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BIBLIOTECA ENOGASTRONOMICA

Ecologica, etica, consapevole: (piccola, grande) Guida alla nuova tavola e alla spesa quotidiana

Dove ricominciare dopo il Covid? La risposta ne “Il cibo ci salverà. Un’arma di prevenzione di massa” del medico Giuseppe Tartaglione per Altreconomia
ALTRECONOMIA, EMERGENZA COVID, SPESA ALIMENTARE, TAVOLA, Non Solo Vino
“Il cibo ci salverà. Un’arma di prevenzione di massa”

Da dove ricominciare dopo il Coronavirus? Dalla tavola, che, costretti a casa in quarantena abbiamo riscoperto, riportandovi al centro il vero valore del cibo, nutrimento per il corpo e per la mente, e ringraziando chi ha continuato a produrlo per noi nell’emergenza, è un ottimo inizio. Come fare, lo spiega passo dopo passo “Il cibo ci salverà. Un’arma di prevenzione di massa. Ripartiamo dalla tavola: salute, ambiente, etica”, nuovo volume di Altreconomia, firmato da Giuseppe Tartaglione, medico chirurgo, specializzato in Medicina Generale,“onnivoro selettivo” ma rispettoso di altre filosofie alimentari, purché basate su scelte etiche e sulla solida cultura alimentare che questo libro si prefigge di divulgare. Una piccola, grande, guida per cambiare in meglio il proprio stile alimentare e la propria spesa quotidiana coniugando i principi della scienza dell’alimentazione con gli aspetti sociali, ecologici ed etici.
L’obiettivo del volume è ambizioso, ma semplice: spiegare in maniera accessibile le fondamenta di ciò che riguarda il cibo, per diventare consapevoli della sua importanza per il benessere psicofisico. “L’alimentazione non è una fede - scrive l’autore - non ci si deve “credere”: che lo stile alimentare abbia ripercussioni sulla salute, è un dato di fatto. Ciò non sorprende, considerando che, in media, mangiamo tre volte al giorno per tutto l’arco della vita e che il cibo, in quanto fonte di quasi tutte le molecole strutturali e funzionali che servono al corpo umano, si configura come il principale determinante ambientale per la salute ed il benessere, oltre che il principale elemento di impatto ecologico”. L’alimentazione errata, del resto, è oggi considerata responsabile di un numero di decessi maggiore rispetto a ogni altro fattore di rischio, e migliorarla potrebbe prevenire una morte su cinque a livello globale.
La prima parte del volume (edizioni Altreconomia, maggio 2020 pagg. 256, prezzo di copertina 15,00 €) descrive l’impatto di ogni cibo, dall’Acqua allo Zucchero, sul nostro metabolismo e mette in guardia, in particolare, sui rischi legati al cibo ultra-processato. L’affascinante storia alimentare della nostra specie ci dice infatti che le moderne diete “occidentali” aumentano il rischio di sviluppare malattie cronico-degenerative. La seconda parte indaga invece il controverso rapporto tra la produzione agricola, la distribuzione e il consumo quotidiano di cibo: ovvero tutto quello che bisogna sapere per fare una spesa efficace, sostenibile e solidale, attenta alla salute e al benessere personale, ma anche a quella della comunità e del pianeta. Non un libro di ricette miracolose, insomma, e, se non siete sicuri di diventare “onnivori selettivi” o “vegani perplessi”, nelle sue pagine è possibile trovare tutti gli elementi per scegliere con cognizione di causa la giusta “dieta” e privilegiare un’“alimentazione preventiva”, che soddisfi criteri nutrizionali, etici ed ecologici, con tanto di vademecum per maneggiare il cibo in cucina e programmare una “giornata tipo” a tavola.
“Questo libro - spiega Tartaglione - è rivolto a tutti, in particolare alle mamme, a coloro che lavorano con i prodotti alimentari (es. agricoltori, allevatori, cuochi, ristoratori) e, soprattutto, agli aspiranti e ai sedicenti statisti, poiché sono convinto che l’obiettivo della “buona politica” sia primariamente quello di proteggere i cittadini”. Ma è anche un appello alla classe medica, perché “anche i colleghi di ogni branca ed estrazione dovrebbero padroneggiarne i contenuti, perché, nonostante la prevenzione su larga scala sia compito del Governo, la classe medica non può esimersi dal conoscere questi argomenti. Per questo la scienza dell’alimentazione dovrebbe far parte della formazione di ogni medico di Medicina Generale”.

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