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ALLARME

Dal latte ai biscotti: l’inflazione si abbatte sulla colazione degli italiani

Costi di produzione alle stelle, e il prezzo del latte vola a 2 euro al litro: Granarolo e Lactalis chiedono l’intervento pubblico
CARO PREZZI, Coldiretti, Confagricoltura, LATTE, Non Solo Vino
Il latte a colazione

“L’allarme congiunto sull’inflazione lanciato da due colossi del comparto lattiero caseario - Granarolo e Lactalis - è un segnale che non può essere sottovalutato. Confagricoltura si unisce alla loro richiesta di un intervento urgente del Governo per salvare le imprese del settore, strette nella morsa dell’aumento dei costi produttivi”: parole del presidente Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, si unisce alle richieste dei due colossi del latte, da cui dipende il 20% della produzione italiana, che chiedono un intervento pubblico per scongiurare che l’aumento dei costi energetici faccia schizzare il prezzo del latte oltre i 2 euro al litro. Da oltre un anno i costi produttivi per tutti i settori dell’agricoltura sono in continuo aumento, e la recente esplosione dei prezzi legata al rincaro dei costi energetici ha messo a dura prova la tenuta del settore primario.
“Le imprese sono allo stremo - aggiunge Giansanti - e a serio rischio tenuta. I consumatori, d’altro canto, non possono supportare ulteriori rincari del carrello della spesa. Chiediamo al Governo di sostenere tutta la filiera del latte, a cominciare dal comparto zootecnico, che è quello che soffre di più sia per il caro energia, sia per l’aumento del costo delle materie prime, ormai fuori controllo. Una simile crisi - conclude il presidente di Confagricoltura - necessita, pertanto, di essere affrontata con prontezza e assoluta determinazione sia sul piano nazionale, con misure economiche e finanziarie tempestive ed improcrastinabili, sia sul piano europeo, con prospettive di medio termine che non lascino margine di incertezza per le imprese”.
Non bastasse il prezzo del latte, cresciuto del +19%, la stangata sulla colazione degli italiani, come ricorda la Coldiretti, riguarda anche i biscotti (+9,8%), e l’effetto dei rincari energetici si fa sentire anche su pane (+13,6%), zucchero (+14,9%) burro (+33,5%) e marmellate (+7,9%) senza dimenticare il caffè che fa segnare un +6,7% su agosto 2021. L’aumento dei prezzi non risparmia neanche chi sceglie una alimentazione naturale con i listini dello yogurt che aumentano del 12,1%, quelli della frutta dell’8,3% e con in più l’incremento dei cereali da colazione del 5,5%, mentre chi ama il pasto mattutino continentale le uova sono in aumento del +15,2% ed i salumi del +6,8%.
Ed è una colazione amara anche per gli allevatori e le loro mucche da latte - spiega Coldiretti - con l’esplosione delle bollette di luce, gas, carburanti e mangimi che per l’impennata dei costi sta portando sull’orlo della chiusura migliaia di stalle dove l’attività non si può fermare senza arrivare ad abbattere gli animali. L’aumento delle spese colpisce duramente l’intera catena agroalimentare a partire dalle campagne dove più di 1 azienda agricola su 10 (13%) è in una situazione così critica da portare alla cessazione dell’attività, e ben oltre 1/3 del totale nazionale (34%) si trova comunque costretta, secondo il Crea, a lavorare in una condizione di reddito negativo per effetto dei rincari.
In agricoltura si registrano infatti aumenti dei costi che vanno dal +170% dei concimi al +90% dei mangimi al +129% per il gasolio fino al +300% delle bollette per pompare l’acqua per l’irrigazione dei raccolti. Aumenti che riguardano l’intera filiera del cibo con costi indiretti che - evidenzia Coldiretti - vanno dal vetro, rincarato di oltre il 30% sul 2021, al tetrapack, con un incremento del 15%, dal +35% delle etichette al +45% per il cartone, dal +60% dei costi per i barattoli di banda stagnata, fino ad arrivare al +70% per la plastica.
“Bisogna intervenire per contenere il caro energia ed i costi di produzione con interventi immediati per salvare aziende e stalle e strutturali per programmare il futuro”, dice il presidente Coldiretti, Ettore Prandini, ricordando che “occorre lavorare da subito per accordi di filiera tra imprese agricole ed industriali con precisi obiettivi qualitativi e quantitativi e prezzi equi che non scendano mai sotto i costi di produzione come prevede la nuova legge di contrasto alle pratiche sleali e alle speculazioni”.

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