a causa proprio del caldo eccessivo, gestito comunque alla grande dai vigneron di Bordeaux, dove ormai le temperature alte sono diventate una costante. I prezzi, però, oltre che da una certa - ma non eccessiva - scarsità, potrebbero essere influenzati anche dalle gelate di inizio aprile, che hanno avuto un impatto devastante, un po’ come accaduto nel 2017, con la 2016 che fu rilasciata a prezzi più alti delle previsioni iniziali. In prima battuta, comunque, si parla di vini dal potenziale eccellente, seppure con un alto grado di eterogeneità da una denominazione all’altra e da Chateau a Chateau.
Un altro elemento positivo arriva dal fronte del mercato americano: dal 4 marzo la pressione tariffaria statunitense si è allentata - con la temporanea sospensione dei dazi sul vino francese - il che ha alimentato un rinnovato interesse per Bordeaux, tanto che la regione ha aumentato la propria quota di mercato al 41,6% a metà marzo, dal 33,2% di gennaio. Effetti positivi arrivano anche dall’annata 2018, finalmente sul mercato, e capace di diventare la seconda annata più scambiata per valore dall’inizio dell’anno, superata sul Liv-ex solo da un classico come la 2009. E allora, cosa dovremo aspettarci? La 2019, un anno fa, si è rivelata un successo a sorpresa, anche se limitato. Con l’evento fisico annullato, l’Union des Grands Crus de Bordeaux aveva inviato centinaia di campioni al commercio e alla critica, e ci volle un po’ prima che il quadro completo emergesse, con punteggi molto alti. I prezzi, più bassi della 2018, fecero il resto, trovando la risposta positiva del mercato.
Condizioni del tutto simili a quelle che si troverà di fronte, presumibilmente, l’annata 2020, complicata da due fattori eccezionali: le gelate che rischiano di avere effetti devastanti sulla vendemmia 2021 e, ovviamente, la Brexit,
che ha ripercussioni persino sull’invio dei campioni agli importatori inglesi, la cui centralità per il mercato internazionale di Bordeaux è persino superfluo ricordare. Gli aumenti dei prezzi, così, sono una possibilità reale, anche alla luce delle rese minori nel 2021. I punteggi della critica, forniti in modo più tempestivo rispetto allo scorso anno, saranno la chiave per dettare i tempi della campagna En Primeur. Il successo, come sempre, sarà determinato dal valore percepito rispetto ai vini disponibili nel mercato fisico. È una En Primeur con molte variabili: le degustazioni, i punteggi, le uscite, i prezzi, la durata e il ritmo della campagna sono sempre, in una certa misura, interdipendenti, ma quest’anno persino di più del solito.
L’opzione più sensata, aspettando i punteggi, così, è quella di attestarsi sui prezzi dello scorso anno, Molto, ovviamente dipenderà dalle scelte, in termini di stock rilasciati sul mercato, degli Chateaux. Il sentiment del mercato nei confronti del Bordeaux, dopo anni di disamore, mostra segnali di ripresa, ma è comunque una ripresa incerta. Ci sono ancora tante bottiglie delle annate passate che sono ampiamente disponibili sul mercato, a prezzi decisamente più bassi rispetto a quelli di uscita. Per questo il momento è particolarmente delicato, per Bordeaux, alle prese con un rilancio vitale quanto fragile.

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