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CONSUMI

Coldiretti: gli italiani tornano a mangiare la carne (+16% nel 2018), ma non di “laboratorio”

Il 75% dei consumatori guarda con diffidenza alla tecnologia applicata ai prodotti alimentari, volano i consumi di qualità

Tre italiani sui quattro (75%) giudicano negativamente la carne ottenuta in laboratorio. Emerge dall’indagine Ixé per Coldiretti, sulla prima bistecca spaziale stampata in 3D sulla Stazione Spaziale Internazionale, a partire da poche cellule di bovino combinate con fattori di crescita e sostanze compatibili con i tessuti biologici chiamate “bio-inchiostri” e finora utilizzate nelle stampanti 3D per ottenere organi in miniatura. Gli italiani, che stanno vivendo una storica inversione di tendenza, con l’aumento di spesa delle famiglie italiane per la carne in crescita del 6% nel 2018, sulla base dei dati Ismea, guardano ancora con diffidenza l’applicazione di queste nuove tecnologie ai prodotti alimentari, come sottolinea la Coldiretti.
Nel Belpaese peraltro si assiste ad una decisa svolta verso la qualità, con il 45% degli italiani che privilegia quella proveniente da allevamenti italiani, il 29% sceglie carni locali e il 20% quella con marchio Dop, Igp o con altre certificazioni di origine, sempre secondo l’indagine Coldiretti/Ixé. Vola, infatti, il consumo di bistecca Doc con un balzo del 20% nel numero di animali di razze storiche italiane allevati negli ultimi 20 anni, sulla base delle iscrizioni al libro genealogico. La domanda di qualità e di garanzia dell’origine ha portato, dice la Coldiretti, ad un vero boom nell’allevamento delle razze storiche italiane da carne che, dopo aver rischiato l’estinzione, sono tornate a ripopolare le campagne dagli Appennini alle Alpi.

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