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MERCATI

Con 25 milioni di bottiglie la Francia vale il 5,6% delle esportazioni di Prosecco nel mondo

Le bollicine iconiche dell’Italia enoica protagoniste anche a “Wine Paris & Vinexpo Paris”, di scena fino al 16 febbraio nella capitale francese

Lontani i tempi in cui, nella guerra delle bollicine, la Francia era meta irraggiungibile per gli spumanti italiani, schiacciati dallo Champagne e da un certo sciovinismo enoico. Oggi, il successo del Prosecco, abbondantemente tracimato dai confini nazionali, supera agilmente le Alpi, con le spedizioni sul mercato francese (dove la parola “Prosecco”, a confermare della sua popolarità tra i wine lover d’Oltralpe, è entrata ne Le Petit Robert, il più celebre dizionario francese, nell’edizione 2020) passate dai neanche 17 milioni di bottiglie del 2019 ai quasi 20 milioni del 2020, per attestarsi - con un balzo del +25,9% - sopra le 25 milioni di bottiglie importate nel 2021. Un dato che porta la Francia al quarto posto nella classifica dei principali importatori di Prosecco, dietro a Stati Uniti, Gran Bretagna e Germania, con una quota del 5,7% dell’export complessivo, che rappresenta ormai l’80% dell’intera produzione di Prosecco Doc (627 milioni di bottiglie nel 2021, di cui 71,5 milioni Prosecco Doc Rosé).

Numeri che, come è facile immaginare, rendono fondamentale il presidio del mercato francese, a partire ovviamente dalla prima grande fiera internazionale dall’inizio della pandemia, “Wine Paris & Vinexpo Paris” (da oggi al 16 febbraio al Paris Expo Porte de Versailles), dove oggi va in scena “Prosecco Doc & Prosecco Doc Rosé: two expressions and one soul. A journey through the Dreamland”, la degustazione comparata di Prosecco e Prosecco Rosé, guidata dal Master of Wine francese Dominique Laporte, che porta nei calici le bollicine di Astoria, De Stafani, La Marca, Le Contesse e Montelvini.
“A Parigi siamo in ottima compagnia - racconta il presidente della Doc Prosecco Stefano Zanette - accanto ad altre prestigiose Denominazioni francesi e italiane, e a realtà, piccole o grandi, rappresentative delle migliori produzioni internazionali. Abbiamo, con gli amici e colleghi francesi, un ottimo rapporto di amicizia e di proficua collaborazione. Confidiamo che questo incontro diventi il simbolo della ripartenza delle attività fieristiche, portando un‘iniezione di fiducia al nostro settore e soprattutto agli operatori dell’indotto”.

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