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Durazzi (Consorzio Morellino): “Chianti Lovers ok, ma traguardo rimane anteprima unica di Toscana”

Il tema dell’appuntamento unico con il top del vino di Toscana è ancora attuale, specie se si guarda alle sfide dei mercati

Aver armonizzato le date delle Anteprime dei grandi vini di Toscana, a suo tempo, rappresentò un traguardo importante, ma lo step successivo, quello di una grande ed unica anteprima con il top della produzione regionale, ventilato da alcuni ma mai cavalcato realmente dai più, resta una sorta di chimera, che rischierebbe di finire nel dimenticatoio, se non ci fosse chi ancora ne ricorda il senso e le potenzialità, specie da un punto di vista commerciale e di rapporti di forza sui mercati esteri. Così, riconoscendo il successo di “Chianti Lovers”, l’anteprima del Chianti di cui ormai il Morellino di Scansano è ospite d’onore, è il direttore del Consorzio dello storico vino grossetano, Alessio Durazzi, stimolato da WineNews, a ricordare e riconoscere il senso aggregativo e commerciale che potrebbe ancora rivestire un appuntamento unico con tutte le Denominazioni di Toscana.
“L’obiettivo del Consorzio del Morellino - racconta Alessio Durazzi - è quello di creare aggregazione, da questo nasce la sinergia con il Chianti e con “Chianti Lovers”, che ormai abbraccia anche il Morellino assumendo una fisionomia ben precisa. È un bel successo e ci dà grande soddisfazione, ma quello di un’anteprima unica con tutti i vini di Toscana resta un obiettivo condivisibile ed un traguardo cui ambire. Va riconosciuto che all’interno del circuito delle Anteprime ci sono delle storicità che non possono essere banalizzate - sottolinea il direttore del Consorzio del Morellino - ma la prospettiva di un’Anteprima unica sarebbe un bellissimo segnale da dare all’esterno, di unità e forza. A maggior ragione, in questo senso, pensare di andare all’estero uniti, come vini della Regione Toscana, ci darebbe un appeal straordinario, perché mettere in fila tutti i marchi del vino toscano non lascerebbe di certo indifferenti gli operatori ed i professionisti. Ovviamente, non ci può essere spazio per la paura, non possiamo averne per il nostro vicino, perché le sfide sono altrove, nel mondo, e se facessimo sistema avremmo una forza dirompente, se invece andiamo ognuno per la sua strada il rischio è quello di scontrarsi con dei sistema Paese molto più solidi di noi da questo punto di vista - conclude Durazzi - dalla Spagna alla Francia, fino agli emergenti Australia e Sudafrica. Se non disperdessimo le risorse, non avremmo avversari”.

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