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VINO E TERRITORI

Cambiamento climatico, zonazione e gestione dei legni: le sfide per il Brunello di Montalcino

Nei calici le grandi annate, il Brunello 2016 e la Riserva 2015. I nostri migliori assaggi a “Benvenuto Brunello Off”

“Benvenuto Brunello 2021”, in versione “Off” causa pandemia, è andata in scena forte delle sue 141 aziende in degustazione e degli strettissimi e severissimi controlli imposti dal Covid, con le prime due giornate (6-7 marzo, dedicate a pochi selezionati giornalisti) tutte incentrate, evidentemente, sull’annata 2016 e sulle Riserva 2015, a celebrarne una grandezza ormai conclamata. A dirlo anche i numeri con 9 milioni di contrassegni Docg, consegnati nel 2020, per altrettante bottiglie di Brunello di Montalcino pronte alla vendita. Un dato che segna una crescita del 12,2% sulle consegne del 2019 e del 4,3% sulla media degli ultimi 5 anni. Insomma, sono i produttori stessi i primi a credere nella bontà di questo millesimo, salutato dalla critica enologica più influente con commenti a dir poco entusiastici.
Anche i responsi dell’assaggio di WineNews vanno in questa direzione, partendo da un dato empirico quanto significativo: i punteggi dei Brunello di Montalcino 2016, confrontati con quelli della pur felice annata 2015 (più concentrata, per dirla con un solo aggettivo, e di buonissima levatura, ma certamente una spanna più in basso della 2016, più profonda, bilanciata e in prospettiva più longeva, sempre semplificando), mostrano valutazioni in media più alte e più diffuse tra i vari produttori. Ed è questo, alla fine, il segno più tangibile, almeno dal lato della prova del bicchiere, di una grande annata.
Ma, al di là di questa piacevole conferma, “Benvenuto Brunello 2021” (che, come da copione, ha decretato anche la sua valutazione sull’annata 2020, con rating di cinque stelle su cinque, con tanto di piastrella celebrativa disegnata dalla pluricampionessa Federica Pellegrini, che, con un video, Winenews ha arricchito delle testimonianza dei due critici mondiali, James Suckling e Monica Larner di The Wine Advocate Robert Parker) una sorpresa l’ha in qualche modo riservata: l’assaggio dei Rosso di Montalcino 2019, con un già confortante margine di sicurezza, può aprire uno scenario altrettanto positivo su quello che sarà il Brunello di Montalcino 2019 (in uscita nel 2024), dimostrandosi un millesimo probabilmente della stessa “stoffa” del 2016.
Procede il trend di crescita delle cantine di Montalcino nella produzione di selezioni e/o vini di vigna ad arricchire il loro portafoglio etichette, che sottolinea una sempre maggiore ricerca dell’espressione più coerente e precisa del territorio (e forse, tra le righe, invia anche un “messaggio in bottiglia” verso una mappatura più definita della denominazione), con il Brunello “base”, storicamente composto dal mix dei Sangiovese provenienti dai vigneti distribuiti nei vari quadranti della denominazione, sempre più spesso accompagnato da una o più etichette speciali, ottenute da particolari luoghi, geograficamente localizzabili. Sembra anche sempre più consapevole il dosaggio dei legni, con lo spazio occupato un tempo dalle barrique in riduzione. Una chiave di lettura proposta dai produttori di Montalcino, anche in questo caso, con l’obbiettivo finale di far uscire meglio il temperamento e la territorialità dei vini dal complesso periodo dei cinque anni di maturazione, “croce e delizia” del Brunello.
Se i tratti distintivi del carattere storico del Sangiovese in purezza, inventato dalla famiglia Biondi Santi nell’Ottocento, impetuoso, talvolta arrogante ma sempre generoso, nel recente passato sembravano essere tutti appannaggio del versante sud di Montalcino, adesso la denominazione si dimostra più omogenea e anche i vini del versante contrario crescono in intensità, proponendosi, nella stretta attualità, perfino con un pizzico di articolazione in più. C’è, evidentemente, da tenere ben presente il fattore climatico in netta evoluzione calda e le sue conseguenti criticità, un problema che anche a queste fortunate latitudini, dove pure non mancano mai escursioni termiche e abbondante ventilazione, non può essere lasciato sullo sfondo.
Ma veniamo ai migliori vini, assaggiati al Chiostro del Museo di Montalcino, a partire dall’annata 2016. Il Brunello di Montalcino Montosoli 2016 di Altesino, possiede registro aromatico floreale e terroso, accompagnato da una bocca compatta e saporita, “governata” da una austera impalcatura tannica. Sorprende per leggiadrìa e articolazione il Brunello di Montalcino 2016 di Armilla, tra richiami di terra, humus, frutti di bosco e spezie in un quadro aromatico modulato e ben espresso, ad anticipare un sorso sinuoso, a tratti balsamico, tonico e tendenzialmente raffinato. Vino decisamente centrato per proporzioni ed equilibrio il Brunello di Montalcino 2016 di Baricci, che profuma di grafite, alloro e fiori su sottofondo agrumato, proponendo un sorso grintoso e di intensissima sapidità.
Aromi di spezie dolci, tabacco e frutto rosso nel Brunello di Montalcino Vigna Marrucheto 2016 di Castello Banfi, dalla progressione gustativa tendenzialmente larga e dai ritorni fruttati sul finale. Buona consistenza aromatica nel Brunello di Montalcino La Casaccia 2016 di Canalicchio di Sopra, dai tratti gustativi caldi, generosi e strutturati. Proposta aromatica centrata su frutto dolce e nuance di rovere ben integrate per il Brunello di Montalcino La Casa 2016 di Caparzo, dalla solida progressione gustativa, succosa e ben profilata. Floreale e leggermente gessoso al naso il Brunello di Montalcino 2016 di Caprili, dal gusto contrastato e dolce, con qualche tocco boisé sul finale.
Frutto rosso maturo e spezie in alternanza continua per il Brunello di Montalcino 2016 di Casanova di Neri, che trova al palato una dimensione modernista ben modulata tra tannini saporiti e ritorni fruttati. Profumi di frutti rossi, bacche selvatiche e sottobosco per il Brunello di Montalcino Filo di Seta 2016 di Castello Romitorio, incisivo e di buona intensità gustativa, con ritorni boisé sul finale. Profumi di buona fattura, che incrociano un fruttato rigoglioso alla spezia per il Brunello di Montalcino Campo del Drago 2016 di Castiglion del Bosco, succoso al palato e con qualche austerità tannica. Naso fragrante di fiori e piccoli frutti rossi per il Brunello di Montalcino Colombaio 2016 di Cava d’Onice, dalla progressione gustativa saporita e continua.
Quasi prepotente l’impatto olfattivo del Brunello di Montalcino Pianrosso 2016 di Ciacci Piccolomini d’Aragona, dalla progressione gustativa incalzante, succosa, voluttuosa e pepata. Profumi fragranti e di buona nettezza per il Brunello di Montalcino La Mannella 2016 di Cortonesi, che trova in bocca il suo punto di forza con un sorso pieno e gustoso, non privo di contrasti. Dal bel carattere aromatico ferroso e silvestre il Brunello di Montalcino 2016 di Fattoi, che propone un palato incisivo, gustoso e verace. Profumi sfumati di erbe aromatiche e frutta rossa per il Brunello di Montalcino 2016 di Franco Pacenti, dal gusto netto e ben modulato su registri sapidi e fruttati.
Fragole di bosco, fiori leggermente appassiti e liquirizia, contraddistinguono gli aromi del Brunello di Montalcino 2016 de Le Ragnaie, dalla progressione gustativa agrumata e scattante di limpida purezza. Ben definito e slanciato nei profumi terrosi e fruttati il Brunello di Montalcino 2016 di Lisini, dal palato di notevole spinta non solo alcolica che si allunga bene con qualche accento serrato.
Terra, frutti rossi e cenni di erbe mediterranee compongono il profilo aromatico del Brunello di Montalcino 2016 di Piancornello, che trova in bocca uno sviluppo ritmato e scattante, succoso e invitante. Netto e profilato nello spettro aromatico, fragrante e dai misurati riflessi gessosi il Brunello di Montalcino 2016 di Pietroso, dal gusto fresco e balsamico, decisamente ben bilanciato nelle sue componenti gustative, espresse con ritmo e persistenza. Ciliegia matura, viola e liquirizia compongono il quadro aromatico profondo e garbato del Brunello di Montalcino 2016 di Poggio di Sotto, ad accompagnare una bocca continua, dalla grana tannica fine e dai forti ritorni del frutto e delle spezie. Frutto pieno e maturo e timbro speziato in evidenza nel naso del Brunello di Montalcino 2016 di Salvioni, che al palato possiede grande spinta e profondità, ampio caldo e ancora fruttato nella sua progressione.
Naso dall’impatto dolce e maturo con rifinitura speziata e leggermente terrosa per il Brunello di Montalcino Podernovi 2016 di San Polo, dalla progressione gustativa molto saporita e dai frequenti chiaro-scuri. Profilo aromatico agrumato e terroso per il Brunello di Montalcino 2016 di San Lorenzo, dal gusto sapido e dai tannini a tratti arcigni. Aperto sul frutto rosso e la sulla spezia il naso del Brunello di Montalcino 31 Anni 2016 di Solaria, che in bocca si muove solido con il tannino sempre in primo piano ad accompagnare uno sviluppo succoso e di buona spinta. Bel naso dai tratti scuri e intensi con il rovere dosato con grande equilibrio, per il Brunello di Montalcino Piero 2016 di Talenti, ad anticipare un sorso succoso, ricco e profondo. Convincono gli aromi del Brunello di Montalcino Vigna del Lago 2016 di Val di Suga, dai tratti floreali e speziati che incrociano sottobosco e tocchi affumicati, con la progressione gustativa a svelarsi grintosa, sapida e decisa.
Sul versante delle Riserva 2015 emerge il Brunello di Montalcino Vigna Fontelontano Riserva 2015 di Collemattoni, dal gioco aromatico che combina tocchi floreali e speziati a richiami di piccoli frutti rossi e toni affumicati, a ritmare una progressione gustativa succosa e dal finale quasi piccante. Intenso e squillante il naso del Brunello di Montalcino Duelecci Ovest Riserva 2015 di Tenuta di Sesta, dai ricordi di sottobosco, piccoli frutti rossi e polvere da sparo, che introducono ad un sorso saporito, fine e ampio. Dolce e mentolato il naso del Brunello di Montalcino Poggio all’Oro Riserva 2015 di Banfi, che si sviluppa ad anfora in bocca, inizialmente lieve e floreale, poi via via più aderente, caldo, succoso di ciliegia nel finale. È tutto accentuato sulla viola, nei colori e nei sapori il Brunello di Montalcino Riserva 2015 di Capanna, arricchito da note agrumate e balsamiche che si ripropongono anche al sorso rendendolo fresco e ritmato, dalla sapidità finale fruttata. Intenso al naso in un tripudio di frutta rossa ed erbe aromatiche, il Brunello di Montalcino Riserva 2015 di La Magia, dal sorso equilibrato e gustoso, che lascia la bocca lungamente agrumata e pepata.
Sa invece di ciliegia croccante, rosa e camelia, il Brunello di Montalcino Riserva 2015 di Lisini, dal ritmo fresco in bocca, in dialogo aperto con la parte calda del sorso, che chiude piacevolmente dolce e vegetale. Sono note ematiche e fruttate quelle del Brunello di Montalcino Riserva 2015 di Palazzo, che in bocca sviluppa decisi sapori di ciliegia, un’anima sapida spiccata e un tannino levigato. Ematiche anche le impressioni olfattive del Brunello di Montalcino Riserva 2015 di Poggio di Sotto, rese complesse da note di sottobosco e di frutta rossa matura, riprese anche nel sorso, dolce, aderente e amandorlato nel finale. Accogliente nei profumi e nei sapori il Brunello di Montalcino Riserva 2015 di Sesti, in cui salmastro, duna maremmana, agrumeti e frutti di bosco rendono il sorso fine ma deciso, dolce ma aderente, in perfetto equilibrio armonico. Infine il Brunello di Montalcino Riserva 2015 di Terralsole, grazioso nei profumi di glicine e violetta, fragolina di bosco e fiori di rosmarino, che in bocca si traducono in calore, aderenza, sapidità pepata e finale fruttato.
Da ultimo l’assaggio dei Rossi di Montalcino 2019, che come accennato, sembrano forieri di un Brunello altrettanto intrigante. E allora ecco un “quintetto” davvero delizioso. Il Rosso di Montalcino 2019 di Baricci, offre un profilo aromatico molto bello dal frutto a dir poco nitido e fragrante con tocchi di erba di campo e tenui speziature a rifinitura. La bocca è dinamica, ariosa, contrastata e di decisa sapidità. Profilo aromatico che verrebbe da dire borgognone per il Rosso di Montalcino 2019 di Giuseppe Gorelli, finemente cesellato su toni floreali, di piccoli frutti rossi come il melograno e sottobosco ad introdurre un sorso fragrante e di cristallina purezza. Impronta aromatica fine, soffusa e dettagliata, ingentilita da toni floreali per il Rosso di Montalcino 2019 di Pietroso, dal gusto garbato e di profonda articolazione. Tutto sul frutto rosso fragrante l’impatto olfattivo del Rosso di Montalcino 2019 di Salvioni, dal palato fresco, nervoso e ritmato, di sostanziosa materia e dagli intriganti ritorni quasi salati. Senso di autenticità e coerenza nei profumi di frutti rossi, terra e sottobosco del Rosso di Montalcino Poggio Cerrino 2019 di Tiezzi, dalla progressione gustativa contrastata, tonica e golosa.
Degustazioni che si aggiungono (e, in larga parte, confermano) a quelle effettuate dallo staff Winenews per la monografia sul Brunello , uscita in Gennaio 2021, con la newsletter mensile “I Quaderni di WineNews” (ma che vedrà anche tante recensioni in quelle prossime, nelle settimanali “I Vini di Winenews”), e che ha visto protagonisti: il Brunello di Montalcino Poggio Doria 2016, dallo stile solidamente classico coi suoi aromi stratificati di ciliegia, prugna, tabacco, cenni ferrosi e di terra, che si muove in bocca con grande equilibrio ed articolazione; il Brunello di Montalcino 2016 di Giodo, dal sorso fine e sensuale, coi tannini ben fusi al frutto, per una beva convincente sin da adesso, ma che lascia intravedere una felice evoluzione nel tempo; il Brunello di Montalcino 2016 di Gianni Brunelli, che al naso evidenzia toni balsamici, frutti rossi, agrumi, con una leggera nota affumicata, mentre al sorso è fresco e gioviale, dall’articolazione tannica garbata e vibrante di sapida acidità; il Brunello di Montalcino 2016 di Fuligni, che gioca su note di fiori appassiti, liquirizia, arancia, tocchi balsami e affumicati e presenta un sorso, dall’acidità irruenta, un’austera silhouette tannica e lieve sapidità lungo il finale. Ancora non completamente assestato nei profumi che pure già si segnalano per sfumature e contrasti, il Brunello di Montalcino 2016 de Le Chiuse, è vino di grande rigore espressivo e bella scioltezza al palato, dove i tannini sono sapidi e vibranti in uno sviluppo di ammirevole naturalezza. Aromi già espansi di erbe aromatiche, frutta rossa, sottobosco e spezie per il Brunello di Montalcino Vigna Loreto 2016 di Mastrojanni, dalla bocca succosa, piacevole nei ritorni salmastri e balsamici, larga nella trama intrigante.
E ancora il Brunello di Montalcino Madonna delle Grazie 2016 del Marroneto, al naso macchia mediterranea, spezie, frutti di bosco, tabacco e leggiadro apporto boisé, che sviluppa un sorso armonico, fra tannini fitti, frutto tonico ed esuberante e acidità centrata; il Brunello di Montalcino 2016 di Casisano, dalle tonalità di frutta dolce, ma non stucchevole, grazie agli accenni terrosi, la succosità fresca e gli intermittenti picchi sapidi; il Brunello di Montalcino Vallocchio 2016 di Fanti, che sa intensamente di ciliegia sia al naso che in bocca, con note balsamiche di contorno che rendono il sorso fresco e piacevolmente sapido; il Brunello di Montalcino Vigna Soccorso 2016 di Tiezzi, dal naso che promette dolce succosità senza deludere, grazie ai profumi di alloro, sottobosco e marasca matura, e ad un sorso centrale, pepato dal perfetto equilibrio fra acidità, tannini e sapidità fruttata. Infine, le Riserve 2015, a cominciare dal Brunello di Montalcino Pianrosso Santa Caterina d’Oro Riserva 2015 di Ciacci Piccolomini d’Aragona, coi suoi sentori ampi di sottobosco, balsami, spezie, fiori e cenni di grafite, che si ritrovano nel sorso di vibrante acidità, tannini fitti e irruente sapidità; il Brunello di Montalcino Riserva 2015 di Canalicchio di Sopra, dagli aromi fruttati rigogliosi e accenti speziati ed affumicati a rifinitura e un sorso solido e articolato, sostenuta da verve acida puntuale, che accentua sapidità e fragranza; il Brunello di Montalcino Ripe al Convento Riserva 2015 di Castelgiocondo, che sa di violetta e ciliegia croccante, alloro e arancia rossa mentre in bocca il sorso è perfettamente in equilibrio tra freschezza e sapidità, chiudendo leggermente pepato e dolce; infine il Brunello di Montalcino Nello Riserva 2015 di Baricci, dai profumi di arancia rossa, ciliegia croccante, alloro e lievi note affumicate che anticipano una bocca fresca, dal tannino amalgamato, di buona sapidità e chiusura dolce.

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