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CAOS COVID

Fipe/Confcommercio: “il green pass per il ristorante spacca a metà 3 milioni di famiglie”

Aldo Cursano: “tanti giovani non vaccinati in vacanza con i genitori vaccinati. Cortocircuito dato dalla fretta per imporre la norma”
FIPE, GREEN PASS, RISTORANTI, Non Solo Vino
Fipe/Confcommercio: “il green pass per il ristorante spacca a metà 3 milioni di famiglie”

Mentre sul green pass “all’Italiana” non arrivano notizie ufficiali (attese per oggi) ma indiscrezioni, continua il subbuglio del mondo della ristorazione, che potrebbe vedersi imposta la norma per l’accesso dei locali, almeno al chiuso, già da lunedì 26 luglio. Norma che al di là del dibattito politico, divide le opinioni degli addetti ai lavori, tra chi la osteggia apertamente e chi la accetta storcendo il naso, ma preferendola, ovviamente, a nuove insostenibili chiusure. In ogni caso, ci saranno almeno nei primi tempi, delle difficoltà applicative da gestire, come torna a sottolineare la Fipe/Confcommercio.
“Da lunedì prossimo se passa l’obbligo del green pass anche per andare al ristorante oltre tre milioni di famiglie italiane verranno letteralmente spaccate in due. Al momento infatti ci sono circa 4 milioni di giovanissimi tra i 12 e i 19 anni non ancora vaccinati.Non si tratta di no vax ma di persone in attesa del loro turno. Molti di questi ragazzi passeranno le vacanze con i genitori, in larga parte già vaccinati, ma non potranno andare neppure a mangiare una pizza con loro. Questo cortocircuito è dato dalla fretta con la quale si vuole approvare una norma che, così congegnata, non porterà gli effetti attesi”, ha detto Aldo Cursano, vice presidente Fipe/Confcommercio. “Se il Governo - aggiunge Cursano - è comprensibilmente preoccupato per i 3 milioni di over 60 che ancora non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino allora deve sapere che l’azione di moral suasion attraverso i ristoranti rischia di essere fallimentare. Solo il 9% degli over 60, infatti, è un frequentatore non occasionale di questi esercizi. Ecco perché questa misura, oltre ad essere iniqua, dal momento che penalizza alcune imprese risparmiandone altre, non riuscirà a spingere gli over 60 più scettici a vaccinarsi. Allora tanto vale mettere l’obbligo di vaccinazione almeno per gli over 60”.

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