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CORONAVIRUS

Dopo la conferma di Vinitaly (dal 19 al 22 aprile) arriva anche quella di Cibus a Parma

La kermesse di Fiere di Parma dedicata al cibo sarà regolarmente di scena dall’11 al 14 maggio 2020
Cibus, CORONAVIRUS, FIERA DI PARMA, Non Solo Vino
Dopo la conferma di Vinitaly (dal 19 al 22 aprile) arriva anche quella di Cibus a Parma

Dopo la conferma di Vinitaly, dal 19 al 22 aprile (e dell’overture di “OperaWine” il 18 aprile, ndr), per l’evento n. 1 del vino italiano nel mondo, arriva anche quella di una delle più importanti fiere dedicati al settore alimentare del Belpaese, ovvero Cibus, che, nel 2020, sarà di scena, come da programma, dall’11 al 14 maggio. A dirlo una nota di Fiere di Parma, che sottolinea che la decisione, “come quella di Veronafiere che ha confermato la data di Vinitaly, ribadisce come il settore del food & wine sarà ancora una volta il driver per la ripresa dell’economia italiana”.
“Fiere di Parma condivide pienamente le misure sanitarie e preventive prese dal Governo e dalla Regione Emilia-Romagna per contrastare la diffusione del virus COVID-19 - sottolinea una nota - tanto che ha già disposto lo spostamento della manifestazione “Mercanteinfiera” da marzo ad aprile, ma intende dare un segnale di fiducia e ottimismo mantenendo le date di Cibus in maggio.
Va anche sottolineato che il comparto della produzione alimentare italiana, uno dei pochi ad aver registrato nel 2019 una crescita del 3%, con un incremento dell’export del 6,6%, può essere un fattore importante per la ripresa economica su cui l’Italia dovrà impegnarsi, tanto più dopo il rallentamento causato dall’emergenza del Coronavirus”.
“Siamo sempre stati convinti che Cibus si dovesse tenere in maggio, come da programma - ha dichiarato Antonio Cellie, ceo di Fiere di Parma - e ci ha confortato l’analoga decisione di Vinitaly. Si tratta delle due fiere italiane più importanti e conosciute nel mondo del food & wine. Rappresentano un comparto che potrà essere un driver decisivo per la ripresa. Le aziende dell’alimentare e tutta la filiera ci hanno chiesto di mantenere le date programmate”.
Gli uffici di Fiere di Parma hanno registrato flessioni marginali nelle adesioni dei top buyer internazionali e la conferma di tutti gli espositori, peraltro già iscritti da mesi.

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