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IMPORT E BILANCI

Cina, gli importatori di vino confermano la frenata, ma il Belpaese regge e supera la Spagna

Rispetto ai dati delle Dogane il Cile fa decisamente peggio, tengono invece i vini iberici, bene Australia e Sudafrica
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L'import enoico paga la frenata della crescita economica

La Cina chiude il 2018 in calo sul fronte delle importazioni enoiche, per la prima volta dal 2014, con i valori che tengono, ma senza brillare, e l’Italia che, anche secondo i dati della China Association Of Imports and Export Of Wine & Spirits, l’associazione che riunisce gli importatori del vino cinesi, supera la Spagna e diventa il quarto esportatore di vino a Pechino con 168,4 milioni di dollari, in crescita del +4,92% sul 2017, per 36,03 milioni di litri, in linea con l’anno precedente. Il crollo dei volumi trascina le importazioni complessive a quota 687,5 milioni di litri (-8,26%), con i valori che crescono a rilento (+2,12%) fino a 2,85 miliardi di dollari, un dato leggermente diverso, in meglio, rispetto a quello delle dogane cinesi, che avevamo analizzato con l’Ice Pechino qualche settimana fa (qui), ma che conferma, anche secondo il “The Drinks Business”, l’impatto delle tensioni commerciali con gli Usa e dell’andamento a rilento dell’economia, mai così male dal 1990, anche sul commercio e sui consumi di vino.
In testa si conferma ancora la Francia, che perde il 3.08% in valore, comunque a 1,058 miliardi di euro, con una market share del 39,7%, contro il 27,1% dell’Australia, unico tra i big a crescere in maniera rilevante (+5,41%) a 723,25 milioni di dollari, sfruttando l’azzeramento dei dazi sulle spedizioni verso la Cina. Sul gradino più basso del podio c’è ancora il Cile, che se per i dati delle Dogane cresceva del +14,5%, a 376 milioni di dollari, per quelli della China Association Of Imports And Export Of Wine & Spirits resta invece sostanzialmente sui livelli del 2017 (+0,47%), a 269,7 milioni di dollari. Dietro all’Italia, che rappresenta oggi il 6,3% del mercato del vino importato dalla Cina, come detto, la Spagna, che però, in questo caso, non perderebbe il 12,6%, ma anzi guadagnerebbe il 3,19%, arrivando a 162,1 milioni di dollari.
In sesta posizione il vino Usa, che sconta evidentemente il picco dei dazi sui prodotti a stelle e strisce, che per il vino hanno toccato il 39%: il risultato è un calo delle importazioni del -5,22%, a quota 75,5 milioni si dollari. Molto bene, al contrario, il Sudafrica, che registra una crescita delle spedizioni, a valore, del +32,42%, a 32,9 milioni di dollari. Chiudono la top 10, in chiaroscuro, la Nuova Zelanda (-2,09% a 28,77 milioni di dollari), l’Argentina (+17,58% a 26,18 milioni di dollari) e la Germania (+23,85% a 25,8 milioni di dollari).

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