Da un’icona della Franciacorta ad un simbolo dell’Alto Adige, da un mito di Barolo ad un pezzo di storia dell’Amarone della Valpolicella, da una perla del Barbaresco ad uno degli alfieri più celebri del Vermentino di Gallura, da un mostro sacro made in Bolgheri al vino tra i più celebri di Maremma, da un simbolo di Montalcino ad una grande fima dell’Etna: vengono da questi territori i 10 “Wine of the year 2025” dell’Italia secondo il magazine inglese “Decanter”, selezionati dal “Regional Editor for Italy” della rivista, James Button. In una lista che, dunque, annovera il Franciacorta Cabochon Fuoriserie No025 Brut di Monte Rossa di Emanuele Rabotti, tra le aziende storiche del territorio, ma anche il Terlaner I Primo Grande Cuvée 2019 di Terlano, grande firma dei bianchi dell’Alto Adige. Non manca “sua maesta” il Barolo Monfortino Riserva 2019 di Giacomo Conterno, tra i vin italiani più quotati in assoluto, così come l’Amarone della Valpolicella Classico 2015 di Bertani, tra i riferimenti del territorio, e sotto l’egida del gruppo Angelini Wines & Estates. Poi ancora Piemonte con un chicca del Barbaresco, il Barbaresco Riserva Sorì Paitin Vecchie Vigne Serraboella 2020 di Paitin, mentre dalla Sardegna arriva il pluripremiato Vermentino di Gallura Superiore 2023 di Siddùra, tra le cantine più importanti della Regione, e non ha bisogno di presentazioni il Masseto 2006, gioiello di Bolgheri ed una delle etichette italiane più ricercate nelle grandi aste mondiali, del gruppo Frescobaldi. Dalla vicina Maremma arriva, invece, il Saffredi 2022 di Fattoria Le Pupille, vino tra i più celebri della Maremma Toscana, così come è un simbolo del suo territorio, il Brunello di Montalcino Riserva 2019 di Poggio di Sotto del Gruppo ColleMassari di Claudio Tipa. A chiudere la decina, invece, l’Etna Rosso Barbagalli 2020 di Pietradolce, vino che nasce da uno dei vigneti più antichi del Vulcano, e gemma dell’azienda guidata da Michele Faro.
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