Un trend che continua ad andare in negativo. Si registra ancora una frenata per l’export di vino italiano nel mondo, come dimostrato dai dati Istat analizzati da WineNews e aggiornati ad ottobre 2025. E che, nel confronto con i primi 10 mesi 2024, emettono un risultato di -2,7% in valore (dal -2,2% di settembre) a 6,5 miliardi di euro, e -1,4% in volume (era -0,9% a settembre), a 1,76 miliardi di litri.
Un dato generale su cui incide molto l’andamento delle spedizioni negli Stati Uniti, condizionate dai dazi, ma anche dai consumi che cambiano e che diminuiscono: da gennaio ad ottobre 2025 il vino italiano negli States è stato esportato per un valore di 1,5 miliardi di euro, il -5,6% sullo stesso periodo temporale 2024. Giù anche i volumi nei 10 mesi (-3,2%) che scendono a 288,4 milioni di litri, un “gap” che si allarga dall’ultima rilevazione. Gli Stati Uniti rimangono, comunque, ovviamente, il primo partner commerciale del vino italiano, davanti alla Germania che resta in territorio positivo, pur calando su settembre: 946,9 milioni di euro e, quindi, a +1,36% da gennaio a ottobre 2025 su base annua. Sul podio sale anche il Regno Unito (primo partner commerciale per l’agricoltura europea), che continua a frenare gli acquisti di vino italiano rispetto all’anno scorso: -3%, per un valore pari a 686,7 milioni di euro.
A seguire, c’è il Canada, in positivo fino ad agosto, ma che da settembre ha iniziato a frenare con le importazioni, ancora più verso il ribasso ad ottobre, con 359,8 milioni di euro da gennaio a ottobre 2025 (-6,5%). Segnali di stabilità rispetto a settembre, ma in calo del 4% sui primi 10 mesi 2024, per la Svizzera a 316,29 milioni di euro, mentre la Francia, tra i pochi “big” che migliora anche il dato dello scorso mese, segna un significativo +4,7% (pari a 266,9 milioni di euro) rispetto a gennaio-ottobre 2024. Sullo stesso periodo, spicca la performance dei Paesi Bassi (+7,7%) a 212 milioni di euro, al contrario del Belgio (-4,2%) a 181,4 milioni di euro, che precede la Svezia protagonista di un 2025 dove, fino ad ottobre, le importazioni sono aumentate dall’Italia di oltre il 6% (158 milioni di euro).
Il Giappone ha dato dei segnali di ripresa ad ottobre 2025, ma resta in negativo sui 10 mesi (-5,8%) a 148,1 milioni di euro, così come la Russia (a 165,6 milioni di euro), il cui confronto con il 2024 resta, però, al momento molto pesante (-23,2%). Cala anche l’Austria (-7,5%) a 123,9 milioni di euro, e scende in negativo l’Australia (-0,6%) a 61,3 milioni di euro. In Sud America il Brasile resta ancora una nicchia di mercato e nel 2025 il confrontro tra i primi 10 mesi, con il 2024, è con il segno meno (-0,9%) per un valore di 35,8 milioni di euro.
Numeri complessivi che ci mostrano come, salvo rare eccezioni, le esportazioni di vino italiano continuano il loro momento di difficoltà, non crollando ed in considerazione anche di un 2024 da record, in tutto il mondo. Settembre è stato più negativo anche di agosto e ormai i “bollettini” con il segno meno si susseguono mese dopo mese. Non un bel segnale, comunque, considerato anche la tendenza dei consumi in calo e le giacenze che continuano ad aumentare nelle cantine italiane. Con la speranza che la “riscossa” possa arrivare in un 2026 che, comunque, è partito con più di un interrogativo.
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