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TENDENZE ALIMENTARI

Consumi, in Italia è boom di frutta e verdura. Coldiretti: 1 miliardo di kg in più in 10 anni

La spinta arriva da giovani, innovazione e ricerca di genuinità e sicurezza. I dati a Macfrut (Rimini, 8-10 maggio)
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In Italia è boom di frutta e verdura. Coldiretti: 1 miliardo di kg in più in 10 anni

Le nuove tendenze dei giovani, la ricerca di genuinità e Made in Italy, la spinta dell’innovazione. Sono i motivi alla base del boom dei consumi di frutta e verdura in Italia (aumentati di un miliardo di chili negli ultimi 10 anni col record di 8,7 miliardi di chili raggiunto nel 2018) evidenziato da un’analisi Coldiretti, presentata oggi per Macfrut, il Fruit & Veg Professional Show di Rimini, di scena dall’8 al 10 maggio .
Mele e arance sono i frutti più consumati, mentre tra gli ortaggi preferiti dagli italiani salgono sul podio nell’ordine patate, pomodori e insalate/indivie. In crescita la spesa per gli ortaggi freschi pronti al consumo (+5% rispetto al 2017 con quasi 20 milioni di famiglie acquirenti, dati Ismea). Tra le tendenze si registra il forte aumento degli acquisti diretti dal produttore (6 italiani su dieci lo hanno fatto almeno una volta al mese, secondo l’indagine Coldiretti/Ixe).
La spinta al consumo è dovuta soprattutto alle preferenze alimentari dei giovani, che fanno sempre più attenzione al benessere a tavola con smoothies, frullati e centrifugati, all’attenzione per l’innovazione, in scena a Macfrut - dai sensori in campo per ottimizzare il ciclo colturale delle produzioni al vassoio con airbag per non ammaccare la frutta pronta al consumo, fino alle nuove combinazioni tra frutta e formaggi nel ready to eat - e alla ricerca di sicurezza e genuinità nel piatto, che porta l’88% degli italiani a bocciare frutta straniera e a scegliere nel carrello frutta e verdura Made in Italy, visto che l’Italia è al vertice della sicurezza alimentare mondiale e i prodotti agroalimentari extracomunitari sono 4 volte più pericolosi di quelli comunitari e 12 volte più pericolosi di quelli italiani per quanto riguarda la presenza di residui chimici oltre i limiti.
Sotto accusa sono le importazioni incontrollate dall’estero favorite dagli accordi commerciali agevolati stipulati dall’Unione Europea con Paesi come il Marocco e Egitto, dove è spesso permesso l’uso di pesticidi pericolosi per la salute in Europa e dove le coltivazioni sono realizzate in condizioni di dumping sociale per il basso costo della manodopera.
“È necessario che tutti i prodotti che entrano nei confini nazionali ed europei rispettino gli stessi criteri”, spiega il presidente Coldiretti Ettore Prandini, che ribadisce la necessità di “superare l’attuale frammentazione e dispersione delle risorse per la promozione del vero Made in Italy all’estero puntando a un’Agenzia unica che accompagni le imprese in giro nel mondo sul modello della Sopexa e ad investire sulle Ambasciate, introducendo nella valutazione principi legati al numero dei contratti commerciali. A livello nazionale - continua Prandini - serve un task-force che permetta di rimuovere con maggiore velocità le barriere non tariffarie che troppo spesso bloccano le nostre esportazioni ma anche trasporti efficienti sulla linea ferroviaria e snodi aeroportuali per le merci che ci permettano di portare i nostri prodotti rapidamente da nord a sud del Paese e poi in ogni angolo d’Europa e del mondo”.

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