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NON SOLO CUCINA

Che cosa e come si mangia al Quirinale? Lo svela Lorenza Scalisi in “Tutti i piatti dei Presidenti”

30 anni di ricette, storie e aneddoti nelle cucine del Palazzo del Quirinale sono protagonisti del volume di Scalisi e Cadeddu, edito da L’Ippocampo

Che cosa si mangia al Quirinale? Quanto dura la cena perfetta? Come si organizza un evento? A queste ed a tante altre domande e curiosità sugli eventi organizzati al Palazzo del Quirinale risponde la giornalista Lorenza Scalisi nel suo libro, “Tutti i piatti dei Presidenti. 30 anni di ricette, storie e aneddoti nelle cucine del Palazzo del Quirinale”, con fotografie di Chiara Cadeddu, ed edito da L’Ippocampo, (2021, pp. 272, prezzo di copertina 29,90 euro).
Lorenza Scalisi, seguendo l’agenda del Presidente Mattarella, ha avuto la possibilità di osservare il dietro le quinte degli eventi ufficiali organizzati al Quirinale, raccogliendo storie, interviste, aneddoti di ieri e di oggi, menù e singole ricette, grazie anche alla preziosa collaborazione di Fabrizio Boca, lo chef che è entrato giovanissimo nelle cucine del palazzo e non ne è più uscito
.
Il libro ha avuto una lunga genesi, come racconta l’autrice: “durante Expo, nel 2015, mi è capitato di intervistare lo chef del Quirinale Fabrizio Boca, e mi è subito venuta l’idea che sarebbe stato bello fare un libro assieme a lui. Gli sottopongo l’idea, che però resta in un cassetto per un paio d’anni fino a che, nel novembre del 2017, mi chiamano al Quirinale per assistere, assieme alla fotografa Chiara Cadeddu, al nostro primo evento là dentro. Da allora - continua la giornalista - ogni volta che al palazzo era prevista una visita di lavoro, una ufficiale o una visita di Stato, siamo state chiamate ad osservare e documentare tutto, con la possibilità di osservare da dentro un lavoro incredibile”.
“Tutti i Piatti dei Presidenti”, quindi, non è solo un libro di cucina, anzi, tra una ricetta e l’altra, permette al lettore di capire il funzionamento di una maccchina organizzatrice perfetta, perché ogni cosa è “perfettamente” studiata, dalla lista della spesa alla preparazione del menu (che non deve mai ripetersi), dalla mise en place alla stiratura dei metri e metri di tovaglie che servono ad allestire i tavoli. Tutto avviene grazie all’impeccabile supervisione dello chef Boca, e Domenico Santamaria, food & beverage manager che coordina tutti i servizi di ospitalità e i ricevimenti . Accanto a loro sono presenti numerosi camerieri e sommelier, una vera e propria brigata di cucina e tanti giovanissimi, spesso appena usciti dagli istituti alberghieri di tutta Italia.
Ma cosa si mangia al Quirinale? I piatti sono realizzati con ingredienti semplici e freschi, e si privilegiano le grandi eccellenze “made in Italy”: il prosciutto crudo arriva dal Friuli Venezia Giulia, la pasta dal Molise, le carni dal Piemonte, i formaggi e l’olio dal Lazio, tanto per fare qualche esempio, mentre molte delle verdure sono coltivate nell’orto della tenuta presidenziale di Castelporziano, a una trentina di chilometri dal centro città. La semplicità è anche alla base delle ricette. Il libro ne riporta alcune: a Barak e Michelle Obama vennero serviti, ad esempio, “tonnarelli di kamut al ragù bianco”, nella migliore tradizione della cucina italiana e della dieta mediterranea. Il Presidente Sandro Pertini amava invece soprattutto gli spaghetti al pomodoro.
Ecco una tra le tante curiosità presenti nel libro: il servizio al Quirinale è rigorosamente alla francese, ovvero le pietanze sono presentate su vassoi e non impiattate, anche se nel libro sono, invece, tutte fotografate impiattate. Sarà il commensale stesso ad indicare al cameriere che porzione servire, per evitare imbarazzi (e sprechi) nel caso uno degli ospiti voglia saltare una delle portate, o voglia solo assaggiarne un boccone. E quanto dura la cena perfetta? Al Quirinale non hanno dubbi: 45 minuti né uno di più, né uno di meno .
Il risultato del lavoro di Scalisi e Cadeddu è quindi un volume prezioso e unico, poiché dietro le mura del Palazzo, su tavole allestite in sale sontuose, siamo sorpresi di ritrovare i sapori della tradizione culinaria italiana in tutta la sua genuinità e semplicità. E questo contrasto fra splendore e misura, solennità e quotidianità risponde decisamente alla volontà del Capo di Stato di fare del Quirinale la “Casa degli italiani”

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